AGGRAPPATI AD AMAURI

Dopo l'infortunio occorso a Trezeguet, diventa sempre più importante l'apporto di Amauri (in coppia con il rientrante Del Piero). E al processo di Napoli, intanto...
22.11.2009 08:20 di Thomas Bertacchini   vedi letture
AGGRAPPATI AD AMAURI
TuttoJuve.com
© foto di Castellani / De Luca

I campionati si vincono con la continuità, nei risultati e nel gioco. Le fondamenta si gettano con le partite in casa; negli incontri in trasferta si completa l’opera. A volte, poi, negli scontri diretti si dà il colpo di grazia. Alla Juventus di questa stagione sta accadendo l’esatto contrario: mentre nelle gare lontano dall’Olimpico è la prima della classe (13 punti, la migliore, prima di Bologna-Inter), a Torino ne sono stati raccolti solo 11 dei 18 disponibili. Di contro l’Inter, che comunque ha giocato una gara in più in casa (7 contro le 6 bianconere), dei 21 punti disponibili è riuscita ad ottenerne 17, lasciandone per strada solo 4. Ed in trasferta ha una media simile alla nostra.
In questo turno di campionato giocheremo contro l’Udinese, che in trasferta è la peggiore squadra della serie A: due pareggi, tre sconfitte, nessuna vittoria. Giungeranno a Torino privi di Di Natale (squalificato), Obodo, Ferronetti, Pasquale, Pepe e Sanchez. Floro Flores, acciaccato, dovrebbe partire dalla panchina. I numeri e la situazione dei friuliani dovrebbero portare ad avere un po’ di ottimismo: la gara interna col Bologna insegna (se mai ce ne fosse stato bisogno) che le partite facili non esistono (più).
Trezeguet domenica sera verrà premiato da Nestor Sivori, figlio del grande Omar, per aver raggiunto il padre a quota 167 goals con la maglia della Juventus. Subito dopo avrebbe sicuramente cercato di superarlo: una lesione al muscolo del polpaccio sinistro lo terrà lontano dal campo almeno 30 giorni. Arrivederci al 2010: rischiarlo nella gara con il Catania del 20 dicembre (se i tempi di ripresa fossero rispettati, sarebbe pronto) potrebbe essere un azzardo. La concorrenza in attacco, ora, sarà sospesa almeno sino al rientro di Iaquinta: con il ritorno di Del Piero, ne rimangono due soltanto. Forse si potrà trovare anche qualche minuto per il giovane (e promettente) Immobile.
Il ruolo di Amauri finisce per diventare, in questo periodo, sempre più importante. Proprio in un momento, per lui, particolare: mano a mano che si avvicina la possibilità di vederlo convocato con la nostra nazionale, ecco che si alzano sempre più forti le proteste da parte di chi non lo vorrebbe vedere con i colori azzurri. Qualche mese fa, quando Toni aveva già iniziato la sua fase di declino (dalla quale ancora non ne è pienamente uscito) e non si intravedeva un giro un giocatore delle sue caratteristiche, si sentiva qua e là qualche lamento, nulla più. Ora che Gilardino ha elevato nuovamente la sua media reti e Pazzini ha alzato la cresta, ci si chiede a gran voce se è veramente necessario convocarlo, invitandolo a rendersi disponibile - piuttosto - per la sua terra natìa. Il rispetto per le altrui opinioni è naturale; la coerenza intravista, un po’ meno.
Marchisio rinvia il rientro, mentre continuano le notizie di mercato soprattutto per ciò che concerne il reparto arretrato, dove qualche apporto andrà fatto: a gennaio o a giugno, lo capiremo tra poco tempo.
Nell’attesa della sentenza sul processo con rito abbreviato ad Antonio Giraudo, continuano gli interrogatori in quello di Napoli. Lo show di Zeman ha segnato un (altro) punto a favore della difesa. I suoi esoneri? "Uno normale (Lazio), gli altri illeciti (Napoli, Salernitana, Lecce)". Circa quello di Napoli, su precisa domanda non ricordava neanche l’esatto numero dei punti accumulati sino a quel momento. L’ingaggio? I due milioni e mezzo di euro arrivarono comunque. "Sempre troppo pochi per la mia bravura, io fino al 1998 ero uno dei più forti allenatori d’Europa. Eppure in Italia ho smesso di allenare". Il giudice Teresa Casoria più volte lo ha ripreso: una serie di augoals così, erano proprio inaspettati…
Il tutto mentre Paolo Bergamo è seriamente intenzionato a querelare la "Gazzetta dello Sport" per il titolo (ed il relativo articolo) sui sorteggi truccati all’epoca pre-Calciopoli: lo stesso Bergamo precisa, in un intervento telefonico assieme all’avv. Morescanti durante la trasmissione "La Juve è sempre la Juve", che quando si era svolto l’interrogatorio di Martino Manfredi (la storia del colpo di tosse, alla fine, si trattò solo una sua sensazione) in aula non era presente alcun giornalista della "rosea".
"Ecco come truccavamo i sorteggi degli arbitri": un bel boomerang, non c’è che dire…