ESCLUSIVA TJ - Carlo Nesti: "La Juventus ha bisogno di tempo per crescere. Assenza Marchisio e Khedira si è fatta sentire. Ricordo finale Coppa Campioni '73"

ESCLUSIVA TJ - Carlo Nesti: "La Juventus ha bisogno di tempo per crescere. Assenza Marchisio e Khedira si è fatta sentire. Ricordo finale Coppa Campioni '73"TuttoJuve.com
giovedì 5 novembre 2015, 19:00Primo piano
di Valerio Pieraccini

I microfoni di Tuttojuve.com hanno raggiunto il noto giornalista Carlo Nesti.

Buonasera Carlo, come valuta la Juventus 2015/16 di Massimiliano Allegri?

“Il mio bilancio trova conferma nell’andamento della partita contro il Borussia: abbiamo visto nei primi 25’ una Juve in difficoltà, poi, nella mezz’ora seguente, i bianconeri hanno costruito addirittura 8 palle gol e,  nei successivi 35’ hanno sofferto oltremodo, senza dimenticare, ovviamente, l’espulsione.  Bisogna capire che la Juventus è una squadra nuova e necessita di tempo per crescere; la speranza era che la crescita potesse essere lineare, invece, sino ad ora, si è vista a strappi”

Secondo lei, le difficoltà difensive registrate sono causate da semplici disattenzioni oppure si è fatta sentire, in maniera importante, l’assenza di Pirlo, Vidal e Tevez?

“Rimanendo concentrati sul presente, dall’inizio della stagione è venuta a mancare una cerniera a  centrocampo, in grado di agire da filtro per la difesa, accrescendo, quindi, la personalità della squadra;  la sfortuna, per la Juventus, è stata quindi rappresentata dagli infortuni di Marchisio e Khedira. Chiaramente, poi, sussistono delle difficoltà difensive: Chiellini inizia a manifestare i limiti tecnici ed Evra gioca perché Alex Sandro non è ritenuto ancora pronto, con Asamoah ancora fermo ai box. Inoltre, abbiamo potuto vedere come Pogba, ad ora, non sia ancora un trascinatore, ma un trascinato: per il momento è un giocatore che da il meglio quando è attorniato da punti di riferimento sicuri, nel futuro vedremo”.

Lavezzi potrebbe aiutare la Juventus a risolvere i problemi offensivi?

“L’interesse per l’argentino c’è sempre stato da parte della Juventus e, nel caso fosse davvero concreto, Lavezzi  potrebbe giocare benissimo in un 4-3-3, costruendo un tridente importante con Cuadrado sulla fascia opposta e Morata o Mandzukic al centro, senza dimenticare l’opzione Dybala alla falso 9”.

La scorsa domenica è stato celebrato il 118° anniversario della fondazione della Juventus. C’è un ricordo in particolare che l’ha segnata?

“Chiaramente le vittorie, da giornalista ho potuto infatti assistere ai trionfi internazionali di Basilea contro il Porto e di Bruxelles contro il Liverpool; ricordo poi la finale di Coppa Uefa vinta nel 1993 in cui ero al fianco di Bruno Pizzul. Ho, poi, un ricordo indelebile: era il 30 maggio 1973, quando si disputava la finale di Coppa dei Campioni tra la Juventus e l’Ajax di Crujff. Sugli spalti fu spettacolare la cornice di pubblico, in particolare, allora si usava suonare gli inni nazionali, prima del fischio d’inizio, ed i 15.000 tifosi olandesi cantarono il proprio inno (usanza che non era ancora diffusa in Italia). Poi, quando venne intonato l’inno italiano, gli olandesi lo fischiarono e, tutti quanti e 40.000, ci guardammo, con le bandiere bianconere in mano, ed iniziammo a cantare Fratelli d’Italia, tra l’altro con una grande intonazione. Anche se la partita non andò nel verso giusto, i supporters bianconeri vinsero la loro sfida contro i tifosi dell’Ajax”.

Si ringrazia di cuore Carlo Nesti per la grande disponibilità e cortesia dimostrataci.