Dammi tre parole: business, marketing, merchandising
A proposito di business, marketing e merchandising (parole tanto in voga in questo ultimo periodo nel quale il calcio italiano cerca di inventarsi ricavi e risorse, stante la recessione stagnante del nostro Paese), viene spontanea una considerazione. Si commette spesso l'errore di paragonare quanto accade in Italia, con quanto succede in Germania o Inghilterra o con quanto accade a colossi del calibro di Barcellona e Real Madrid. Detto che le due squadre spagnole hanno, a livello internazionale, un appeal decisamente superiore non solo a quello della Juve, ma dell'intero movimento calcistico domestico, occorre anche evidenziare come, a livello economico, paesi come la Germania e l'Inghilterra vivano situazioni decisamente migliori dell'Italia (non che ci voglia molto). Si fa presto a dire, ad esempio, che occorre prendere spunto dalle tifoserie teutoniche o anglosassoni i cui supporters, allo stadio, indossano tutti la maglia ufficiale della squadra per la quale tifano. Perché in Italia ciò non accade? Per la serie “trova le differenze”, andate a vedere a quanto ammonta uno stipendio medio di un lavoratore tedesco o inglese ed accostatelo allo stipendio medio di un lavoratore italiano. Considerate che la maglia ufficiale della Juventus, ha un costo che varia dagli 80/85 euro ai 120 euro circa (70 per i bambini). Considerate anche che, appena fuori dallo Juventus Stadium, con 20/25 euro acquistate la versione non ufficiale della stessa maglietta. Nella migliore delle ipotesi, quindi, il prodotto ufficiale costa quattro volte tanto rispetto a quello “tarocco”.
In tempi di crisi (ma non solo), pensate a quanti soldi finiscono nelle tasche di rivenditori di prodotti non ufficiali ed al conseguente danno per le casse bianconere. C'è, in ogni caso, da chiedersi, come sia possibile, acquistare il “tarocco” appena al di là dei cancelli dello Stadium, ma questo è un altro discorso. Se si scegliesse di optare per una strategia di riduzione del prezzo di vendita (almeno in un frangente di congiuntura economica negativa), con fasce di prezzo a partire da 50 euro (a salire, a seconda dei materiali usati per interni e rifiniture), si potrebbero avere risultati decisamente migliori. Se non ho grandi disponibilità e devo scegliere tra spendere 20/25 euro per una maglia simil originale e 85/120 per quella originale, probabilmente opterò per la prima ipotesi. Al contrario, se il prezzo della maglia originale fosse intorno ai 50 euro, molto probabilmente più persone opterebbero invece per l'acquisto del prodotto ufficiale. Facendo un esempio, con la vendita di 1.000.000 di magliette al prezzo di 50 euro, si introiterebbero 50.000.000 di euro; togliete i costi necessari alla produzione, etc, etc ed avrete comunque un utile decisamente interessante, magari utilizzabile per finanziare l'acquisto di qualche giocatore. Probabilmente questo sembrerà un ragionamento banale e riduttivo, ma provate a fare un sondaggio tra quanti, in giro, indossano la maglia della Juve: fate due calcoli e vedete quante sono le maglie ufficiali e quelle non. Tirate le somme ed otterrete la risposta: ognuno, poi, potrà fare le proprie considerazioni.
Direttore: Claudio Zuliani
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