Spalletti chiede di anticipare, non di reagire
Juventus, Spalletti dopo il ko di Cagliari: «Serve più furbizia e qualità nelle giocate individuali»
Luciano Spalletti analizza la sconfitta della Juventus contro il Cagliari e va oltre il semplice risultato. Per i bianconeri si tratta della seconda sconfitta stagionale sotto la sua gestione, dopo quella di Napoli a dicembre, un passo falso che complica la corsa alla Champions League e allontana ulteriormente l’Inter, ora a +10 in classifica.
All’Unipol Domus la Juventus ha controllato il gioco e il possesso palla, concedendo una sola vera occasione agli avversari, ma tanto è bastato per uscire dal campo senza punti. Un ko difficile da digerire per Spalletti, che però invita a non perdere lucidità.
Spalletti: «Non meritavamo di perdere, ma dobbiamo essere più furbi»
«Probabilmente non abbiamo meritato la sconfitta – ha spiegato il tecnico della Juve – ma il Cagliari è stato bravo e intelligente a sfruttare un episodio, nato da una punizione deviata. Quel fallo si poteva evitare, perché così ci siamo portati il pallone in area».
Spalletti difende la prestazione dei suoi, ma individua anche cosa è mancato: «Dobbiamo continuare su questa strada, perché la prossima volta potrebbe funzionare. Forse avremmo dovuto muovere il pallone più velocemente al limite dell’area, cercando il tiro da fuori invece di andare sempre al cross. E quando si crossa, bisogna farlo meglio».
Yildiz promosso, ma manca cattiveria sotto porta
Il tecnico bianconero sottolinea come la Juventus abbia neutralizzato quasi tutte le ripartenze del Cagliari: «Abbiamo soffocato ogni loro tentativo, loro sono stati anche un po’ fortunati. Nel calcio succede».
Buona la prova di Kenan Yildiz, nonostante qualche difficoltà fisica: «Secondo me ha giocato una buonissima partita, anche se era un po’ influenzato. È stato sfortunato in alcune occasioni, ma deve continuare a fare le stesse cose».
A pesare, però, è l’assenza di conclusioni dei centravanti: Jonathan David e Lois Openda non sono mai riusciti a calciare in porta. «Andavano aiutati con più velocità nello sviluppo dell’azione e con qualità superiore. Serviva meno frenesia e più rispetto dei ruoli».
La metafora di Spalletti: «Bisogna anticipare, non reagire»
Spalletti usa una delle sue immagini più evocative per spiegare il momento: «I colori li sento e la musica la vedo qualche volta. Bisogna anticipare quello che accade, non reagire: la reazione è sempre passato».
Non manca una critica al ritmo spezzettato della gara: «C’è il problema dei giocatori che restano a terra troppo spesso. Succede 10-15 volte a partita: non è solo il recupero, è l’intensità che si perde».
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