ALLEGRI al Corsera: "La Juve non può fermarsi, possiamo fare grande stagione. Con il Bayern sarà una bella partita, Guardiola quello che mi ha fatto soffrire di più "

ALLEGRI al Corsera: "La Juve non può fermarsi, possiamo fare grande stagione.  Con il Bayern sarà una bella partita, Guardiola quello che mi ha fatto soffrire di più "TuttoJuve.com
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
giovedì 24 dicembre 2015, 10:10Primo piano
di Redazione TuttoJuve

Massimiliano Allegri ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera. Ecco i passaggi salienti: 

CARPI-JUVE, LO SFOGO -  "Sa cosa mi ha detto mia madre prima della partita? Hai la tosse, non urlare altrimenti perdi la voce".

SCONTRI DIRETTI - "Al ritorno giocheremo con Roma, Napoli e Inter in casa? È normale che possa essere un vantaggio. Al Milan l’anno dello scudetto abbiamo vinto i due derby e gli scontri diretti col Napoli. Le grandi sfide saranno molto importanti".

INTER - "Cos’ha l’Inter più di noi? Sta gestendo bene le cose, al di là del k.o. con la Lazio. E ha un tecnico che sa come si vince. Noi cosa abbiamo in più? Dobbiamo avere margini di miglioramento: possiamo fare una grande stagione".

FAME - "A inizio anno avevamo meno fame? Ci siamo ritrovati con 10 giocatori nuovi e con l’incertezza di aver perso le certezze. Dopo il successo di Shanghai siamo ripartiti in modo disastroso. Ora la squadra è omogenea. Dobbiamo continuare così, stiamo crescendo e non dobbiamo fermarci: il mantenimento non esiste".

BAYERN - "L’addio di Guardiola al Bayern cambierà qualcosa in Champions? No, anzi. L’anno in cui annunciarono il suo arrivo e l’addio di Heynckes, hanno vinto la Coppa. In due partite come si fa a passare? Bisogna essere bravi a ridurle a una sola. Mettendo il pullman davanti alla porta stile Mourinho? No, sarà una bella partita. Dobbiamo prepararci al meglio per fare un grande ottavo di finale. E uscirne rafforzati per affrontare poi la volata in campionato".

DYBALA - "Mi ha stupito la velocità di apprendimento di Dybala? Molto. Ma basta guardarlo negli occhi per capire che ha la voglia e la determinazione di raggiungere l’obiettivo. Ha più istinto killer di Morata e Pogba, perché ha fatto la gavetta".

FUTURO - "Se a 65 anni si vedo ancora in panchina? No. Spero che mia figlia mi regali dei nipoti e se il Signore mi dà la possibilità di stare bene vorrei godermi la vita. Non bisogna arrivare ad essere patetici. E bisogna uscire da vincitori".

DOLCE VITA - "Da 1 a 10 quanto mi sono goduto la vita fino adesso? Non dico 10 perché la perfezione non esiste, ma da 8 o 9 me la sono goduta. La vita va vissuta — nelle regole e senza far male a nessuno —. Se uno la vive nella tristezza quotidiana e la subisce passivamente, che senso ha?".

FIGLIO - "A mio figlio di 4 anni cosa regalo per Natale? Vorrei riuscire a trasmettergli i valori che ho ricevuto io. E che nel mondo di oggi rischiano di perdersi. I ragazzi sono molto più deboli psico- logicamente, perché la tecnologia è utilissima ma ha diminuito il confronto umano".

EUROPA - "Ramazzotti ha paragonato Conte a Morandi e lei a Bocelli, molto più celebrato all’estero? La vetrina europea è importante. Dopo la finale di Berlino la popolarità internazionale della Juve è cambiata. Il campionato conta e devi vincere. Ma la Champions la vedono in tutto il mondo e almeno agli ottavi ci devi essere sempre".

TREQUARTISTA - "La mia necessità del trequartista è una proiezione da ex calciatore? No, ho iniziato quando allenavo il Cagliari. Lo considero la variabile impazzita. Un giocatore offensivo capace anche di rientrare".

GUARDIOLA - Un collega da invitare a pranzo? Guardiola, quello che mi ha fatto soffrire di più. È l’unico che cambia la squadra in campo durante la partita".

GANDHI - Un personaggio storico con cui mi piacerebbe confrontarmi? Visto che predico sempre calma e pazienza, sarebbe stato Gandhi".

L'INGLESE - "I sei mesi sabbatici tra Milan e Juve come li ho vissuti? Andando a Londra a vedere partite. Perché Londra? Perché ci sono 12 squadre e soprattutto per parlare inglese. Come me la cavo? Devo sbloccarmi nella conversazione. Ma sto facendo passi da gigante".

SQUINZI - "Persona squisita, molto serio e umile. Ci sentiamo ancora".

CELLINO -  "Lui è un genio che vede le cose con un an- no di anticipo. È stato una scuola per me".

BERLUSCONI - "Non ho mai avuto un cattivo rapporto con lui. Andavamo d’accordo su tutto. Anche sulle scelte di formazione...".

AGNELLI - "Mi ha imbarazzato quando mi ha chiesto di dargli del tu. È molto quadrato, farà una grande carriera a livello internazionale. Anche io? Mi diverto. Sapendo, me lo disse Cellino, che una grande carriera non dura più di 15 anni".