ESCLUSIVA TJ - Pol García Tena: "Allegri trova situazione degenerata, Morata farà soffrire Bonucci e Chiellini. Juve? Conte non mi ha dato fiducia, ho rammarico per l'U23..."

06.07.2021 15:30 di Mirko Di Natale Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Pol García Tena: "Allegri trova situazione degenerata, Morata farà soffrire Bonucci e Chiellini. Juve? Conte non mi ha dato fiducia, ho rammarico per l'U23..."
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© foto di Federico Gaetano

"La semifinale di questa sera è un derby per me, perché sono di nazionalità spagnola ma la mia compagna è italiana. Sarà una partita difficile e complicata, l'Italia è in grande fiducia e non perde da oltre trenta partite. La Spagna arriva con qualche dubbio di troppo poiché fin qui ha convinto a metà, ma sono curioso di vedere come gli azzurri giocheranno senza il loro miglior uomo dell'Europeo". E' il pensiero di Pol García Tena, che tra il 2011 e il 2014 ha giocato nelle giovanili bianconere, attuale difensore del Juarez che in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com esprime la sua opinione sugli ultimi avvicendamenti in casa Juve e non solo:

Un mese fa sicuramente avresti dato per favorita la Spagna, oggi invece chi è la candidata ad andare in finale?

"Neanche un mese fa ero così convinto della Spagna, per via delle recenti prestazioni e per alcune convocazioni che avevano lasciato dei dubbi. L'Italia, invece, arriva da un percorso netto e c'è sempre stata la sensazione che potesse far bene. Difficilmente l'avrei vista come favorita per l'Europeo, oggi merita di giocarsi questa semifinale contro la Spagna".

Un accenno al tuo compagno di nazionale Morata: che sfida sarà con i suoi compagni della Juve?

"Partendo dal presupposto che Bonucci e Chiellini sono due tra i difensori migliori al mondo, a mio parere lo soffriranno un po'. Morata è diverso da Lukaku, è un attaccante che cerca poco il contatto e può essere letale in velocità".

Come finisce Italia-Spagna? Te la senti di fare un pronostico?

"Tifo Spagna perché sono spagnolo, ma sarei contento anche per l'Italia. Però non sarebbe carino subire gli sfottò dalla mia compagna (sorride ndr)".

Anche se sei un po' lontano dal belpaese, stai seguendo la Juventus? Che squadra ti aspetti quest'anno?

"Sì, in Messico riesco a documentarmi sui bianconeri. Sicuramente con il ritorno di Allegri c'è stato un bel cambiamento, anche se lo spogliatoio è un po' diverso da quando lo ha lasciato. Ci sarà un po' più di lavoro da fare, la rosa si è ringiovanita ed alcuni senatori sono andati via. Per me dovrà esser bravo a metter su una buona squadra, la Juve necessita soprattutto a centrocampo di qualche accorgimento. Pur avendo vinto due titoli, la situazione è un po' degenerata. Ora il primo obiettivo è quello di trovare una nuova quadratura tra dirigenza, staff e giocatori".

Hai vissuto l'ambiente Juventus, lì non è contemplato il pareggio e ne tantomeno la sconfitta. Anche se sono arrivati due titoli lo scorso anno.

"Lo scorso anno, la società forse si aspettava che Pirlo sapesse garantire quel bel gioco che già stava cercando con Sarri. Le aspettative non sono state ripagate, perché comunque si parlava di un allenatore alle prime armi. La mia chiave di lettura è che non ci fosse più la volontà di scommettere, ecco perché è stato ripreso Allegri che in questo è un'assoluta garanzia. Il mister, però, nel 2014 trovò uno spogliatoio vincente e un'alchimia di squadra intatta, al contrario di oggi in cui ci sono grandi individualità e alcune sconfitte sulle spalle".

