Gli X Factor della finale

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di Fabio Moretti
Spagna e Argentina si sfidano nella finale del Mondiale. La Roja cerca il secondo titolo, l'Albiceleste punta al bis consecutivo.

L'attesa è finita. Al MetLife Stadium di East Rutherford, alle porte di New York, Spagna e Argentina si contenderanno il titolo mondiale in una finale mai disputata nella storia della Coppa del Mondo, da una parte la Roja, che sogna di tornare sul tetto del mondo sedici anni dopo il trionfo del 2010; dall'altra l'Albiceleste, campione in carica, a caccia di un'impresa riuscita finora soltanto a Italia e Brasile: vincere due Mondiali consecutivi, ne parla ampiamente il Giornale.

De la Fuente e Scaloni, la sfida dei due condottieri

La finale metterà di fronte anche due commissari tecnici che hanno costruito il successo delle rispettive nazionali con idee chiare e una gestione equilibrata del gruppo, Luis De la Fuente punta a completare una straordinaria doppietta Europeo-Mondiale, seguendo le orme di Vicente Del Bosque. Lionel Scaloni, invece, vuole entrare definitivamente nella leggenda diventando il primo allenatore dopo Vittorio Pozzo a conquistare due Coppe del Mondo consecutive,  i due tecnici, entrambi ex terzini, sono legati anche da un rapporto di stima reciproca: Scaloni, infatti, in passato ha partecipato a un corso tenuto proprio dal ct spagnolo.

La Spagna arriva più fresca

Sul piano atletico la Roja sembra avere un piccolo vantaggio, l'Argentina ha infatti disputato due gare terminate ai tempi supplementari durante la fase a eliminazione diretta, accumulando un'ora di gioco in più rispetto agli avversari,  De la Fuente ha trovato una formazione titolare ormai consolidata, ricorrendo sempre agli stessi cambi senza che i suoi uomini abbiano mostrato particolari cali fisici. Diverso il percorso dell'Albiceleste, cresciuta nel corso del torneo ma costretta a spendere molte energie nelle sfide più combattute, in una finale che potrebbe protrarsi oltre i novanta minuti, la condizione atletica potrebbe rivelarsi un fattore decisivo.

Difesa, numeri che sorridono alla Roja

Uno dei punti di forza della Spagna è stata la solidità difensiva, la squadra di De la Fuente ha incassato appena un gol in tutto il torneo, affidandosi alla maturità di Laporte e Cucurella e alla sorprendente crescita del giovanissimo Pau Cubarsí, già protagonista assoluto nonostante l'età, l'Argentina può invece contare sull'esperienza di quattro campioni del mondo in carica, ma il rendimento difensivo è stato meno convincente. L'Albiceleste ha infatti subito gol in tutte le gare della fase a eliminazione diretta, dimostrando qualche difficoltà nel mantenere la porta inviolata contro avversari di alto livello.

Una finale che vale la storia

Le motivazioni non potrebbero essere più alte, la Spagna cerca il secondo Mondiale della propria storia, sedici anni dopo il trionfo in Sudafrica, l'Argentina, invece, punta al quarto titolo iridato, che le consentirebbe di raggiungere Italia e Germania nell'albo d'oro della competizione, per Scaloni sarebbe anche il coronamento di un ciclo straordinario iniziato con la vittoria in Qatar e proseguito con un gruppo capace di confermarsi ai massimi livelli.

Tutto è pronto per il grande spettacolo

L'equilibrio tra le due squadre lascia immaginare una finale combattuta fino all'ultimo minuto, la qualità tecnica della Spagna contro la solidità e il carattere dell'Argentina promettono uno spettacolo degno dell'ultimo atto del Mondiale.

Novanta minuti, o forse qualcuno in più, per decidere chi entrerà definitivamente nella storia del calcio mondiale.