L'IMBOSCATA - Stampa amica del Napoli e sindrome juventini: giornalismo in caduta. Verso Var del buon senso. Il vero scandalo Benatia. Juve cannibale? Se la sono cercata. Più dannoso cartone G. Rossi. Pecoraro al Carnevale, ADL: attento

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
 di Andrea Bosco  articolo letto 24953 volte
L'IMBOSCATA - Stampa amica del Napoli e sindrome juventini: giornalismo in caduta. Verso Var del buon senso.  Il vero scandalo Benatia. Juve cannibale? Se la sono cercata. Più dannoso cartone G. Rossi. Pecoraro al Carnevale, ADL: attento

VOLTAGABBANA? SOLO  AMBIGUI

 

Sgombro la discussione da qualsiasi dubbio. Il Napoli in campionato sta facendo un percorso pazzesco. Primo con merito.

Ma a differenza della Juventus gode di una stampa “amica“. 

Il problema? Che l'informazione sportiva è sovente una compagnia di giro. Risultato? Il pensiero unico. 

Servirebbe misura. 

Aprendo i lavori del suo “Club“,  Fabio Caressa, ha  spiegato che la tifoseria juventina vive una costante sindrome da “accerchiamento“ .

 Sindrome?

Il quotidiano “Roma“ (non fatevi ingannare dal nome in testata, è un giornale di Napoli) ha titolato: “ Rubentus“. Non pago il giorno dopo ha reiterato: “Ci minacciano“. Giocando in modo ambiguo nel sommario tra la (probabile) querela della Juventus e gli insulti (da condannare senza se e senza ma) beccati sul web. Esiste un confine tra informazione e diffamazione: netto.

E cosa dire degli interventi dei Varriale (“chi tifa Juventus è in malafede“), Perillo, Del Genio, dello stesso autorevole “Il Mattino“? O di altri Crozza-Napalm abbonati a ventilare guano sulla Juventus?

 Di seguito un estratto sui social di un collaboratore de “Il Mattino“, tale Di Giacomo. Che ha vergato: “ Credo che chi tifa Juve sia una brutta persona. Perché chi tifa Juve odia lo sport.   ...... Pezzi di merda, siete la peggiore specie della razza umana“ . Un lord. 

 Di Giacomo non è un adolescente: ha 36 anni. E come minimo qualcuno gli ha conferito un tesserino. E qualcuno l'ha assunto.

 Gli ha fatto eco sempre “socialmente “, tale Ariemma docente universitario - pare- a Salerno. “Il coraggio delle parole e l'onore e l'orgoglio di essergli amico“ . A conferma che il giornalismo è una professione in caduta (di stile) verticale. E che l'università  italiana annovera docenti come il professor Ariemma. Per aver raccontato su “Libero“ l'episodio, il collega Giuseppe Cruciani è stato minacciato di morte. Auspicabile che la Digos si riveli più solerte, nelle indagini, di quanto   non sia stata in altre “calcistiche“ occasioni .

Sindrome? Ho sentito rispolverare la frase “sudditanza psicologica“ .

Buccia di banana . 

 “Sudditanza psicologica “ la conia alla fine di un Venezia- Inter vinto dai milanesi, il designatore arbitrale di quella stagione, Bertotto .

 Al Penzo, l'arbitro Sbardella annulla due reti valide (una rivisitazione alla moviola lo ha  confermato) ai lagunari. Fuggirà da una porta laterale dello stadio e poi in barca per sottrarsi al pubblico inferocito. 

Era l'Inter di Helenio che per tre campionati di fila non subì un solo calcio di rigore.

Per la storia: a fine stagione, Bertotto, non fu confermato nell'incarico.

Una proposta sensata l'ha fatta - per normalizzare il protocollo Var - l'amico Lapo De Carlo a proposito dei controversi falli di mano (quelli che fanno “volume“ ma nettamente involontari):   punizione a due in area. Come usava un tempo e oggi non usa più.

Una cosa intelligente sulla Var l'ha detta Zenga, lamentando che dall'informazione moviolistica gli allenatori risultino esclusi .  Non siamo ancora alla mia proposta (due chiamate per tempo da parte degli allenatori, insindacabilità di giudizio del team arbitrale per tutto il resto) ma confido ci arriveremo. Confido si arrivi ad una Var di buon senso. Che non è, non può e mai potrà essere l'HAL del capolavoro di Kubrick:  un computer in grado di dare tutte le risposte.

