A MENTE FREDDA – Juve graffio Champions, ma niente guarigione e solito Var
La Champions si avvicina, ma per emettere il certificato di guarigione della Juve serve almeno un altro test significativo. Terzo posto rafforzato, ora sono quattro i punti di vantaggio sul Bologna, sette sul quinto posto della Roma, 12 rispetto all'Atalanta che ha una gara in meno. Salvo suicidio nelle ultime sette giornate, l'obiettivo sarà centrato. Se poi arrivasse anche la Coppa Italia, la stagione assumerebbe una fisionomia ancora più “dolce”. Come detto, però, i bianconeri sono ancora convalescenti. O meglio, sono tornati “belli” a metà. Per un solo tempo. Contro la Fiorentina nel primo, in cui potevano segnare più dell'unico gol, tre peraltro annullati, di cui uno dubbio. Poi una ripresa tipica di alcune gare dell'ultimo triennio: baricentro basso, cosi come il ritmo. Grazie a Szczesny e ad una ribattuta fortuita di Nzola non è arrivato il pari di Nico Gonzalez. E sarebbe stata un'autentica beffa. Comunque sabato prossimo Derby contro il Torino per certificare la guarigione. O meno.
La sfida contro la Fiorentina la decide un colpo di testa di Gatti, difensore più prolifico nei top campionati europei con 4 centri. Per l'ex Frosinone esultanza con lacrime in ricordo di un suo amico scomparso prematuramente. Resta il tabù per Chiesa e Vlahovic, mai in gol contro la loro ex squadra. In realtà Dusan uno lo aveva realizzato, ma l'arbitro gli ha negato la gioia. Anzi, il Var per un fuorigioco di McKennie di qualche centimetro. Resta il forte dubbio sulla scelta del frame per decidere e visto il precedente dell'audio nel match contro il Verona, qualche sospetto è lecito. Fortunatamente in questo caso è arrivata la vittoria. Allegri nel post gara ripercorre il cammino e ammette il contraccolpo per la sconfitta contro l'Inter, sinonimo di addio scudetto: “Abbiamo sbagliato nel momento decisivo della stagione”. Inutile piangere sul latte versato. Ora non resta che pensare ai punti necessari per qualificarsi in Champions. Mancano sette giornate, per centrare l'obiettivo quota 70. O forse meno.
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