ESCLUSIVA TJ - Cristiano Lucarelli: "Juve ancora in corsa per lo Scudetto. Per il Toro sarà il match dell'anno, Quagliarella potrà essere l'uomo gol. Fui vicino alla Juve e con Chiellini..."
La Redazione di Tuttojuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'attuale allenatore del Tuttocuoio ed ex bomber del Torino e di tante altre squadre (Livorno, Parma, Napoli, Shakthar, Valencia, Atalanta ecc...), Cristiano Lucarelli, che ha parlato del derby e non solo:
Buongiorno Cristiano, come hai visto la Juve a Reggio Emilia?
"A me non è dispiaciuta la Juventus di Reggio Emilia. Ha fatto la partita che doveva fare anche se poi il Sassuolo è riuscito a passare in vantaggio con una bellissima punizione di Sansone. Gli emiliani hanno una squadra importante con giocatori importanti e recuperarla non era semplice, anche se i bianconeri hanno creato tanto non riuscendo poi a concretizzare. Fa rumore il risultato, ma ci può stare perdere".
Tu che hai giocato in squadra con Giorgio Chiellini, credi che il cartellino rosso rimediato sia arrivato da un eccesso di nervosismo?
"Non credo sia stato un eccesso di nervosismo. Giorgio è un ragazzo molto tranquillo ed è così anche negli allenamenti, è il suo modo di interpretare il calcio. Ricordo quando era giovane e litigava spesso con me e Protti perchè lui ha quel modo di intendere calcio che lo ha fatto diventare difensore della Juve e della Nazionale. Ci sono quelle situazioni in cui, per mancanza di centimetri, arrivi in ritardo e poi l'arbitro ti butta fuori.
La Juventus, in campionato, è prima nella classifica dei tiri totali ma segna sostanzialmente poco. Secondo te a cosa si deve questa mancanza di concretezza?
"Ho lo stesso problema con la mia squadra (il Tuttocuoio ndr): creiamo tantissimo ma non concretizziamo. Sicuramente, rispetto all'anno scorso, ci sono stati cambiamenti e bisogna dar tempo a Mandzukic e Dybala di integrarsi, di conoscersi con i compagni, di giocare con meno responsabilità. La concretezza può arrivare solo con il tempo. E' una cosa normale".
Può esser un problema di modulo una delle difficoltà attuali di Mario Mandzukic?
"Il modulo era un po' un problema anche di Mario Gomez, ma il campionato italiano è una realtà differente rispetto al campionato tedesco. Ci sono delle difficoltà diverse, ma è pur altrettanto vero che i giocatori devono metterci del loro. I grandi campioni fanno la differenza a prescindere dal modulo perchè, poi, un conto è giocar fuori posizione ma inizia a diventar complicato se i giocatori iniziano a scegliersi anche i compagni che hanno a fianco (ride ndr)".
La prossima partita sarà il derby. Come si vive questo genere di match a Torino sponda granata?
"E' la partita dell'anno che deve esser vinta a tutti i costi. Non potendo competere, come qualche anno fa, con gli obiettivi della Juventus diventa, dunque, la partita dove poterti prendere la rivincita sui bianconeri. Trent'anni fa non era così perchè giocavano per lo Scudetto, ma oggi è molto diverso".
La Juve cosa dovrà temere della squadra di Ventura?
"Il Toro è una squadra forte, la Juve dovrà temere la grande organizzazione tattica di Ventura. E' una squadra che gioca bene a calcio, è propositiva, ha un grande allenatore italiano e un organico importante. La Juve. più che temere, deve rispettare il Torino. Quagliarella? Può esser l'uomo gol. Il Toro ha nel collettivo la propria forza e potrà metter in difficoltà i campioni d'Italia".
Volevo parlare di due ricordi: il 3-3 del 2001 e lo 0-4 del 2003?
"C'è anche un 3-2 in cui il Torino perdeva 2-0 e poi riuscì a vincere. Quei derby erano più equilibrati perchè il Toro lottava per poter vincere il campionato, e quella è una di quelle partite che il tifoso granata ricorda di più. Quel 3-3 fu inaspettato perchè c'era troppa differenza tra le due squadre, c'era molta di differenza di valori in campo. La Juve quell'anno era fortissima e aveva una rosa che su 25 giocatori aveva 23 campioni, oltre che un grande allenatore. Era impensabile, nemmeno il tifoso più sfegatato granata poteva pensare di recuperare quel match. Fu un'impresa titanica. Il 2003 fu un anno dove non potersi molto vantare, fu l'anno in cui il Torino realizzò meno punti in Serie A. Iniziammo e finimmo con diecimila problemi; quei quattro gol di scarto ci stavano tutti. In quei tempi bisognava solo sperare di una loro giornata storta per poter fare qualche risultato positivo".
Vedi la Juve ormai tagliata fuori per lo Scudetto?
"Assolutamente no. La Juventus è una squadra, forse l'unica, che può mettere insieme un filotto lungo di vittorie perchè negli ultimi ha dominato in lungo e in largo questo campionato. Potrebbe aver la forza per recuperare, ma non è facile viste le difficoltà con cui ha iniziato questa stagione. Chi ti ha stupito? La Roma ha trovato quelle certezze che forse gli mancavano, il Napoli mi sta intrigando tanto. Gli azzurri hanno fatto le cose mirate che, alla fine, son sempre le cose più redditizie. Ha preferito effettuare acquisti meno di grido rispetto ad altre squadre e son riusciti a sistemare le situazioni che andavano sistemate. In più ha trovato un grande allenatore moderno che, con bravura, ha rivisitato il modulo di Empoli e grazie ad esso ha esaltato la qualità e le caratteristiche dei giocatori".
In carriera sei mai stato vicino alla Juventus?
"Fui vicino l'anno della retrocessione della Juve. Ci fu la possibilità di andare a Torino ma poi venne preso Bojinov, un calciatore molto più giovane. Per l'accordo con Mutu? No, c'era il trascorso con la maglia del Toro e questo poteva creare dei problemi. Si preferì poi scegliere il giocatore bulgaro che poteva più adattarsi al ruolo di Trezeguet. Fu una cosa improvvisa anche perchè si pensava che il francese potesse partire e il mio nome poteva sembrare quello giusto. Quella fu l'unica volta in cui fui davvero vicino ad indossare la maglia bianconera".
Come sta andando con il Tuttocuoio?
"Siamo una realtà molto piccola e stiamo cercando di salvarci. Stiamo proponendo un buon calcio e facciamo fatica a concretizzare, come ti dicevo, la tanta mole che produciamo. Nel calcio vale l'essenza, ovvero fare gol e non subirlo. Non stiamo subendo ma stiamo realizzando poco, sperando che si possa trovare un po' più di concretezza. La speranza è quella di poter fare un buon campionato e di poter valorizzare qualche buon calciatore".
Si ringrazia, per la cortesia e l'enorme disponibilità dimostrata, l'ufficio stampa nella persona di Cristina Pucci e Cristiano Lucarelli.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