Lo capiranno i fautori del Var a “prescindere“? Perché, adesso, ci sono arrivati anche loro : il “ protocollo” sta mettendo nei guai la Var.

Voltagabbana? Come minimo, ambigui . 

Io non sono contro il Var e neppure contro i Var : sono contro  “questo “ protocollo che mostra crepe. Sono contro la sua frettolosa introduzione per ragioni “politiche“. Sono contro un protocollo che ambirebbe ad essere chiaro e che chiaro non è . E che va riscritto. Che poi ci siano arbitri, che magari inconsciamente, si sentano delegittimati dall'innovazione tecnologica è possibile.  L'ego differisce nei soggetti. Questo non significa che gli arbitri “ allergici “ ai colleghi Var, siano “ venduti” . O psicologicamente “ sudditi “ .

Perché al giro di boa del campionato ci risiamo: Juventus che “ruba “ . Del resto, senza accuse, senza lamenti, senza alibi, senza rodimenti che campionato sarebbe?

Solo le anime candide potevano pensare che il  Var avrebbe silenziato lo sport prediletto in Italia: la cultura del sospetto . 

A Cagliari, Benatia entra in modo pesante su Pavoletti. Il fallo c'è ma Calvarese non fischia. Lineare nella sua direzione: contatti (anche duri) tollerati.

La palla resta nella disponibilità del Cagliari che potrebbe sbatterla fuori. Dovrebbe, reputasse Pavoletti sofferente. Ma la gioca. La Juve la intercetta e la mette in verticale. Ma il Cagliari recupera e la rigioca. Ma anche la Juve nuovamente la recupera e va da Douglas Costa: biglia in mezzo e tap-in di Bernardeschi. Scandalo? Studiare il regolamento, please..

Visto che si parla da giorni di Benatia, l'unico scandalo che lo riguarda è quello relativo all'indagine  (ancora in corso?) della Digos per individuare chi nel post partita di un derby della Mole lo gratificò di “marocchino di m...“ durante un collegamento Rai. La Digos: non gli ausiliari della sosta.

 Ma sul razzismo, l'Italia ha ancora ( purtroppo ) molta strada da fare: a Cagliari nessuno ha sentito gli insulti a Matuidi. E Il Giudice Sportivo si è trovato nell'impossibilità di intervenire .

 Poi c'è il mani di Bernardeschi. Non è volontario, il Berna, scomposto, ritrae il braccio. Ma l'arto è largo, fa “volume“: io avrei fischiato il penalty . Tuttavia “rigore è -  per dirla con il mio quasi omonimo - quando arbitro fischia“ . E con l'attuale protocollo Var se all' 'arbitro dicono “immagini non belle, decidi tu“ accade che l'arbitro decida a seconda di quanto - a sensazione - ha percepito sul campo.

Dice: doveva andare a vedere le immagini. Poteva: non, doveva. Come Mariani avrebbe potuto andare a vedere a Crotone il fallo di mani di Mertens. Il fallo è un bag da pallavolo:  “astuto“ rispetto all'azione scomposta di Bernardeschi. Ma come Calvarese, anche Mariani non è andato al monitor. Arbitravano loro: non i Var. I Var supportano, segnalano. Con “questo“ protocollo, fratelli. E che adesso è “sotto inchiesta“, peggio che sulla graticola dell'implacabile (bravissima) Emanuela Falcetti di Radio Uno. . 

Quindi si decidano: il Var non può essere “magnifico“ a targhe alterne. E a seconda degli automobilisti “multati“.

La verità è che ci sono arbitri bravi e arbitri non all'altezza. Non è un caso che con gli Orsato e i Rocchi, gli errori commessi siano da prefisso telefonico di Milano. Senza perifrasi: un (Attila)   Doveri chi lo ha promosso “internazionale“?  Nessuno di noi dopo Udinese-Juventus l'avrebbe fatto. Eppure c'è chi ha ritenuto che Doveri “meritasse“. Perché, come ha spiegato un suo collega“ sta vivendo la migliore stagione della sua carriera“ . Pensa le “peggiori“, cosa devono essere state. 

 

JUVE CANNIBALE? SE LA SONO CERCATA

 

Madama è finita allo spiedo anche per il gioco. Brutta, asmatica, imprecisa . Alla quarta stagione di Allegri c'è chi non ha ancora capito.

