Terrore per Mancini a Doha: "Ho sentito 5-6 esplosioni, speriamo bene"
Il mondo resta con il fiato sospeso per l’escalation del conflitto in Medio Oriente. Dall’offensiva congiunta di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, alla contromossa di Teheran che alimenta paura e un bilancio delle vittime in crescita, con esplosioni e attacchi aerei. Una spirale di violenza che non risparmia nemmeno il mondo dello sport.
Nelle ultime ore a vivere in prima persona il terrore della guerra è stato Roberto Mancini. L’ex ct dell’Italia, oggi alla guida dell’Al-Sadd, si è ritrovato nel cuore del Qatar, paese direttamente coinvolto dalle tensioni regionali. Ore di forte apprensione, segnate da momenti di grande paura per la vicinanza dei combattimenti e per l’esplosione di missili avvertita nella capitale Doha.
Intervistato dal Tg1, Mancini ha raccontato la situazione: “Ha cominciato a suonare l’allarme del telefono, con messaggi in arabo, e ho sentito 5-6 esplosioni. Eravamo in chiesa per la funzione religiosa quando sono scattati gli allarmi e ci è stato ordinato di tornare immediatamente nelle proprie abitazioni e di non uscire”.
Poi la preoccupazione dei familiari: “Mi ha chiamato mia mamma, era in ansia. Per il momento può stare tranquilla. Nei giorni scorsi, vedendo il dispiegamento di forze nel Golfo, pensavamo potesse accadere qualcosa, ma speravamo che la diplomazia avesse la meglio. Speriamo bene”. Sui social, il tecnico ha condiviso alcuni video per testimoniare quanto sta accadendo.
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