Conte: "Volevo De Rossi alla Juve. Buffon grande uomo. E' la Juve di Allegri, ho provato ad andarci due volte"

Conte: "Volevo De Rossi alla Juve. Buffon grande uomo. E' la Juve di Allegri, ho provato ad andarci due volte"TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
domenica 2 novembre 2014, 19:00Primo piano
di Giovanni Spinazzola

Antonio Conte, intervistato da Alciato per Sky Sport, ha parlato di nazionale ma anche di Juventus, suo ex club, rivelando una clamorosa indiscrezione. "La nomination per il pallone d’oro degli allenatori è un bellissimo riconoscimento per il lavoro svolto, per i successi ottenuti. E’ una spinta maggiore per fare ancora meglio in futuro. Si parla della Nazionale e non di un club, un impegno difficile considerato anche il periodo che sta attraversando il calcio italiano. All'Italia resta una storia, una tradizione, dei valori da non dimenticare. A livello calcistico siamo sempre stati importanti. E’ un momento difficile e tutti - ha sostenuto - dobbiamo adoperarci a far funzionare un meccanismo che si è inceppato. Ripetevo questa frase al primo anno alla Juventus. C’era stato qualche pareggio e anche qualche mugugno, così ricordavo che arrivavamo da due settimi posti. Ora si arriva da un fallimento, e se c’erano dei problemi prima non saranno risolti in due mesi. Siamo partiti bene, abbiamo abbassato l’età media e centrando quattro vittorie. Dobbiamo anche capire che questa Nazionale va aiutata, costruita nel tempo. L’obiettivo primario assoluto - ha ammesso - è quello di qualificarci. Poi cercheremo di far diventare la Nazionale un piccolo club per poi giocarci tutto. Non ho detto che l'Italia ha fatto schifo al Mondiale, ma l’ho detto in maniera più fine. Il senso però era questo. Il gruppo - ha sostenuto - era arrabbiato e voglioso di ripartire. La maglia della Nazionale e l’inno motivano da sé. Povertà di calciatori in Italia? Io parlo con dati alla mano. Senza calcolare i portieri, 8-10 non sono titolari nelle loro squadre di club. E questo è un dato allarmante, disarmante. La nazionale italiana insieme al Brasile - ha ricordato - è tra le più famose in assoluto. Bisogna fare sempre di più, per migliorare e crescere. Ci stiamo costruendo, abbiamo una nostra identità. Abbiamo creato una piccola fiammella di entusiasmo da alimentare, sempre. Vogliamo andare in Francia, all’Europeo. E’ importante qualificarci, a partire dalla gara contro la Croazia. Non è fondamentale, no. Ma ci può dare delle risposte in base a quanto stiamo facendo. Il risultato non deve essere per forza positivo per darmi delle risposte. Le aspettative nei miei confronti sono sempre alte. Quando ero alla Juventus pure… Io ho partecipato due anni in Europa, siamo arrivati tra le prime otto. Oggi è un obiettivo dichiarato. L’anno scorso abbiamo raggiunto la semifinale di Europa League, eppure viene visto tutto come un fallimento. Questo mi sprona, mi dà più forza nel cercare sempre il meglio. Quando ti abitui troppo bene, poi - ha affermato - si aspetta sempre la vittoria. Parlare di vittoria degli Europei mi sembra prematuro, anche perché dobbiamo ancora qualificarci. In tutte le cose che faccio non mi pongo degli obiettivi minimi, mi piace pensare che tutto si può raggiungere. Ci sono delle Nazionali in Europa che sono superiori a noi, ma questo ci deve dare la forza di colmare il gap. Dobbiamo prenderci la qualificazione rendendo anche orgogliosi i tifosi italiani,e i calciatori devono avere voglia di indossare e sudare questa maglia. Per i miracoli ci stiamo attrezzando. Come ho convinto Pirlo a tornare in Nazionale? C’è stata - ha chiosato - grande disponibilità da parte sua ad essere presente nel progetto sia come calciatore quando viene chiamato in campo, sia nel caso non dovesse giocare. Dunque come uomo-spogliatoio, che condivide l’idea di calcio passata insieme in questi tre anni.

