Svolta tattica, serve Conceiçao, caso Yildiz
La svolta di Spalletti: dentro Conceiçao, cambia tutto
Il momento chiave arriva nella ripresa. Fuori Miretti, impreciso e fuori fase, dentro Conceiçao. McKennie si accentra sulla trequarti e lo scenario cambia radicalmente.
Il Benfica si sbilancia, la Juve riparte con il doppio della velocità. Thuram cambia gioco, Conceiçao attacca la profondità, McKennie arriva a rimorchio. Prima l’avviso, poi i colpi decisivi: Thuram apre le marcature, McKennie raddoppia, sempre su assist di David, prezioso nel lavoro spalle alla porta.
Finale thriller: rigore sbagliato e sospiro di sollievo
Nel finale Bremer rischia di rovinare tutto con un intervento ingenuo su Barreiro: rigore. Pavlidis scivola sul dischetto e manda alto. Game over. Senza troppi meriti, ma con grande freddezza, la Juve porta a casa una vittoria che pesa.
Le indicazioni: leader, ruoli e nodi da sciogliere
Spalletti incassa i tre punti e diversi segnali positivi: David seconda punta ideale, da esaltare con un vero 9 d’area, McKennie molto più efficace tra le linee che largo, Locatelli leader totale, versione tuttocampista, Thuram ritrova le sue discese devastanti.
Resta il caso Yildiz: talento enorme, ma spentosi alla distanza. Forse stanco, forse ancora in cerca di identità. Non è Zidane né Platini: è più vicino a Del Piero. E allora, come Ale, dovrà crescere nei numeri e nel gol. Il potenziale non si discute, la maturità sì.
La Juve riparte da qui: imperfetta, ma viva. E in Europa, finalmente, fa paura. Questo secondo Gazzetta.
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