Caliandro: "Non penso che la Juve debba fare qualcosa sul mercato, salvo qualche uscita clamorosa"
Il procuratore Francesco Caliandro ha parlato della prossima finestra di mercato ai microfoni di Tmw. Ecco le sue parole:
"Vorrei che le squadre lavorassero con il gruppo su cui hanno puntato in estate. Le big dovrebbero essere programmaticamente a posto. Non penso che la Juventus debba fare qualcosa, salvo qualche uscita clamorosa. Al Milan non credo che i problemi siano legati a giocatori, allenatore e società: vanno ricercati altrove, il club è di rilievo e i giocatori pure. Al Milan, deve esserci voglia di pensare solamente al calcio. L'Inter invece sta rispettando i suoi programmi, non le si può dire nulla. Un po' fatica la Lazio, che ha un rendimento diverso pur non avendo fatto grandi stravolgimenti: lo staff però è importante e il direttore sportivo sa cosa serve per riprendere il percorso. Ma si gioca sempre contro un avversario, la squadra perfetta non esiste".
Su Miccoli: "Perchè ha deciso di lasciare il Birkirkara? Per due motivi particolari e concomitanti. Fabrizio voleva tornare e ha colto la palla al balzo con l'allontanamento del mister Tedesco, l'unico che lo ha voluto e ha lasciato il Birkirkara in una posizione di vertice. Era un modo per dire a se stesso: «non smetto perché sono finito, ma prima lascio una squadra ai vertici della classifica». L'addio è stata una rivincita verso se stesso e un atto di rispetto nei confronti della sua famiglia, che per vent'anni non l'ha vissuta. Miccoli agente seguendo le mie orme? Oggi gli auguro di fermarsi un attimo e godersi le vacanze di Natale. Poi potrà interfecciarsi con chiunque e pensare al futuro".
"Si parla di alcune presunte procure pilotate da determinati club? Discorsi che vengono alla luce perché parliamo di un mondo dove le notizie viaggiano in maniera accelerata - ha aggiunto Caliandro -. Questo fenomeno però non deve essere solo confinato al calcio. Purtroppo ci sono delle cose che non vanno e andrebbero sicuramente riviste. Ci sono degli organi preposti, deputati alla verifica di determinati accadimenti. Sicuramente è una vergogna, mi dà il senso di quello che esprimiamo a trecentosessanta gradi: non siamo capaci di avere quello che meritiamo per le nostre capacità, ma quello che vogliamo lo dobbiamo ottenere a qualsiasi costo calpestando diritti di famiglie, imprenditori e professionisti vari".
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