Un altro come Buffon? Difficile. Anche se oggi, a livello di età, posso pensare che un Perin possa fare cose del genere perché anche lui ha iniziato giovanissimo. Ha toccato quota 500 partite ed è straordinario. Merito a lui e alla sua professionalità. E’ un grande uomo - ha ammesso - ancor prima che un grande calciatore. E questo mi rende sereno, perché è il capitano. De Rossi? Quando sono arrivato alla Juventus mi sarebbe piaciuto averlo, ci ho provato ad averlo ma lui pensa soltanto alla Roma come unica squadra italiana. Daniele ha sentito tanto la delusione dell’eliminazione dal Mondiale. E’ molto attaccato alla maglia azzurra, ed è un esempio per i più giovani. I più anziani sono un ottimo esempio, io vorrei fare un mix di esperienza e nuove leve - ha sostenuto - per arrivare agli Europei con una squadra competitiva. Pellè è cresciuto tanto e sta facendo molto bene. E’ maturato rispetto a quando è andato via dall’Italia. Ha meritato - ha detto - questa convocazione. Balotelli? Le convocazioni devono essere meritate. Non ci sono preclusioni nei confronti di nessuno, ma chi viene in Nazionale deve volere indossare questa maglia. Vince la squadra e non il singolo, è la squadra che esalta il singolo e non il contrario. A meno che tu non sia Messi o Maradona. Cosa penso della Serie A? Vorrei avere più possibilità di scegliere, vorrei vedere più italiani. Credo che per i calciatori non siamo più un punto d’arrivo. Ora la Premier League, la Bundesliga e la Liga sono davanti a noi. Anche la violenza negli stadi, alle contestazioni che ci sono quando le cose in una squadra non va bene. In Inghilterra - ha dichiarato - queste cose non ci sono, né tanto meno aspettano gli avversari con bastoni e pietre all’arrivo allo stadio. Preferiamo pensare alle polemiche arbitrali. Quanto tempo ci vorrà per tornare ai massimi livelli? Non lo so, anche perché c’è un problema economico. Bisogna essere più umili, sicuramente. Non ci sono più sedere con dieci euro in un ristorante da cento… Ogni squadra deve sapere quali sono gli obiettivi reali, senza mai buttare fumo negli occhi dei tifosi. E oggi, in Italia, è difficile primeggiare in Europa. Se è la Juve di Allegri o Conte quella attuale? Mi dispiace che ci siano questi confronti anche se viene normale. E’ iniziata una nuova era, ed è giusto che sia la Juventus di Allegri. Ho provato ad andare due volte, ma sono stato respinto. La prima volta dovevo dare quando c’è stato il sorteggio dei gironi - ha affermato - ma non c’erano né il presidente, né il direttore. La seconda volta era alla vigilia della gara con l’Udinese ma hanno preferito – e lo capisco – di no. Sarà un piacere tornare da vecchi amici. Cosa ho pensato di Totti dopo Juve-Roma e le dichiarazioni? Sono l’allenatore della Nazionale, guardo in maniera distaccata le situazioni. Volevo anche stemperare la situazione perché avevamo due match di qualificazione. Il duello per lo scudetto sarà tra Juventus e Roma, e da qui alla fine ci saranno altri scontri dialettici. Sicuramente bisogna far passare messaggi positivi. Vincere la Champions? Mi auguro che ciò avvenga, l’ho già vinta da calciatore e la vincerò da allenatore. I sogni sono tanti, ora penso agli Europei, poi magari chissà il Mondiale. Ora penso solo ai colori azzurri. E voglio, insieme ai ragazzi, portare questo orgoglio. Cosa chiedo ai tifosi per Italia-Croazia? Di accorrere numerosi a San Siro, la Croazia è molto forte e mi auguro veramente di trovare lo stadio pieno. E di vincere con un grande incitamento”.