Bonetti loda la Juve: "Quarto posto sembra ipotecato, ora puoi battere anche il Milan. Spalletti? Equilibratore societario che dà fiducia nel futuro"
"E' arrivata una vittoria bella e convincente, la Juve sta correndo sui binari giusti con l'obiettivo di arrivare a destinazione. Il quarto posto sembra ormai ipotecato". Pensieri e parole di Ivano Bonetti, ex calciatore bianconero tra il 1985 e il 1987, che in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com ha analizzato gli ultimi avvicendamenti in casa bianconera e non solo:
C'è stata una grande reazione dopo il pareggio casalingo con il Sassuolo.
"L'ho vista sul pezzo nelle ultime settimane, sono arrivate tre vittorie di fila e il Como che è una squadra forte ha rallentato. Guardando la classifica, la Juve è a tre punti da Napoli e Milan con ancora cinque partite da giocare".
Come la vedi col Milan?
"La Juve può battere chiunque in questo momento, anche il Milan. Ha tutte le carte in regola per riuscirci, con Spalletti ha riacquisito la mentalità giusta. Era una virtù, questa, che in casa bianconera non si vedeva da un po'".
Spalletti non ha solo dato la mentalità in questo poco tempo, ma anche un gioco piacevole ed estremamente efficace. Ma come ci è riuscito in così poco tempo?
"Partiamo dal presupposto che la Juventus è ora allenata da un allenatore di alto livello, capace fin da subito di entrare nel modo giusto nella testa dei calciatori. In questo tempo è riuscito a dare autostima e mentalità, oltre ad un gioco più verticale e aggressivo".
E la Juve, col suo rinnovo e quello di punti cardini come Yildiz, McKennie e Locatelli, sembra aver posto le basi per un nuovo progetto. Questa volta c'è davvero fiducia nel futuro?
"E' solo una logica conseguenza, perché la società ha visto che finalmente le cose stanno funzionano sia fuori che dentro il campo. Prima non si intravedeva il futuro, ora invece remano tutti dalla stessa parte. E' l'artefice di tutto questo ha un nome e un cognome chiaro: Luciano Spalletti".
Quindi con Tudor, oggi, la situazione sarebbe diversa a livello di mentalità?
"Probabilmente, sì. Quel che si vede in campo è l'espressione del lavoro che c'è fuori, nulla nasce proprio per caso. Tutto nasce sempre esternamente alla società, poi all'interno del terreno di gioco vediamo il gioco, la qualità e altre cose. L'innesto dell'allenatore ha portato equilibrio societario ed è riuscito ad unire le situazioni fuori e dentro il campo, un po' come Agnelli trovò Conte nella Juve dei vecchi tempi".
Come si riduce il gap con l'Inter?
"Manca sicuramente un grande attaccante sotto il profilo tecnico, ma non mi soffermerei molto sull'età. L'importante è prenderli sani e con mentalità, basta vedere Modric come sta rendendo al Milan. Ho fiducia nella società e sul come lavorerà per ridurre il gap con l'Inter".
Si ringrazia Ivano Bonetti per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
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