IL SANTO DELLA DOMENICA - LA DIFFICOLTA’ NEL PROGRAMMARE UNA RIPARTENZA E I TANTI PROBLEMI CHE IL CALCIO DOVRA’ AFFRONTARE. PER LA PROSSIMA STAGIONE JUVENTUS AVANTI A TUTTI SU POGBA E TONALI. E PER L’ATTACCO…..

05.04.2020 00:05 di Alessandro Santarelli   Vedi letture
IL SANTO DELLA DOMENICA - LA DIFFICOLTA’ NEL PROGRAMMARE UNA RIPARTENZA E I TANTI PROBLEMI CHE IL CALCIO DOVRA’ AFFRONTARE. PER LA PROSSIMA STAGIONE JUVENTUS AVANTI A TUTTI SU POGBA E TONALI. E PER L’ATTACCO…..

E’ stata ancora una settimana difficile quella appena trascorsa, divisa tra la speranza di poter cominciare a vedere qualche timido segnale di speranza e la tragica quotidiana contabilità   delle persone che si sono dovute arrendere a questo maledetto virus. Nel frattempo il mondo del calcio si sta interrogando se come e   quando ripartire. I segnali arrivati vanno leggermente in controtendenza rispetto ai giorni passati. Tra una riunione di Lega, vertici in “call conference” informali e singole prese di posizione, si sta facendo largo la possibilità di provare a ripartite per chiudere la stagione. Ripartenza che diciamolo subito non potrà semmai vedere la luce prima del mese di giugno. Questa è anche l’indicazione arrivata dall’Uefa, che ricordiamo non ha potere decisionale sulle singole federazioni, quella cioè laddove possibile di portare a termine i singoli campionati. Su questo tema ha preso alla sprovvista la decisione del Belgio, che ha decretato chiuso il campionato assegnando lo scudetto al Bruges. Un applauso ai belgi va comunque fatto. Si sono presi la responsabilità mentre tutti gli altri ancora discutono ma soprattutto sono riusciti a trovare un accordo comune.

E qui nasce il vero problema. Mettere tutti d’accordo nel mondo del calcio italiano pare davvero impossibile. Per questo ad oggi si profila una lunga stagione fatta di ricorsi al Tar che andranno a rendere impossibile la gestione dei prossimi campionati. Hanno ragione i presidenti del Benevento e del Crotone a non voler vedere vanificati i loro sforzi, hanno ragione i club di serie C a rivendicare i loro piazzamenti, hanno ragione tutti, chi ha torto sono le nostre istituzioni calcistiche che per anni hanno sottovalutato l’idea di una riforma dei campionati pensando solo ed esclusivamente ai loro interessi e ad attingere il più possibile alle risorse, che oggi rischiano di venire a mancare per molti. Assisteremo alla scomparsa di tanti club soprattutto nelle categorie inferiori, al default di altri e forse ci renderemo conto che per anni il calcio è vissuto senza programmare il futuro.

In tutto questo gli unici segnali sono arrivati, guarda caso dalla Juventus. La prima squadra in Italia a decidere il taglio degli stipendi, ma ai detrattori neppure questo è andato bene, prima società a non volersi eventualmente   prendere uno scudetto a metà, aspetto questo segnalato anche dal presidente federale Gravina.  Se non si dovesse riprendere a giocare lo stesso Gravina a mio avviso dovrebbe decidere di non assegnare un titolo che tutti noi faremmo fatica a sentire nostro. Certo ci sarebbe chi magari lo festeggerebbe, vero presidente Lotito, ma anche in questo la Juve è anni luce avanti a tutti.

In questi giorni di pausa forzata mentre i giocatori, chi più chi meno, si allenano tra le mura di casa, i dirigenti bianconeri programmano il futuro. Un mercato che, ci dicono gli operatori, sarà comunque interessante e ricco di idee. Magari con meno soldi e più scambi. In questo senso le Juve sembra ancora avanti a tutti su due fronti: quello che porta al ritorno di Pogba e sempre a centrocampo al gioiellino del Brescia Tonali. Non c’è dubbio che il reparto sul quale si dovrà mettere le mani maggiormente è proprio quello mediano, con una riflessione da fare però: alla Juve l’anno prossimo servirà un attaccante vero, un centravanti vecchia maniera. La nuova stagione dovrà partire anche da questo passaggio ormai non più derogabile