C'è un modo calvinista, ereditato da Antonio Conte, di intendere il lavoro alla Juventus: quello che permette ad una squadra che ha vinto sei titoli di fila di continuare a correre e a lottare. Di essere (a differenza di altri) in corsa ancora per tre obiettivi a questo punto della stagione . La Juve gioca per vincere. Gioca per se stessa e per i suoi tifosi: non per i palati degli esteti .

 Allegri è un  allenatore che incarna l'essenza  Juventus. Per questo Marotta ha spiegato che “resterà ancora a lungo“.

Madama è avanti di almeno 10 anni rispetto alla concorrenza. Per patrimonio complessivo è la quarta potenza del mondo. Ma capisco che un settimo titolo bianconero sarebbe un film horror per tanti cortigiani. 

Eppure avrebbero dovuto immaginarlo .

Solo una profonda ignoranza (di quella Famiglia, di quella Società, di quella Storia)  poteva far supporre che la Juventus avrebbe ingoiato Calciopoli senza reagire.

Sono stati i sanculotti e le sferruzzatrici di Calciopoli, le sentenze giudiziarie (a due velocità) di Calciopoli ad aver prodotto la Juventus che non fa prigionieri. 

Ha fatto più danni il “cartone” di Guido Rossi (alle rivali della Juventus) di millanta errori arbitrali.

 Se la sono cercata. Ergo: “Chi è causa del suo mal...”.

 

PECORARO: MICA E' CARNEVALE

 

Sapete chi ha mandato una mail al Giudice Sportivo chiedendo la prova tv per il fallo di Benatia? Non siamo ancora a Carnevale, ma qualcuno si è portato avanti con trombette e coriandoli: il Procuratore Federale, Giuseppe Pecoraro.  L'ex Prefetto di Roma, tifoso del Napoli, che voleva spedire in qualche dantesco girone, Andrea Agnelli e la Juventus. Non pago della pizza presa in Appello sul versante biglietti-n'drangheta, ha fatto una cosa che il regolamento semplicemente non prevede. Che un Procuratore Federale non può fare. Una cosa mai vista prima. Il Procuratore Federale che chiede la prova tv per un fallo di gioco. Non siamo su “Scherzi a parte“. Siamo nella Federazione Gioco Calcio Italiana. E nella più faziosa Procura Federale della Storia. Nei confronti di una sola società: una! A ben guardare - e non è la prima volta - c'è una disinvoltura del Procuratore Federale che sconfina nell'ignoranza del ruolo. Di cosa possa e di cosa  non possa - il Procuratore - fare.

Carnevale anticipato: con Arlechin Batòcio ,“orbo de na' recia e sordo de un ocio“ - scriveva l'avvocato Goldoni - a produrre sul palcoscenico seriali castronerie.

 Fossimo  in un Paese civile, Pecoraro maestro di “interpretazioni“, di intercettazioni fasulle, sbugiardato dalla Procura di Torino, sleale con gli avvocati della Juventus, verrebbe sollecitato alla cassa. Ma il Paese è questo: non ci saranno interrogazioni parlamentari, non ci saranno disgustate articolesse. E anche questa roba passerà in cavalleria. Nel silenzio di una Federazione che ha toccato il fondo. E' noto: Carlo Tavecchio non sa dove sia la porta del Procuratore Federale. Su quella poltrona, Pecoraro è stato messo da Fanfulla da Lodi. A insaputa di Tavecchio, ovviamente.

Se Tavecchio fosse  "loico“ percepirebbe quanto uno come Pecoraro lo abbia danneggiato e lo  danneggi.

So che De Laurentis ha famigliarità con Pecoraro. Si neghi al telefono, presidente.

 Se non erro,  Aurelio De Laurentis  apprezza i classici. Immagino anche quella linguaccia di Marziale che così fustigava gli adulatori dei potenti nel  Liber de spectaculis: “Non ti stupire, oh Leandro, se le onde notturne ti hanno risparmiato: erano onde di Cesare“.  Cito a memoria, ma dovrebbe essere corretto. 

Presidente: il pericolo più grande per il Napoli, non è la Juventus. Mi creda.

Da un sincero ammiratore del gioco del suo Napoli. Mi creda. 

 Concludendo: sindrome da “accerchiamento“? No: solo un vorticoso giramento. Di zebedei.