Stramaccioni: “Spalletti ha le idee chiare, ma il carattere non è allenabile”

Stramaccioni: “Spalletti ha le idee chiare, ma il carattere non è allenabile”TuttoJuve.com
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di Benedetta Demichelis
Juventus fuori dalla Champions: Stramaccioni analizza i limiti caratteriali dei bianconeri e indica la necessità di leader per ripartire

La Juventus dovrà necessariamente ripartire dopo una stagione al di sotto delle aspettative e senza la qualificazione alla prossima Champions League. Un risultato pesante, sia dal punto di vista economico che sotto l’aspetto dell’immagine, che costringerà la dirigenza bianconera a fare profonde riflessioni sul futuro. In estate serviranno interventi mirati sul mercato, ma soprattutto giocatori di personalità, capaci di reggere la pressione e trascinare il gruppo nei momenti più complicati della stagione. Non basteranno soltanto qualità tecniche e fisiche: servirà carattere, leadership e mentalità vincente, elementi che troppo spesso sono mancati nel corso dell’annata.

Di quanto fatto dalla Juventus in stagione ha parlato Andrea Stramaccioni dagli studi di Dazn, soffermandosi in particolare sull’aspetto mentale e caratteriale della squadra bianconera, ritenuto decisivo per competere ad alti livelli e raggiungere obiettivi importanti.

Le parole di Stramaccioni sulla Juventus

“Io credo che Spalletti abbia le idee chiarissime da questo punto di vista e sono degli elementi che giustamente il mister ha analizzato i calciatori, c’è l’aspetto tecnico, l’aspetto tattico e l’aspetto fisico ma quello caratteriale è il meno allenabile. Meno allenabile. Lui giustamente dice quando: ‘sei la Juventus, quando sei l’Inter, quando sei il Milan, quando sei a Napoli hai bisogno di giocatori con quel DNA per raggiungere determinati obiettivi’. La Juventus nella gestione Spalletti lascia dei punti in casa. Io ricordo adesso, magari a memoria non tutti, Lecce, Sassuolo, Verona lascia dei punti pesanti in casa con partite dominate, con errori banali e queste cose alla fine lui ha parlato dei rigori, ma ovviamente è il gesto tecnico, io parlo proprio dell’andamento della gara appunto queste sono le cose che alla fine fanno la differenza fra qualificarsi, magari in Champions o no”.

L’analisi dell’ex allenatore mette quindi in evidenza un aspetto ben preciso: la Juventus ha mostrato limiti soprattutto nella gestione mentale delle partite. I bianconeri, infatti, hanno spesso dominato diverse gare senza riuscire però a chiuderle o a gestire i momenti decisivi, perdendo punti fondamentali soprattutto davanti al proprio pubblico. Un problema che, alla lunga, ha inciso in maniera determinante sulla corsa ai primi posti e sulla mancata qualificazione europea.

Adesso il club dovrà ricostruire partendo da basi solide e da calciatori in grado di affrontare la pressione di una piazza che pretende risultati immediati. La prossima stagione rappresenterà quindi un passaggio cruciale per il futuro della Juventus.