Ventura: "Napoli, Mazzarri aveva creato confusione. Calzona? Una rondine non fa primavera"

01.03.2024 18:00 di Alessandra Stefanelli   vedi letture
Ventura: "Napoli, Mazzarri aveva creato confusione. Calzona? Una rondine non fa primavera"
TuttoJuve.com
© foto di Carlo Giacomazza/TuttoSalernitana.com

“Credo che al Toro manchino un po’ di punti, per colpa sua e non solo. Sostengo che il Torino abbia la squadra più forte da quando Cairo è presidente, è evidente che sia la società abbia l’ambizione di centrare l’Europa. La squadra è assolutamente competitiva e ha avuto defezioni che l’hanno penalizzata. Ma Sanabria-Zapata sono due punte che in Italia, tranne le prime tre o quattro, nessuno ha nel potenziale. Bellanova sta crescendo in maniera esponenziale, Ricci, Tameze... tutti giocatori di potenzialità enorme. Per me sono leggermente in ritardo in classifica, hanno poco margine d’errore dopo aver buttato via diversi punti”. L'ex ct dell'Italia e tecnico granata Gian Piero Ventura analizza così la stagione del Torino, nella chiacchierata con Tuttomercatoweb.com.

Intanto il Napoli ha vinto la sua prima gara con Calzona.
“Passare dalla stagione straordinaria dell’anno scorso a questa, è stato difficile. L’anno è iniziato con tanti problemi, l’arrivo di Garcia non è stato accettato e quello di Mazzarri ha creato un po’ di confusione. Non per colpa di Walter, ma perché non c’era l’abitudine a giocare nella maniera in cui il Napoli voleva. Calzona sembra ver risolto questa confusione, ma aspetterei a dirlo. Ora ci sono due gare, Juventus e Torino, di alta difficoltà. Una con la seconda in classifica, una contro la squadra con cui si è toccato il punto più basso della stagione. Ero a vedere Torino-Napoli, i partenopei erano assolutamente demotivati e passivi. Tutto il contrario di quanto visto col Sassuolo, dove sembrava avessero ritrovato il gusto di giocare insieme e divertirsi. Questo è il segnale più importante, però una rondine non fa primavera. Aspettiamo queste due gare per capire se il Napoli è tornato o se dovrà soffrire fino alla fine”.

A Salerno invece è stato scelto Liverani, terzo tecnico della stagione. Ma la classifica piange.
“Questa stagione ormai è indirizzata, non penso sia possibile un recupero, anche se glielo auguro. Perché nel calcio non si inventa niente, se non c’è programmazione diventa un problema. La Salernitana si è salvata negli ultimi due anni per il rotto della cuffia e con grandissime sofferenze, avrebbe dovuto iniziare un percorso di programmazione che però non viene fatto solo attraverso grandi investimenti. La Salernitana è partita quest’anno con una squadra sotto al livello medio della Serie A, con molto stranieri che non avevano mai fatto il nostro calcio. I segnali erano abbastanza chiari, era impensabile che potessero ripetere di nuovo un miracolo. Quando ti vanno bene due annate così non devi forzare la buona sorte, ma devi avviare programmazione tecnica. E questo è stato fatto poco o quasi niente. Già Sousa lo vedevo con grande difficoltà, diceva lui stesso che non erano competitivi. Il campo poi ha dimostrato che la Salernitana qualitativamente è in difficoltà. Per cui auguro il meglio alla piazza, ma è veramente difficile che esca sana e salva quest’anno”.

Chiudiamo con l'Italia. Con Spalletti sta nascendo una nuova squadra. Potrà ripetere la vittoria dell'Europeo?
“Non faccio il cartomante per cui non lo posso sapere (ride, ndr). L’augurio lo faccio a Luciano, ha buon materiale umano. Forse c’è un po’ di carenza davanti, Immobile inizia ad avere 34 anni, Belotti per un certo periodo l’abbiamo perso, Scamacca lo sta aspettando. Manca qualcosa davanti, per il resto c’è stata una grande fioritura di giocatori interessanti. Ragazzi come Bellanova, Calafiori, hanno potenzialità importanti su una base già importante. Ci sarà da scegliere il modulo, ma il materiale c’è. Speriamo da qui agli Europei sbocci qualcosa perché la voglia di Spalletti di essere protagonista, di far calcio e portare l’Italia di nuovo ai vertici è enorme. Ed è l’augurio di tutti noi”.