QUI TORO - Giampaolo ordina: "Cuore, organizzazione e personalità, così cerchiamo di colmare gap con la Juve"

04.12.2020 18:30 di Redazione TuttoJuve Twitter:    Vedi letture
QUI TORO - Giampaolo ordina: "Cuore, organizzazione e personalità, così cerchiamo di colmare gap con la Juve"
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Il tecnico del Toro Marco Giampaolo ha presentato in conferenza stampa la sfida con la Juventus. Ecco quanto raccolto dagli inviati di Torinogranata.it: "Eravamo rimasti a 20 giorni fa più o meno. Sono rimasto lontano dalla squadra fisicamente ma non emotivamente. Dal punto di vista della salute sono stato asintomatico i primi 2 giorni, poi ho avuto ei sintomi, che sono quelli più o meno noti e ancora mi trascino dietro qualche residuo di sintomatologie varie. Bisogna fare attenzione, fare sacrifici, isolarsi, non frequentare luoghi affollati, perchè poi può succedere quando meno ce lo si aspetta. Devo dire che restare 20 giorni a casa è stato pesante". 

Quanto ha lavorato a distanza, cosa pensa di aver perso e guadagnato con questo tipo di smart working?

"Ho lavorato molto, ho guardato tante partite del Toro e degli avversari, programmato lavori, stilato strategie. I miei collaboratori sono stati bravi a dare continuità al programma, con la squadra ci siamo confrontati con riunioni video. La cosa più dura della convalescenza è stato vedere la squadra in tv stando a casa sul divano, è una tortura indicibile".

Come ha trovato cambiato il Toro rispetto a prima della sua forzata assenza?

"Io penso che il Toro sia migliorato e migliori sempre di più. In questa prima parte di campionato siamo stati penalizzati oltremodo da episodi, da situazioni di gioco e dai risultati. Io credo che avremmo potuto avere diversi punti in più perchè la squadra è andata in crescendo in prestazioni e consapevolezza, facendo enormi passi in avanti. L'augurio è di migliorarsi sempre, uscendo meglio da situazioni che fino ad oggi ci hanno dato un riscontro negativo". 

Si sta vedendo un nuovo Zaza, come lo avete rilanciato?

"Zaza stava bene anche prima che io lo lasciassi, perchè stava facendo buone partite. Il giorno in cui sono risultato positivo, mentre lui invece stava rientrando, abbiamo avuto un confronto costruttivo in spogliatoio, perchè lo avevo lasciato in netta crescita e volevo che continuasse con questa crescita, come tutta la squadra".

Quale valore aggiunto può dare la sua presenza in panchina?

"Il mio staff, Francesco in testa, è stato molto bravo. Sono persone che hanno esperienza e capacità da vendere. Ogni squadra ha bisogno del proprio allenatore ma loro sono stati bravi a fare andare tutto per il verso giusto".

A livello di sistema il 3-5-2 ha superato il 4-3-1-2 o con il rientro di Gojak e Lukic tutto tornerà come prima?

"Non è un problema di sistema, contro l'Inter avevo deciso da 15 giorni di giocare 3-5-2, modulo che avevamo già usato parzialmente contro Sassuolo e Lazio. Parlare di questi due moduli non ha senso, per noi devono essere entrambi risorse, sono altre le situazioni che possono fare la differenza".

Sia la difesa a quattro che quella a tre non rendono la squadra meno vulnerabile. Quali altri accorgimenti tattici si possono adottare per subire meno gol?

