Garanzini: "La Juve del dopo Tevez"
Gigi Garanzini su La Stampa parla della Juve del dopo Tevez: "Dopo due stagioni irreprensibili, e 50 gol che il loro posto l’han tenuto, Tevez ha dunque ricominciato a fare il Carlitos. O viceversa. Un mix di irresolutezza e di capricci, un tira e molla che all’inizio aveva avuto la sua brava matrice romantica – la nostalgia del Boca – e poco alla volta ha assunto altri contorni. Poiché la Juve conosce i suoi polli e sa che Tevez ha probabilmente già deciso per l’Atletico Madrid, ha bloccato Mandzukic prefigurando uno scambio di cui resterebbero da fissare i conguagli. Ma ha fretta di sapere, anzitutto perché sul mercato è abituata a giocare d’anticipo: poi perché se davvero qualcuno andrà all’assalto di Vidal e/o Pogba, e l’offerta si rivelerà irrinunciabile, è bene decidere sin d’ora in che reparto reinvestire. Tenendo magari – a sua volta – il croato in standby e mirando più su. Molto più su, visto che c’è già un accordo con Cavani. Mentre il Paris Saint-Germain attende una mossa, in uscita, di Ibrahimovic e sogna quella, in entrata, nientemeno che di Cristiano Ronaldo. Restando alla Juve, il sostituto di Tevez è arrivato per tempo e si chiama Dybala. Tecnicamente lo vale già oggi, in prospettiva può andare anche oltre. Ma può patire il salto, almeno inizialmente, per questo la coppia di partenza potrebbe essere Morata-Mandzukic. Con Zaza o Berardi come alternativa ulteriore.
Se parliamo di campionato, pur con le pruderies del cosiddetto nuovo Milan e in attesa di capire dove finisce mister Bee e dove ricomincia mister B, ce n’è da vendere. Ma se parliamo invece d’Europa, questo sarebbe stato lo scenario di fine aprile, prima di eliminare il Real Madrid e di giocarsela con molta dignità e persino qualche rimpianto col Barcellona. Adesso, in questa nuova dimensione, è inevitabile provare ad alzare l’asticella. E una volta deciso di stare alla finestra per vedere come se la cava la Roma con Nainggolan, tanto vale tenerla ancor più aperta per seguire gli sviluppi tra il Napoli e Higuain.Qui va a gusti, si capisce. Se do retta ai miei, per quel niente che valgono, Higuain è di quei pochissimi che un bel po’ di partite le risolvono da soli, anche quando la squadra non funziona: figurarsi quando funziona alla maniera della Juve. Non ha un buon carattere, è egoista, e andrebbe messo a contratto che non può battere i rigori: ma da punta centrale trascinante ha ben pochi eguali. Non sarebbe automatica, in partenza, né la coabitazione con Morata né con Dybala perché nascono centravanti tutti e tre, e capita che la duttilità finisca per confliggere con la vocazione. Con il suo arrivo, tra l’altro, un esterno di bel piede che si accentra come Berardi sarebbe di gran lunga preferibile a un’altra punta centrale, che pure sa svariare, come Zaza. C’era una volta il (presunto) menu da 10 euro. Dovunque sia a godersi le vacanze, il conte Max sfoglia con aria distratta quello da 100. E sta cominciando a pensare di ordinare alla carta".
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

