ESCLUSIVA TJ - Zanchi (U16 Atalanta) su Kulusevski: "Lui e Traore i talenti più grandi, vi racconto il Dejan conosciuto a Bergamo. Il suo futuro è da mezz'ala. Juve? Attenzione alla sua esperienza"

19.05.2021 11:30 di Mirko Di Natale Twitter:    Vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Zanchi (U16 Atalanta) su Kulusevski: "Lui e Traore i talenti più grandi, vi racconto il Dejan conosciuto a Bergamo. Il suo futuro è da mezz'ala. Juve? Attenzione alla sua esperienza"
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© foto di Alberto Mariani/TuttoAtalanta.com

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'allenatore della formazione Under 16 dell'Atalanta ed ex calciatore bianconero, Marco Zanchi, per parlare approfonditamente della sfida di questa sera e non solo:

Per alzare al cielo un trofeo, è questo il momento giusto per l'Atalanta?

"Sì, penso sia arrivato il momento. L'Atalanta ha raggiunto la maturità necessaria per fronteggiare ad armi pari uno squadrone come la Juventus, oggi c'è più consapevolezza rispetto a qualche anno fa. Per me, sarà una partita molto contratta".

La Juventus è diversa da quella dei nove anni, un po' balbettante e non ancora sicura del posto in Champions League. Quale è il tuo pensiero a riguardo?

"Non sarà la Juve di sempre, ma nelle finali conta anche l'esperienza e la tradizione. I bianconeri sono abituati a giocare queste partite, non credo che domani sera si preoccuperanno della loro posizione di classifica in campionato. Leggendo i giornali sembra che la favorita sia l'Atalanta, ma per me non è proprio così. I giocatori bianconeri sono più abituati a questo tipo di pressioni".

Si parla molto di una Juventus che avrà due finali in questa settimana, ma forse il rischio per l'Atalanta è di arrivare troppo carica ad una finale che aspetta di rigiocare da due anni.

"Quello sì, perché vincere un trofeo per l'Atalanta significherebbe coronare il grande percorso di questi ultimi anni. Se dovessi guardare il cammino compiuto per arrivare fin qui propenderei per la squadra di Gasperini, ma l'esperienza mi insegna che nelle partite secche può succedere di tutto. La formazione più brava sarà quella che saprà sfruttare al meglio anche il più piccolo dei dettagli".

Pirlo e Gasperini condividono un calcio differente, ma entrambi giocheranno la loro seconda finale della carriera da allenatori. Quali mosse ti aspetti da loro due?

"Ho letto che la Juventus non avrà Alex Sandro e Bonucci, mentre l'Atalanta dovrebbe essere al completo. Penso che entrambe le squadre faranno la stessa partita di sempre: Gasperini vorrà imporre il proprio gioco e Pirlo proverà a fare altrettanto. Dal punto di vista dei meccanismi è in vantaggio l'Atalanta, però è una finale e sicuramente potranno venire fuori altri valori".

L'Atalanta ha a disposizione l'attacco più completo a livello italiano, a tuo parere quali saranno le scelte del Gasp? Vedremo un trio con Malinovskyi, Muriel e Zapata?

"Per il tipo di partita, non credo verranno impiegati tutti e tre. Potrebbe esser lasciata fuori una punta, ma è solo la mia opinione personale. Ciò che posso dire è che il tasso tecnico è cresciuto di anno in anno, non stupisce infatti che la squadra fa caterbe di gol in ogni stagione. Si è creata una sinergia pazzesca che agevola il rendimento dei singoli calciatori".

Conosci molto bene Dejan Kulusevski visto che lo hai allenato nell'U16, potrà esser la sua partita?

"Quello che mi lascia un po' perplesso è che le aspettative su di lui erano davvero alte, forse ci dimentichiamo che è un ragazzo giovane alla prima esperienza in una società così importante. Perché un conto è giocare a Parma, un altro nella Juve. Cambia davvero tutto. Dejan non sente questo tipo di partite, proverà ad entrare in campo per essere determinante. L'ho allenato e sono ben consapevole della grande tecnica e dell'imponente forza fisica, penso che ragazzi come lui siano difficili da trovare. A lui manca solo la continuità e solo l'esperienza lo può aiutare in tal senso".

Come lo hai visto quest'anno? Ti è piaciuto?

"Per me ha fatto un buonissimo campionato, è normale che la sua valutazione dipenda molto dalle difficoltà avute dalla squadra, Nella Juve di un paio di anni fa, ad esempio, sarebbe stato giudicato in maniera diversamente. La sua stagione è positiva, si prende sempre la personalità di far la giocata e non è normale per un ragazzo dell'età di vent'anni. Ripeto, forse non tutti pensano a questo aspetto".

Lui è arrivato giovanissimo dal Brommapojkarna, che cosa ti aveva stupito del primo Dejan Kulusevski italiano?

"E' arrivato che non conosceva la lingua, però si è inserito subito pian piano e con buona volontà ha sempre lavorato sodo. Dejan si è guadagnato la simpatia dei compagni, è intelligentissimo e nel giro di un paio di mesi ha appreso l'italiano. Lui è arrivato nel 2015, inizialmente non poteva giocare perché non aveva ancora compiuto i sedici anni e per questo era stato aggregato all'U17. Si vedeva che aveva una marcia in più. La sua espressione migliore nel calcio giovanile l'ha avuta come mezz'ala offensiva, perché aveva la possibilità di partire da dietro e sottrarsi dalla marcatura degli avversari. Riusciva così a sfruttare la progressione palla al piede, quando riesce a mettersi in moto è difficile da arrestare".

Quindi lo vedi come mezz'ala?

"Sì, il suo futuro è in quella posizione. Non lo vedo come trequartista o dietro la punta, anche perché la sua anomalia è che corre in media una decina di chilometri a gara. Forse gli manca un po' il destro, ma può lavorarci tranquillamente per migliorare. E' completo in tutto. Di giocatori di quel livello a Bergamo abbiamo visto solo lui e Traore che è andato al Manchester United, non ci vuole un esperto per capire che carriera farà questo ragazzo".

I giocatori dell'Atalanta sono sempre molto ambiti dalle altre società, per te Gosens rimarrà oppure andrà via all'estero? E' un giocatore molto ricercato anche dalla Juventus.

"E' un giocatore che mi ha stupito, da quando è arrivato è cresciuto esponenzialmente sia a livello fisico che tecnico. Ho letto che gli piacerebbe tornare in Germania, non so quali idee avrà lui nel momento in cui venisse cercato da club importanti come la Juventus. L'unica cosa che posso affermare è il valore dell'Atalanta, qui a Bergamo stanno iniziando a fare le cose in grande e, fossi nei giocatori, penserei due volte a lasciare questo ambiente. Il merito è di Gasperini, sono anni che lo osservo ed è fantastico il modo in cui riesce a trasformare i calciatori. Con lui danno tutti il 120%".

Si ringrazia Marco Zanchi per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.