IL SANTO DELLA DOMENICA - IL PROCESSO DI CRESCITA E LA PAROLA CHIAVE: EQUILIBRIO

13.10.2019 00:05 di Alessandro Santarelli   Vedi letture
IL SANTO DELLA DOMENICA - IL PROCESSO DI CRESCITA E LA PAROLA CHIAVE: EQUILIBRIO

E’ un grande piacere entrare a far parte della squadra di questo prestigioso sito, da anni vero e proprio punto di riferimento per tutti i tifosi della Juve,  che voglio già ringraziare per il tempo che dedicheranno alla lettura di queste righe, che spero possano essere di vostro gradimento

I latini la chiamavano “captatio benevolentiae” un espediente per attirare la simpatia di determinate persone, questa invece  vuole essere semplicemente una premessa e un ringraziamento preventivo.

Ma entriamo nelle “questioni più serie”. La seconda pausa per le nazionali, da un lato prolunga quella che è stata la grande gioia per una vittoria che resta come pietra miliare di questo campionato, e i motivi non vanno certamente elencanti, ma dall’altro interrompe un processo di crescita, che dalla partita con la Fiorentina, e’ andato avanti con significativi passi in avanti costanti. Prima di questo mini ciclo , inaugurato appunto con la squadra di Montella, e chiuso a San Siro, mi ero sbilanciato con una tabella di marcia, che per quanto riguarda il campionato, prevedeva due pareggi, Firenze e Milano, e tre vittorie, Brescia Verona e Spal. Sono sincero, avrei messo la firma su 11 punti. Ne sono arrivati 13, con tanto di sorpasso in classifica ai danni dei neroazzurri, a corollario di una prestazione di altissimo livello.  Non solo, da Brescia in poi, la squadra ha sempre segnato due reti, ha cominciato a registrare i movimenti della difesa, ha aumentato il numero di passaggi riusciti, si viaggia ad una media di circa 500 a gara, ha verticalizzato di più,  assimilando i primi dogmi arrivati in dote con Maurizio Sarri. Inoltre, ci siamo portati avanti anche in Champions, con il pareggio al Wanda Metropolitano, e la vittoria perentoria contro i tedeschi del Leverkusen. Tutto come da previsione? No affatto. Dal mio punto di vista la squadra è molto più   avanti di quanto mi aspettassi. Certo, dove non arriva il gioco, arriva la qualità   dei singoli, di una rosa profonda e assortita, ma nel mondo pallonaro, non si deve mai dare niente per scontato.

E qui arriva il secondo punto. Un secondo punto che ritengo, almeno in questa fase ancora di crescita, fondamentale . L’equilibrio. Ho sentito e letto troppe critiche, per carità giustificate e tutte, o meglio quasi tutte, fondate e sensate, dopo il pareggio con la Fiorentina e la vittoria con il Verona, cosi come all’indomani del trionfo a San Siro, si sono sprecati peana e voli di fantasia che già ci portano a quel traguardo che tutti sogniamo da tanti anni, ma che non deve essere vissuto come un’ossessione. Sarà’ una stagione da vivere anche sul sottile gioco dei nervi, guardate come sono saltati a Antonio Conte nel pre e post partita con la Juve, un sottile gioco che alla lunga può  esseredeterminante. Ecco perché l’equilibrio sarà un’arma in più. Ci saranno momenti di grande esaltazione, vedi San Siro, ai quali inevitabilmente faranno da contraltare prestazioni meno brillanti e magari senza vittoria. Lancio già un avviso. La partita con il Bologna, seppur questa volta allo Stadium, potrebbe assomigliare a quella di Firenze. Perché ? Semplice: 14 giocatori impegnati con le nazionali, alcuni dei quali torneranno non prima di giovedì . Un appuntamento, tre giorni dopo che già potrebbe diventare uno snodo fondamentale della stagione, l’impegno sempre a Torino con i russi del Lokomotiv in Champions, una squadra, il Bologna, che arriverà con una grande carica agonistica e corroborata dai risultati, senza nulla da perdere . Non sarà facile, anzi, ma comunque vadano le cose, al netto delle riflessioni che verranno fatte, non ci dovranno essere né  balzi in eccesso né processi preventivi. Se riusciremo tutti a fare questo salto di qualità’, la stagione si potrebbe preannunciare davvero interessante. 

Mi piace sottolineare , sempre rimanendo in tema di processo di crescita, la progressiva “ juventinizzazione” di Maurizio Sarri. La prima vera esultanza a San Siro, le parole dolci rivolte ai tifosi, la gestione del gruppo, il progressivo recupero di Emre Can ( una situazione che comunque andrà affrontata visto il malumore, comprensibile peraltro  che traspare ogni qualvolta parla della sua situazione attuale) sono segnali importanti, che arrivano anche prima del previsto. La strada segnata sembra esser quella giusta. Diciamoci la verità. Immaginare una Juve che a San Siro inizia il “lavoro” con Dybala, e lo finisce con il Pipita che entra dalla panchina, rappresenta quanto di meglio ci potessimo aspettare. 

Un’ultima riflessione. La stagione sarà lunga e faticosa. Ogni rosa, anche la più bella ha ovviamente le sue spine. Le spine attuali in casa Juventus si chiamano Emre Can, Rugani, zero minuti giocati, Rabiot, . Sono convinto che alla lunga, ci sarà bisogno anche di loro. Ecco, mi auguro che Sarri riesca a coinvolgere anche questi tre elementi, in una rotazione che inevitabilmente si farà sempre più importante. Dispiace, e non poco per Mario Mandzukic, avrebbe meritato certamente un finale diverso dopo una storia d’amore cosi bella e intensa come quella vissuta con la maglia bianconera