Tra le risate britanniche, l'Apache fa da eccezione. E che eccezione!

05.01.2015 14:45 di Caterina Baffoni  articolo letto 5634 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Tra le risate britanniche, l'Apache fa da eccezione. E che eccezione!

Dall'Inghilterra all'Italia: quante risate per gli inglesi.

 Il trasferimento di Podolski all'Inter ha ispirato a una delle firme più importanti del giornalismo sportivo inglese, Martin Samuel del Daily Mail, una riflessione su come si siano invertiti i ruoli tra la Premier League e la Serie A. Negli Anni 90, molte stelle cadenti o quasi del nostro campionato (da Ravanelli ad Asprilla, da Dino Baggio a Berti, passando per Di Canio, Baiano e Di Michele) andavano a svernare nel campionato inglese. E qualcuno si toglieva anche delle soddisfazioni.

Adesso chi non trova più spazio in Premier, riesce a ritagliarsi un ruolo da protagonista nelle squadre italiane: «Podolski non poteva trovare spazio nell'Arsenal e così è andato all'Inter. Vidic ha aspettato di arrivare al suo trentatreesimo compleanno prima si laciare il Manchester United per San Siro. Taarabt, ai margini della squadra del Queens Park Rangers è in attesa di andare in prestito al Milan per la seconda volta. Ashley Cole, dopo aver giocato i suoi anni migliori in Premier e dopo non essere riuscito nemmeno a fare parte della nazionale inglese per il Mondiale, si è trasferito a Roma». Insomma, il declino del calcio italiano passa anche da qui: essere diventati una specie di cestino dei rifiuti del campionato inglese, non è proprio un bel complimento.

Nel frattempo, qualcuno di nostra conoscenza più che ravvicinata è riuscito a smentire questa nuova tendenza. Di chi stiamo parlando? Dell'attuale 10 bianconero: Carlitos Tevez, Proprio lui, dai nefasti di Manchester al paradiso torinese. 

Per lui fu rottura totale con Mancini che dopo averlo schierato fuori rosa per un lungo periodo, partì per l'Argentina senza il permesso diell'attuale tecnico nerazzurro(l'ok sarebbe stato dato da un membro dello staff del Mancio) e il club gli intimò di tornare in Inghilterra, dove lo attendeva un'altra multa da 600 mila sterline.

Da lì a poco, la rinascita bianconera dell'Apache. Ora che si è sbloccato pure in Champions, l’impressione è che Carlos Tevez possa entrare, in tempi nemmeno tanto lunghi, nella storia dei bomber bianconeri. A segno 24 volte nelle prime 51 gare ufficiali da juventino, l’Apache ha dato un’accelerata secca in questo brillante inizio di stagione: già 10 reti siglate in campionato ed attualmente capocannoniere della serie A: biglietto da visita scintillante nella corsa al ritorno in nazionale.

 Per allora, Tevez conta di aggiornare in positivo la media gol italiana. In casa Juve, dopo 51 gare ufficiali, in molti avevano segnato più di Tevez: si va dalle 50 reti di Farfallino Borel (bomber nel "quinquennio d’oro") alle 40 di Omar Sivori, quindi Boniperti (38), Hansen e Charles (35). In tempi più recenti comanda Trezeguet (30), davanti a Inzaghi (29), Baggio (28) e Platini (26): a seguire i 24 centri di Bettega e appunto Tevez, davanti a Del Piero (14). Occhio, però, perché Carlitos ha concentrato in campionato gran parte dei suoi successi. E ha davanti a sé, considerando il periodo post Sivori-Boniperti, solo Trezeguet per le segnature in A: 22 a 20 per il francese; dietro c’è solo Inzaghi a 19.

 

Attenzione a considerare "scarti" i giocatori approdati nella penisola: Carlitòs Alberto Tevez non ne vuol sentir parlare.