ESCLUSIVA TJ - L'agente Saija: "Sarri deve essere più pragmatico e meno teorico. Ottimo allenatore, ma non un maestro"

02.03.2020 17:50 di Alessandra Stefanelli   Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
ESCLUSIVA TJ - L'agente Saija: "Sarri deve essere più pragmatico e meno teorico. Ottimo allenatore, ma non un maestro"

I rinvii in Serie A hanno per un po’ spento i riflettori sul momento delicato vissuto dalla Juventus, reduce dal ko subito nell’andata di Champions League contro il Lione. Una sconfitta che ha riacceso le polemiche legate a Maurizio Sarri, allenatore spesso oggetto di critiche. Ai microfoni di Tuttojuve.com ne ha parlato il procuratore Leo Saija: “Sarri deve rimanere sereno ed essere più pragmatico e meno teorico. Ogni stagione calcistica fa storia a se ed è sempre diversa da quella precedente e naturalmente cambiano anche gli interpreti. La Juve è una squadra, si molto tecnica, ma anche e soprattutto molto fisica. Gli stimoli vengono rappresentati in percentuale altissima dal mettersi sempre in discussione".

E ancora: "C’è da dire a malincuore che in Italia negli ultimi anni ha preso il sopravvento una cattiva abitudine, mettendo in discussione le idee di quella che era stata la miglior scuola allenatori del mondo per decenni. Purtroppo fuori e dentro il rettangolo verde vi è molta teoria applicata al gioco del pallone, che resta lo sport più semplice al mondo, e poca fantasia, estro e molti concetti semplicissimi alcuni calciatori fanno fatica ad apprenderli, non per colpe loro, ma perché vengono meno alcune sfaccettature basilari dello sport come il soffermarsi poco sull’aspetto emozionale o sensitivo. Tutti si chiedono solamente se si è giocato bene o giocato male e guardano poco all’estetica emozionale del calcio, il calcio è puro divertimento per prima cosa è per divertirsi non bisogna essere dei semplici giocatori schematizzati e macchinizzati. Il gioco del calcio non è cambiato negli anni ma sono gli interpreti che ce lo vogliono far credere diverso perché fa comodo credere che sia così, l’ obiettivo da sempre è stato quello di arrivare in fondo, vale a dire vincere le partite e le grandi competizioni, sia se sia una strada in salita che pianeggiante da percorrere. Sarri è un ottimo allenatore, un allenatore da grande squadra ma definirlo maestro non è corretto nei confronti degli amanti del calcio vero, perché il gioco con la palla non va imparato ma scorre nelle vene di ogni singolo calciatore sin dalla nascita. Al mondo d’oggi soprattutto piuttosto bisogna essere degli allenatori camaleontici nel sapersi adattare alle esigenze tecnico-tattiche dei giocatori a disposizione e non viceversa, perché ricordiamoci sempre che gli interpreti che vanno in campo sono coloro che alla fine fanno sempre la differenza!".