Non serve un bomber da 20 gol?

Non serve un bomber da 20 gol?TuttoJuve.com
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di Massimo Pavan
Non serve necessariamente un bomber da 20 gol

palletti non sembra ossessionato dalla ricerca del singolo centravanti capace di garantire venti reti.

L'obiettivo è distribuire maggiormente la produzione offensiva: "Io penso che siamo andati ad aquistare dei calciatori che nella loro somma riusciranno a superare quei numeri. Non è importante averne uno che fa 20 gol".

Il tecnico cita Kolo Muani, capace di riempire l'area pur senza essere il classico centravanti statico, e sottolinea le potenzialità realizzative di Alajbegovic. Anche Ekhator possiede alcune delle caratteristiche fisiche che potrebbero servire.

L'idea è costruire una Juventus nella quale il gol non sia responsabilità esclusiva del numero nove.

Con l'Europa League, inoltre, Spalletti sa che dovrà ruotare molto: giocare giovedì e domenica renderà difficile affidarsi continuamente agli stessi uomini.

Prima migliorare, poi guardare gli altri

Anche sul mercato Spalletti mantiene la stessa impostazione. Circati viene riconosciuto come un giocatore di prospettiva e potenzialmente interessante per tanti club, ma non rientra nelle operazioni sulle quali la Juventus sta lavorando adesso. La rosa è già numerosa e le priorità sono state individuate.

È un altro indizio della filosofia scelta per questa fase.

La Juventus non deve inseguire qualsiasi nome e nemmeno farsi trascinare dalle polemiche. Deve capire cosa le manca e migliorare ciò che già possiede.

Persino il lavoro di Darren Burgess rientra in questa costruzione: Spalletti ne sottolinea tanto la competenza professionale quanto il peso delle sue indicazioni nella gestione della squadra.

Contro l’Inter conta soprattutto essere Juventus

Il derby d'Italia rimane una partita particolare anche ad agosto. Il caso Bastoni può aumentare ulteriormente la temperatura e sugli spalti certe vicende difficilmente vengono archiviate con la stessa velocità con cui può farlo uno staff tecnico.

Spalletti ha però scelto di non guardarsi indietro.

Vuole una Juventus che utilizzi l'Inter per capire quanto è cresciuta, non per regolare vecchi conti. Una squadra compatta, aggressiva e capace di aggiungere continuamente qualcosa al proprio calcio.

Chelsea è stato un esame superato. L'Inter rappresenta quello successivo, oggi da affrontare con l'attacco che fino ad ora non ha segnato tantissimo ma che per Spalletti può andare bene.