ESCLUSIVA TJ - Gigi Delneri: "Juve da battaglia domenicale, Allegri ti farà rivincere. Stagione da zero titoli? Nessuna similitudine con il 2010/11. Su Zaniolo e de Ligt..."

06.07.2022 11:30 di Mirko Di Natale Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Gigi Delneri: "Juve da battaglia domenicale, Allegri ti farà rivincere. Stagione da zero titoli? Nessuna similitudine con il 2010/11. Su Zaniolo e de Ligt..."
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© foto di Alberto Fornasari

"A Brescia è stata una situazione un po' paradossale, hanno deciso di cambiare senza neanche darmi una spiegazione. Ma ormai è alle spalle, bisogna pensare al presente e al futuro". Pensieri e parole di Luigi Delneri, ex allenatore della Juventus nella stagione 2010/11, che in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com ha espresso la sua opinione sugli ultimi avvicendamenti in casa bianconera e non solo:

Si sono perse un po' le tue tracce, visto che l'esonero è avvenuto ad inizio ottobre del 2020. 

"Ho vissuto in tranquillità, ho cercato di tenermi in forma il più possibile. Sono andato in vacanza, sono stato coi nipotini, ho visto molte partite e sto osservando la continua evoluzione di questo sport. Il calcio di oggi sembra esser diventato più intenso, ma questa era una prerogativa anche di vent'anni fa. Il mio Chievo era così, altrimenti come faceva a far punti?".

In effetti è vero, ma il calcio di oggi non è migliorato solo dal punto di vista dell'intensità.

"Sono d'accordo, sto vedendo delle squadre diverse dal punto di vista mentale. L'atteggiamento è migliore, oggi tutte le squadre possono fare risultato contro tutti. Questo mi piace. Non sono invece un grande fan della costruzione dal basso, per me non bisogna dare troppe responsabilità al portiere. Così lo sovraccarichi ancor di più di responsabilità, lui non è per antonomasia abituato al dribbling. Ma, di certo, questa è solo la mia opinione".

Se dovesse capitare una nuova opportunità, valuteresti più un ruolo da allenatore o da manager?

"I posti sono tutti occupati, per cui aspetto che si possa smuovere qualcosa. Del ruolo, in questo momento, non mi importa, perché a me piace il calcio - quello di campo - e in tal senso sono una persona molto pratica".

Poc'anzi parlavamo di intensità, ecco credi sia stato quello il fattore che è più mancato alla Juventus in questi due anni di insuccessi in campionato?

"E' vero che non ha vinto, però è andata due volte in Champions e con Pirlo ha ottenuto due trofei. C'è da dire che le formazioni di oggi sono un po' più agguerrite di quelle del recente passato, perché sono tornate le milanesi ed altre come Napoli/Roma/Lazio/Fiorentina sono cresciute. Nella cavalcata dei nove scudetti di fila, difficilmente c'era un avversario che riusciva a starle dietro. Forse solo Sarri con i partenopei, nel 2017/2018, c'era riuscito".

Più o meno hai descritto la situazione del 2010/2011, l'ultima stagione prima di questa in cui la Juve - allenata proprio da Gigi Delneri - non riuscì a vincere nemmeno un titolo.

"Non c'è nessuna similitudine, la mia Juventus aveva una caratura del tutto differente e non era così forte. Anche perché all'epoca, la priorità non era quella di avere così tanti campioni in rosa. La mia squadra fece bene fino ad un certo punto, poi alcuni infortuni come quello di Quagliarella ci condizionarono parecchio la stagione. C'era un ricambio generazionale in corso di svolgimento, alcuni giovani come Bonucci fecero fatica ad integrarsi subito. Serviva quello step in più. L'anno dopo arrivò un allenatore che conosceva bene l'ambiente e riuscì a dare quella mentalità che serviva per vincere, non è un caso che poi la Juve trionfò meritatamente per nove anni di fila".

L'allenatore giusto per rivedere la Juve vincente è proprio Massimiliano Allegri?

"E' l'allenatore giusto per ripristinare questa mentalità, non capisco come si possa dire il contrario. Ha vinto campionati e coppe, ha fatto finali di Champions, mi piace per il suo equilibrio: non è troppo sbarazzino, non è troppo difensivista. E' la storia che parla per lui. Ha preso dopo due anni di inattività una squadra che ha avuto delle difficoltà iniziali, ma nel corso della stagione è riuscito a cambiare rotta. Sono sicuro che farà bene".

Pogba e Di Maria, in tal senso, sono due grandi aiuti in questo senso.

"Sicuramente non sono calciatori alle prime armi, Pogba e Di Maria aggiungeranno esperienza e qualità ad un gruppo già collaudato. Sono due acquisti importanti per quel che hanno in mente di costruire, per me saranno adatti ad un contesto vincente come quello bianconero".

Esperienza, qualità, ma anche mentalità: con l'addio di Chiellini, ora la Juventus ha bisogno di figure così per vincere.

"Sì. in un gruppo occorre avere dei giocatori così esperti per insegnare la mentalità a quelli più giovani. E' appena andato via Chiellini e negli anni scorsi aveva salutato anche Barzagli, ma non c'è da preoccuparsi. Perché? Ora è rimasto un cardine come Bonucci in grado di poter trasmettere il suo Dna ai nuovi arrivati. La sua figura sarà molto importante per la nuova Juventus che verrà".

Uno di quei giovani appena accennati è senz'altro Zaniolo, potrebbe valere la scommessa a tuo avviso?

"Zaniolo è già oggi un giocatore importante, in netta crescita e in possesso di qualità fisiche e tecniche importante. E' l'acquisto giusto per poter dare una mano lì davanti, anche perché il club sta ricercando dei profili adatti che possano supportare al meglio Vlahovic. Credo sia questa l'idea di Allegri. Per me, poi, si è parlato troppo poco dell'assenza di Chiesa, lo scorso anno si è infortunato nel momento migliore. Forse ci sarà bisogno di intervenire in attacco, mentre in difesa non ci saranno problemi se dovesse restare de Ligt. Si cerca di costruire una Juve da battaglia domenicale".

Proprio Matthijs de Ligt, una sua possibile cessione è al centro dell'attenzione da ormai diversi giorni. Credi in un suo addio?

"Onestamente non lo so, a me piace de Ligt e vorrei restasse alla Juve. In caso di cessione, chiaramente, la società dovrà rimpiazzarlo con un difensore forte. In casa c'è già un ottimo prospetto come Gatti, la cui storia è da esportare a livello di meritocrazia. L'ho visto con l'Italia e mi ha convinto, per me merita una chance. Koulibaly? E' un ottimo difensore, ma il Napoli difficilmente vende alla Juventus. Forse con una buona offerta lo si potrebbe strappare, ma è solo una ipotesi".

Si ringrazia Luigi Delneri per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.