"Si deve fare un discorso più articolato, noi siamo la peggior difesa del campionato nel numero dei gol subiti, ma ci sono parametri di cui noi disponiamo, ad esempio quante occasioni concediamo agli avversari negli ultimi 35 metri, per quanti minuti gli avversari sono nella nostra metà campo, ogni quanti minuti l'avversario crea una situazione da gol, quanti tiri subiamo da dentro l'area e quanti in generale. Tre su cinque di questi parametri ci dicono che siamo nella media, come se fossimo decimi in classifica, due su cinque addirittura ci vedono quarti e quinti, quindi i parametri sono buoni, non giustificano questa classifica. Siamo ultimi invece nella percentuale dei gol subiti in proporzione alle occasioni concesse, sostanzialmente subiamo più di un gol ogni ogni due tiri, Se andiamo a vedere i gol subiti noi non abbiamo mai perso inerzia durante la partita, abbiano subito gol inaspettatamente, mentre eravamo in controllo della partita. Ci sono squadre che hanno subito lo stesso numero di situazioni ma con un gol ogni 6 tiri, ma in questo c'è anche una componente di casualità. Ma se miglioriamo questo dato non può andare sempre così, devo rinforzare l'autostima dei miei calciatori, la prestazioni sono buone, l'organizzazione difensiva non è un disastro, purtroppo abbiamo pagato a caro prezzo le poche azioni concesse. C'è un dato riguardante ogni quanti minuti la squadra avversaria costruisce una potenziale occasione da gol: noi abbiano una media di oltre 3,5 e siano oltre la metà, quindi non sono dati negativi. Da questo punto di vista voglio tenere alta l'autostima dei miei calciatori, poi si parla di fase difensiva, non è riferita ai difensori o al portiere".

Rodriguez può diventare un elemento chiave potendo giocare come terzo nella difesa a tre e come quinto nella linea a cinque?

"Nella difesa a tre ho 6 giocatori, tre giocano e tre non giocano e Rodriguez può giocare come terzo, nella difesa a quattro è un terzino, come quinto non lo vedo".

In questi mesi non si è potuto interagire molto con i tifosi, ma ha avvertito delle differenze tra il derby di Torino e quelli di Genova e Milano?

"E' impossibile avere un metro di misura, il calcio come il derby senza tifosi è surreale. Il derby inizi a respirarlo già dal lunedì che precede la partita della domenica se si gioca la domenica, ed in alcuni casi anche da prima, e lo percepisci attraverso l'interazione quotidiana con i tifosi. Ora è difficile parametrare i vari derby, il calcio senza tifosi è surreale, è playstation".

Il derby della Mole è la stracittadina meno equilibrata d'Italia. Come si può ribaltare questo fattore e come si prepara una sfida così?

"Sempre con cuore, con organizzazione, imprescindibile, e con personalità, che io chiedo sempre ai miei calciatori. Bisogna giocare la partita sempre senza lasciarsi giocare dalla partita".

Nel 2016 alla nona giornata vinse il derby lasciandosi alle spalle molte criticità ambientali. Stavolta il derby arriva alla decima, trova analogie tra le due vigilie?

"Allora come oggi percepivo e percepisco una crescita da parte della mia squadra. Le analogie sono ristrette alle sensazioni che ho in relazione alla squadra. Poi so che i risultati sono importanti ma sono sereno, anche ieri quando sono tornato ho visto bene la squadra, per cui il mio metro di misura è il lavoro quotidiano. Poi bisogna confrontarsi con le partite ma non penso mai che la singola partita sia determinante, il metro di valutazione è come i giocatori si allenano, Poi i risultati sono importanti, ma sono convinto che la squadra riuscirà a prendersi quello che merita".

Che approccio si aspetta dai suoi? Troppa carica potrebbe tramutarsi in qualche cartellino di troppo?

"La partita la stiamo preparando come sempre, con attenzione e cura dei particolari, cercando di diminuire il gap con l'avversario attraverso organizzazione, lavoro, cuore, sentimento, personalità de nessun nervosismo. Io ricordo che la vigilia di quel derby di cui si parlava prima non mandai la squadra in ritiro, voleva dire assumersi una bella responsabilità, che mi presi verso i miei calciatori, ed avevo fiducia nei mezzi e nei sentimenti che provavo per i miei calciatori, Stavolta il ritiro abbiano dovuto farlo per i problemi legati al Covid, ma se fosse stato tutto normale magari lo avrei annullato. Questa è una partita che in condizioni normali si sente molto di più, ma la nostra squadra non ha mai avuto problemi di approccio alla partita".