Conte e Allegri: le differenze, nei numeri, della Juve di Champions
Ad un anno di distanza la squadra bianconera si ritrova, ancora una volta, a giocarsi il tutto per tutto alla quarta giornata. Lo scorso anno il pareggio di Torino con il Real Madrid fu preso in maniera agrodolce dal successo, insperato alla vigilia, dei danesi del Copenaghen sui turchi del Galatasaray.
Quali sono le differenze, a livello di numeri, della Juve di Conte rispetto a quella allenata da Allegri?
Nel 2013-2014 la Vecchia Signora, prima della quarta giornata, era al terzo posto con due punti raccolti. Aveva tirato in porta, nei tre precedenti match, ben 33 volte a fronte di 65 tiri totali. La media matematica era di 21,67 conclusioni a partita. I gol realizzati erano quattro mentre quelli subiti cinque. Il capocannoniere era Fabio Quagliarella con due centri con Copenaghen e Galatasaray.
Nel 2014-2015 la Vecchia Signora, prima della quarta giornata, è al terzo posto con tre punti conquistati. Ha tirato in porta, complessivamente, 26 volte a fronte di 44 tiri totali. La media matematica è di 14,67 conclusioni ad incontro. Le marcature timbrate sono due con due gol presi da Buffon. L'unico cannoniere della squadra è Carlos Tevez con i due centri al Malmoe del primo turno.
In comune vi sono le sfide con Copenaghen e Olympiakos: tanti tiri in porta che hanno fruttato punti persi. Rispettivamente due e tre.
Si deduce, da ciò, che la differenza non è tanto nei numeri ma tanto nell'atteggiamento. Era Antonio Conte o è Massimiliano Allegri, la Juve nelle cifre rispecchia sempre lo stesso trend: tanta quantità nel gioco, poca qualità di risultati. La speranza è che questa sera qualcosa cambi nella testa dei giocatori, anche perchè la Juventus, in Europa, deve tornare a fare la Juventus.
Dati: Uefa.com
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