Gianluca Rossi: "Juve alla finestra per Cancelo, Inter dia un segnale"
Il giornalista "nerazzurro" Gianluca Rossi ha parlato del momento dell'Inter sul suo sito internet: "Prima Fabio Capello e poi Walter Sabatini hanno lasciato i rispettivi incarichi: il tecnico non è più l’allenatore dello Jangsu, il dirigente non è più il Responsabile dell’Area Sportiva Suning. Ognuno può fare le sue valutazioni, ma credo che la realtà sia molto più semplice. Ovviamente entrambi si dimettono, da che mondo e mondo, rinunciando a dei soldi ma concordando una congrua buon’uscita, come si usa nel mondo del lavoro, a qualsiasi latitudine, ma non è questo il tema. La vera è domanda è perché? Al di là di Fabio Capello che ci riguarda fino ad un certo punto, interessa Walter Sabatini che non ha potuto lavorare su un piano, chiamiamolo pure ‘industriale’, continuamente variabile e variato dal datore di lavoro, con l’autonomia e le risorse che gli erano state promesse solo pochi mesi fa. E il prossimo, non posso escluderlo, potrebbe essere Luciano Spalletti a fine campionato, anche se di buono c’è che nessuno lascia la strada che sta percorrendo se prima non ne ha trovata una migliore. Al proposito ad occhio e croce, non credo che Walter Sabatini resterà a lungo con le mani in mano, a meno che non vi siano anche ragioni personali che ignoro.
Non sono preoccupato né tantomeno sorpreso, perché certe cose le avevo capite, metabolizzate e spiegate da tempo, le ultime nel precedente editoriale-intervista con Marco Castelli.
Il colosso Suning, perché, badate bene, di colosso si tratta, al momento non ha alcuna intenzione di liberarsi dell’Inter, ma semplicemente di gestirla secondo canoni molto poco italiani.
Di italiano finora ci sono state solo le tante fregnacce raccontate, compresi l’hashtag #interiscoming e lo slogan ‘Andiamo a Comandare’, sfoderati da un rampollo di 27 anni, Steven Zhang senza, al momento, alcun reale potere di incidere sulle decisioni verticistiche del ricchissimo papà Zhang Jindong, che non ha fino ad oggi mai pensato all’Inter come alla più inmportante delle tue aziende.
Il nuovo criterio con cui far camminare l’Inter è quello dell’autofinanziamento, in uso in molti club italiani ed europei. E non ci sarebbe niente di male, se questo fosse stato detto fin da subito, rinunciando a esternazioni pubbliche con cui si sono presi per il culo non solo i tifosi dell’Inter ma anche addetti ai lavori del calibro di Walter Sabatini e Luciano Spalletti. E prima di loro Roberto Mancini, che probabilmente ci aveva visto lungo.
Noi italiani, reduci dai gloriosi tempi morattiani e berlusconiani, fatichiamo a digerire il criterio dell’autofinanziamento. Negli ultimi anni questa strada è stata percorsa per certi versi anche dalla Juventus, che però nel frattempo ha avuto uno stadio tutto suo e un progetto tecnico con dirigenti, allenatori e giocatori che non sono durati lo spazio di una stagione. E non a caso la Juventus sta raccogliendo da tempo ottimi frutti.
Walter Sabatini sarebbe stato l’uomo giusto anche per questa idea di fare calcio. Come in ogni campo della vita basta essere chiari e operare di conseguenza, senza cambiare idea ad ogni refolo di vento. Ce ne saremmo fatti tutti una ragione. Io me la sono fatta da tempo e continuerò ad amare l’Inter anche come comprimaria e non come protagonista del calcio che conta. In fondo la seguo quotidianamente e professionalmente da 30 anni con lo stesso entusiasmo, anche quando mi fa incazzare.
Magari si rinunci in futuro a certa propaganda da Campagna Abbonamenti, alla quale già provvedono certi tifosi con l’anello al naso che fanno Comunicazione e non certo Informazione sui tanti siti para-nerazzurri e, meglio ancora, si evitino le bufale sull’inviolabile rigidità del Fair Play Finanziario o sui diktat del Governo Cinese, sulle quali vi metto in guardia da mesi.
Nessun Club al mondo, imboccando la strada legittima e meritoria dell’autofinanziamento, può diventare in breve tempo un vero Top Club. Ogni addetto ai lavori lo sa. Se l’obiettivo sarà qualificarsi sempre alla Champions League, basta saperlo. Va bene così o comunque ce lo faremo andar bene, non essendoci altre strade. Ogni tanto sarebbe opportuno dare qualche segnale concreto, al di là di certe veline o comunicati. Uno per esempio potrebbe essere il rapido riscatto di Joao Cancelo, visto che a quanto mi dicono alla finestra per capire cosa intendiamo fare ci sia pure la Juventus.
Insomma, cara Suning, prendi una strada e mantienila.
Io resto interista comunque, con la stessa passione di ieri, oggi e domani. Anzi, forse di più, proprio perché manca a chi sta a 8.000 km di distanza e mica si fa impressionare da 70.000 persone a San Siro, visto che a Nanchino le vedono più o meno ogni giorno in una qualsiasi fermata della metropolitana".
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