Gazzetta - Ecco come si diventa Paratici
Gazzetta parla di Fabio Paratici, il d.s. campione d’Italia, con Inzaghi è cresciuto. Famiglie amiche, vacanze insieme, stessa passione per la crema di nocciola, appunto, oltre che per la pasta e il parmigiano, nel caso del d.s. della Juve. Ma carriere separate. Perché Inzaghi è diventato un goleador, mentre Paratici si è tolto le scarpe da calcio a Brindisi e non le ha più messe. Aveva 31 anni, come giocatore non era un talento, i talenti però amava scovarli, i suoi taccuini valevano oro e Beppe Marotta se n’è accorto subito. Paratici è nato direttore sportivo, da giovane andava in giro cercando di far conciliare i suoi viaggi di piacere con i tornei Under 20 o gli Europei.
Studiava i giocatori, prendeva appunti per verificare negli anni se ci aveva visto giusto definendoli talenti o almeno elementi interessanti. Marotta ha portato con sé Paratici alla Samp come osservatore e non se n’è più separato. Sposato con Roberta, piemontese di Mondovì, ha due figli, Lorenzo e Edoardo. Nel cassetto un diploma da ragioniere, nel passato una famiglia normale. Per rilassarsi una volta l’anno va in posti lontani, anche se non riesce a staccare il telefono, e d’estate quando può accompagna la moglie ad Alassio. Hobby conosciuti zero, Paratici non è tipo da campi di golf e mondanità, gli amici d’infanzia lo vedono poco ma lo ricordano tale e quale, nonostante i sei scudetti. Paratici è l’alter ego invisibile del mediatico Marotta e difficilmente si espone. Lo hanno cercato in tanti, dal Milan al Psg, però nessuno è ancora riuscito a stanarlo dalla casa in centro a Torino, o a convincerlo a separarsi dall’uomo che gli ha insegnato il mestiere.
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