CONTE: "Chiellini? E' stato un episodio. Io sono per unire, non per dividere. Nessun problema con la Juve"
Intervenuto in conferenza stampa ad Oslo, il ct della Nazionale Antonio Conte è tornato sul caso Chiellini. Il difensore è tornato alla Juventus dopo i giorni trascorsi in ritiro a Coverciano infortunato: "E' capitato questo episodio, ma in maniera serena lo abbiamo affrontato. Io sono per unire, non per dividere, d'altro canto si dice che l'unione fa la forza... Ci son stati fraintendimenti, ma finisce qui, anche perchè Chiellini era infortunato e non avrebbe comunque giocato. Questo, comunque, ci servirà d'esperienza sia a noi che alla Juve per gestire meglio queste situazioni. Affinchè il progetto abbia successo, ci vuole l'aiuto di tutti, e sono sicuro che con la Juve non ci saranno problemi. Da parte mia ci sarà sempre un passo verso le società e gli allenatori. Lotito? Mi è stato spiegato come è stato spiegato a voi. E' consigliere, e in tale veste ha il diritto di seguire la Nazionale. Finchè non mi da fastidio dal punto di vista calcistico, va tutto bene. Ma so che non si permetterebbe mai....La partita? C'è tanta emozione, anche se dopo il confronto di giovedì abbiamo già passato uno step in tal senso. Da parte mia c'è grande gioia e disponibilità ad essere qui. Vogliamo fare bene, i ragazzi sono determinati, e mi aspetto che facciano bene, al di la di chi giocherà. Portieri? Tornerà Buffon. Per il resto la formazione credo l'abbiate capita tutti...
La Norvegia è una squadra ostica, corta e abile in difesa. Bisogna avere grande rispetto di tutti, vanno presi con le molle. Ci metterano intensità e voglia di vincere, non sarà affatto facile. Differenze tra club e Nazionale? Nel club hai sotto controllo ogni giorno i giocatori e trasferisci più facilmente la tua idea. In Nazionale è più difficile, ma il fatto che alcuni ragazzi già mi conoscessero mi ha facilitato. La differenza più sostanziale è che in 9 giorni devi esercitare il lavoro che solitamente fai in un mese. Stranieri? Bisogna pensare a qualcosa di serio e fattibile. Alle parole devono seguire i fatti. Rapporto con i giocatori? Non penso che vadano in base alle vittorie. Il rispetto me lo devo guadagnare giorno dopo giorno con il lavoro. Tu puoi fare tutto alla perfezione, ma poi un giorno sbagli e perdi tutta la credibilità. Nel tempo libero i giocatori possono fare ciò che vogliono. E' normale che durante l'allenamento pretendo il massimo impegno e il rispetto delle regole. Se questo significa essere un duro comincio a preoccuparmi... Faccio solo quello che facevano i miei ex allenatori, come Fascetti, Mazzone, Trapattoni e Lippi...".
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