Prima mi parlavi del centrocampo, in effetti i titolari ai tuoi tempi erano Pirlo, Vidal, Pogba e Marchisio. Al contrario di oggi dove ci sono altri interpreti, spesso non ritenuti all'altezza. Ma è veramente tutto lì il problema?

"Ricordo bene quei fuoriclasse, a volte bisognava lasciarne uno fuori e non sapevi mai chi scegliere. Non dico che il centrocampo di oggi sia peggio, ma sicuramente ci sono giocatori con altre caratteristiche. La qualità è presente, ma non ancora l'esperienza. A me Bentancur piace tanto, ma sicuramente non possiede le stesse caratteristiche di Pirlo o Pogba. Rabiot non è ancora riuscito ad affermarsi come aveva fatto il Psg, lo stesso lo possiamo dire di Arthur. Per questo occorrono dei giocatori di livello che riescano a migliorare una rosa già buona e competitiva".

Locatelli e l'eventuale ritorno di Pjanic potrebbero far cambiare il centrocampo in positivo?

"Locatelli ha fatto una gran bella stagione al Sassuolo e si sta comportando bene, su Pjanic ho qualche dubbio in più. E' reduce da una stagione non brillante al Barcellona e ha già superato i trent'anni, a mio parere è meglio cercare un profilo più giovane con la giusta esperienza. La Juve deve migliorare anche in altri reparti, perché non ha sofferto solo a centrocampo".

Parlando dell'unico compagno che è rimasto alla Juventus dalla tua partenza, come vedi l'eventuale rinnovo di Chiellini?

"Per me è perfetto, sono d'accordo con Buffon quando dice che Chiellini è ancora il migliore al mondo quando scende in campo. L'unico problema è la sua carta di identità, ma è una persona spogliatoio e merita sicuramente un altro anno di rinnovo. Giorgio mi ha aiutato tantissimo quando ero lì a Torino, spero con tutto il cuore di non vederlo spesso fuori per infortunio".

Morata, di cui abbiamo già parlato, farà ancora bene con il primo allenatore che ha avuto alla Juve?

"Morata ha già fatto molto bene quest'anno, è naturale che nel momento in cui sei in coppia con un fuoriclasse come Ronaldo devi giocare un po' più per lui. Nonostante ciò, però, le sue chance le ha avute e nonostante qualche infortunio è riuscito a terminare la stagione in doppia cifra a livello di gol ed assist. E' stato un anno positivo, con Allegri farà anche meglio di quest'anno".

Come ti eri trovato alla Juventus? Che ricordi hai dell'esperienza a Torino?

"I ricordi sono positivi, ma c'è un po' di rammarico. In quella Juve c'era un allenatore come Conte che non era molto propenso nel lanciare i giovani, l'opportunità di esordire con lui non è mai arrivata neppure in partite già stravinte. Eppure mi sentivo pronto. Poi ci sono allenatori come Allegri o Pirlo che invece mostrano grande fiducia, basta pensare a Frabotta che quest'anno ha avuto un grande minutaggio. Bisogna avere anche un po' di fortuna, componente che a me è mancata".

Puoi spiegare meglio che intendi per "fortuna"?

"Prendiamo d'esempio Rugani che è stato mio compagno di squadra in Primavera, lui è andato ad Empoli in cadetteria e nel momento in cui è salito in A è stato bravo Sarri a tenerlo. E poi si è riguadagnato meritatamente la Juve. Per me, invece, è stato diverso, ho fatto tanti prestiti e non c'è stata quella fortuna di cui parlavo. Ho deciso di interrompere il rapporto, perché avevo bisogno di qualcuno che mi dimostrasse fiducia in quel momento. Adesso sono contento che il club abbia deciso di dare più fiducia ai giovani, la squadra U23 è un grande esempio. Se fossi arrivato qualche anno dopo forse il mio destino sarebbe stato diverso, ma ormai è andata. Penso solo al presente e a far bene qui con il Juarez".

Si ringrazia Pol García Tena per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.