A che punto è la Juve di Pirlo: manca un grande esame. Mercato, fari sul 9 di scorta. Ma occhio alla difesa

22.12.2020 00:00 di Ivan Cardia Twitter:    Vedi letture
A che punto è la Juve di Pirlo: manca un grande esame. Mercato, fari sul 9 di scorta. Ma occhio alla difesa
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Si gioca ogni due per tre e quindi qualsiasi analisi va a farsi benedire. È la realtà di questo campionato: ieri sei scarso, oggi un fenomeno, domani di nuovo scarso. Un’altalena continua, alla quale le grandi squadre dovrebbero a un certo punto essere in grado di sottrarsi ma che per molti aspetti è fisiologica. Il tempo di lavorare è ridotto all’osso, mentre leggete queste righe potrebbe essere già iniziata Juve-Fiorentina e quindi analizzare la bella vittoria sul Parma sarebbe argomento vecchio. Poi, benedetta pausa natalizia, ci sarà un po’ di tempo per recuperare le energie, per tutti.


A che punto è la Juventus di Andrea Pirlo? Dopo le ultime uscite si direbbe bene, anzi benissimo. L’impresa di Barcellona, il successo sui ducali. Nel mezzo una gran partita contro l’Atalanta. Gran partita perché bella da vedere per i celebri spettatori neutrali: qualche difetto s’è visto ma è passato. A oggi, il percorso di crescita della Vecchia Signora è netto e innegabile: il tecnico ha saputo dare compattezza alla squadra, probabilmente ha capito il modo di giocare in cui riesce a essere più coerente e convincente. Restano un paio di cose da sistemare. La prima: integrare alcuni dei nuovi acquisti. Chiesa e Kulusevski hanno brillato soltanto a corrente alternata finora, renderli parte centrale della formazione tipo è il prossimo obiettivo. Poi, ça va sans dire, recuperare Paulo Dybala. Chi ne sottovaluta l’assenza dimentica quanto dopo il lockdown la Juve si sia appoggiata alla sua capacità di fare la differenza. Infine, ultima ma non ultima, anzi: superare un grande esame. Il Barça lo è stato a metà: squadra forte, ma in piena crisi esistenziale. Nei big match di campionato sono arrivati soltanto pareggi e lo scudetto così non si vince. Il 6 gennaio ci sarà il duello al vertice col Milan di Pioli: chissà che non sia un’epifania.

A gennaio, inoltre, aprirà i battenti il mercato di riparazione. Parola storicamente sgradita alla Continassa, ma quest’anno si potrebbe registrare qualche eccezione. Intendiamoci: ho scritto in passato che non immagino una sessione coi botti da parte di Paratici e resto di quest’avviso. Se ci sarà la possibilità, però, le intenzioni sembrano chiare: cercare di far partire Bernardeschi e di sostituirlo con un 9 di riserva. Giroud in primis, ma non solo il francese. È una buona idea, forse non una necessità assoluta, vedremo se fattibile perché negli ultimi anni la Juventus ha fatto spesso fatica nel “piazzare” al primo colpo i giocatori che voleva cedere. E comunque svendere Bernardeschi non avrebbe molto senso. Attenzione, però, alle valutazioni da fare in difesa: Chiellini è purtroppo un costante punto interrogativo, il peso che ha avuto il rientro di Alex Sandro certifica che, su quella fascia, servirebbe un’alternativa. La coperta non è corta, ma neanche lunghissima.

Due righe finali sulla sentenza legata a Juve-Napoli, perché anche quest’attesa potrebbe diventare vecchia mentre leggete. Fin qui tutto bene per i bianconeri, resto convinto che più ci si allontana dal perimetro della giustizia federale e meno possibilità ci siano che continui a essere così. La giustizia del CONI, che si scriverà tra poche ore, sarà un passaggio nient’affatto scontato.