"Tu non sei qui per stare bene": il clamoroso retroscena di Ibrahimovic su Moggi
Zlatan Ibrahimovic ha giocato per due anni alla Juventus e spesso ha parlato di come quell'esperienza lo abbia formato nella mentalità vincente. Arrivato a Torino nell'estate del 2004 dall'Ajax, lo svedese si è ritrovato catapultato in un ambiente spietato ed esigente, dove la vittoria non era semplicemente un obiettivo stagionale, ma l'unica opzione contemplata nel DNA della società.
Il duro confronto con Moggi nel centro sportivo
Durante un'interessante chiacchierata organizzata da EA Sports, in compagnia di due leggende del calibro di David Beckham e Zinedine Zidane, lo svedese ha raccontato un aneddoto emblematico riguardante il suo periodo in bianconero: "Zizou ha giocato nella Juventus. Ha giocato e sa che la mentalità lì è... ricordo una storia, eravamo nella doccia e ci stavamo lavando, e ricordo che l'acqua usciva dalla doccia e sono andato da Moggi e gli ho detto: Moggi ma questa struttura di allenamento non è al livello della Juventus. E lui ha detto: Ricorda, tu non sei qui per stare bene, sei qui per vincere. E ho capito molto in fretta che se non vincevo lì, non sarei rimasto lì. Quindi ogni volta che vincevo, non ero mai soddisfatto, stavo sempre cercando la prossima vittoria. Ma il mio problema era che non mi godevo la vittoria quando vincevo. Mi rendeva ancora più affamato di vincere ancora. E se mi chiedi se oggi mi godo ciò che ho vinto, non sono sicuro, perché sono ancora quella persona che vuole di più".
Una fame insaziabile che dura ancora oggi
Quella risposta secca e diretta da parte dell'allora direttore generale bianconero fu una vera e propria rivelazione per il giovane Ibrahimovic. In quel momento comprese che il comfort personale e le strutture secondarie passavano del tutto in secondo piano di fronte al vero e unico dogma del club: alzare trofei.
Questa mentalità ha plasmato in maniera indelebile tutto il prosieguo della sua carriera in giro per l'Europa, trasformando il concetto di vittoria in un'ossessione viscerale. Ancora oggi, a distanza di anni e con un palmarès sterminato, lo svedese riconosce di portare dentro di sé quell'impronta indelebile che non gli permette mai di appagarsi dei successi ottenuti.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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