AGNELLI: "Prandelli e Abete smarcati nel momento del bisogno. La Juventus ha investito 340 milioni, ma non è una Onlus"

AGNELLI: "Prandelli e Abete smarcati nel momento del bisogno. La Juventus ha investito 340 milioni, ma non è una Onlus"TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 8 luglio 2014, 17:04Primo piano
di Redazione TuttoJuve

Il presidente della Juve Andrea Agnelli è molto critico nei confronti dei dimissionari Giancarlo Abete e Cesare Prandelli: 'Prandelli e Abete hanno fatto un bel gesto a dimettersi ma si sono smarcati nel momento del bisogno. E vedo che Prandelli ha subito trovato un'alternativa. È da irresponsabili indire elezioni in tre settimane, serve un processo più lungo. Platini e Rummenigge quando entrano in una stanza in cui si parla di calcio tutti si alzano in piedi. Può succedere con Tavecchio? Penso di no. Serve un uomo autorevole e in grado di fare riforme. Da noi c'è Nedved che tra otto anni potrebbe essere presidente Uefa". 
"Il tempo che ci ha dato Abete con le dimissioni da presidente federale è un tempo molto limitato e questo rende tutta l'analisi molto più complicata. Peraltro dimissioni parziali perché invece ha tenuto le cariche alla Uefa e al Coni. Per coerenza, a questo punto, dovrebbe dimettersi anche dalle altre posizioni. Albertini presidente della Federcalcio? Questo non lo dico io, ma corrisponde senz'altro all'identikit, così come può essere Cannavaro, Vialli e Costacurta. Guardiamo alla generazione di giocatori che hanno giocato a cavallo degli anni 2000".
"Noi avevamo già previsto un'assemblea per l'11 agosto che era un'assemblea tecnica e di servizio. Tramutarla in un'assemblea elettiva è un gesto irresponsabile. Su questo non sono d'accordo - ha detto Agnelli, alla Camera dei Deputati per il convegno 'L'impatto economico dello sport', in merito alle prossime elezioni Figc -. Il grosso dibattito a questo punto - aggiunge - non è su cosa c'è da fare, ma chi è la persona giusta".

"L'impatto economico dello sport in Italia. Verso il bilancio consolidato”: è questo il titolo del convegno, tenutosi oggi alla Camera dei Deputati, cui ha preso parte il presidente Andrea Agnelli, insieme a Francesco Boccia, presidente commissione Bilancio, e Giovanni Malagò, presidente del Coni.

"E' importante raggiungere un livello di armonizzazione fiscale con i maggiori competitor internazionali – ha sottolineato Agnelli - Questa dovrebbe essere la direzione per un principio di lealtà competitiva ad alto livello".

"Il grosso del nostro bilancio è un contributo diretto allo stato – ha proseguito il Presidente - ma si deve avere la consapevolezza che un periodo storico come quello attuale, non è il momento di discutere di sgravi. Piuttosto ci si deve chiedere come far crescere il sistema calcio. Il valore complessivo della serie A è circa 1.700.000 Euro di fatturato, ma con il sostegno delle istituzioni politiche e i vertici dello sport, dovremo cercare di portarlo a 3.400.000".

"Servono nuovi impianti sportivi e l'auspicio è che nei prossimi anni, con una facilitazione dell'iter amministrativo, ci sia un fiorire di queste strutture. Abbiamo poi una valanga di norme e forse, vista l'importanza dello sport nel sistema economico italiano, un testo unico dello sport potrebbe aiutare. Una governance diversa sarebbe quindi essenziale. Critichiamo la legge Melandri con eccessiva semplicità, perché è giusta per le varie Federazioni, ma forse si dovrebbe riconoscere la specificità di alcuni sport. Infine la tutela dei marchi, perché le grandi società sportive soffrono oltremodo delle contraffazioni. Non è però questo il momento più adatto per parlarne, perché siamo nel pieno di una crisi politica: il gesto di Abete e Prandelli è corretto, ma li smarca nel momento del bisogno. Avevamo già previsto un'assemblea per l'11 agosto, un'assemblea tecnica, di servizio, che aveva in programma alcune modifiche statutarie. Trasformarla ora in un'assemblea elettiva, lo trovo un gesto irresponsabile. Il grosso del dibattito ora si è spostato non su cosa c'è da fare, ma su chi è la persona che dovrà fare. Sicuramente non serve un traghettatore, quindi l'identikit è quello di una persona che ci possa portare in un'altra dimensione. Io siedo nel Competitions Committee dell'Uefa e nell'Execitve Board dell'Eca, dove abbiamo la direzione di due grandi ex calciatori, Platini e Rumenigge. Quando uno di loro entra in una stanza in cui si parla di calcio, la gente si alza in piedi perché ne riconosce l'autorevolezza. Io auspico che ci sia quanto più consenso possibile verso una persona di grande spinta riformista, perché il calcio ha bisogno di un rinnovamento radicale e profondo".

"La Juventus ha costruito uno stadio che rappresenta la continuità a livello dirigenziale e per realizzare il quale ha dovuto aspettare dal '94 al 2011 e questo è uno scandalo. Dopo averlo inaugurato ci siamo chiesti cos'altro avremmo potuto fare e abbiamo creato il Museo. Non ci siamo fermati, realizzando il J-College a Vinovo che permette agli atleti delle nostre Giovanili di conseguire la maturità, perché lo sport dev'essere accompagnato dai libri. Infine, accanto allo stadio, nell'Area della Continassa, trasferiremo la sede sociale, i campi di allenamento della Prima Squadra, ma anche hotel, un concept store, un cinema multisala e residenze private, che completeranno il percorso di riqualificazione urbana della zona, creando nuovi posti di lavoro. Tutto questo rappresenta un investimento importante di circa 340 milioni di Euro, ma la Juventus non è una Onlus. Siamo impegnati in attività sociali, come “Un calcio al razzismo” e “Gioca con me” delle quali andiamo orgogliosi e che abbiamo presentato a Parigi nella sede dell'Unesco, ma il nostro fine ultimo è mettere la squadra nelle migliori condizioni possibili per esprimersi. Questo però è possibile fissando degli obiettivi chiari, concreti e sforzandosi di raggiungerli, uno per volta".