Roma, Gasperini: “La rimonta della Juventus? Se si vuole giudicare la partita solo su…”
Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Genoa. Ecco le sue parole riprese da Tmw:
La situazione degli infortunati?
"È evidente che, se contiamo sempre Dovbyk e Ferguson, siamo davvero in una situazione difficile. Dovbyk è fermo da tanti mesi, e infatti è stato fatto l’intervento; se va tutto bene, potrebbe rientrare a fine aprile, inizio maggio. Quindi non possiamo continuare a considerarlo tra gli assenti. Lo stesso vale per Ferguson a questo punto, perché probabilmente finirà la stagione qui ed era stato operato alla caviglia, quindi non avrà più tempo di recupero neanche alla fine. Quindi questi ormai sono depennati dalla lista. Gli altri sì, sono quelli che abbiamo in questo momento titolari fuori: c'è Malen, c’è Vaz, c’è Venturino, ci sono altri, abbiamo recuperato El Shaarawy, Pellegrini, cioè è chiaro che abbiamo i numeri per continuare a giocare, anche come del resto abbiamo fatto fino adesso, perché se non parliamo di giocatori, a parte Soulé, che è fermo da qualche settimana, tutti gli altri ci sono stati molto poco".
Tante diagnosi inizialmente errate da parte dello staff medico, c'è qualche problema di comunicazione?
"No, ma sarebbe presuntuoso da parte nostra parlare di medicinaz, è un argomento sul quale possiamo competere con dei medici che comunque sono dei professionisti da tempo. È vero che quest’anno si sono dovuti confrontare con dei casi molto limiti, no? Cioè cominciare da Ferguson che si è presentato, che è arrivato dopo un anno che ha avuto un intervento, delle grosse difficoltà iniziali a recuperare con poche partite che aveva giocato l’anno scorso, ha avuto un ottimo periodo mi pare intorno a dicembre, e poi dopo c’è stata questa ricaduta, ma era già un caso molto difficile. Poi c’è stato il caso di Angelino, ci sono state adesso questa situazione, c’è stata quella di Bailey, c’è stata quella di Dovbyk, adesso di Dybala, indubbiamente sono dei casi non frequenti nel calcio, perché poi non sono neanche muscolari, son tutti un po’ particolari, ognuno diverso dall’altro. Sicuramente per la squadra dover rinunciare per tanto tempo a questi giocatori sicuramente è pesante. Comunque, nonostante questo, siamo arrivati fino a qui, continuiamo a andare avanti con tutti i migliori propositi".
Ci racconta della cena con Totti? Avete parlato di un possibile ruolo come direttore tecnico?
"Non sono nella condizione di proporre di queste situazioni, io è otto nove mesi che sono a Roma, non mi ero mai incontrato con Totti, non è un argomento che ho tirato fuori io. È venuto fuori un mese fa, non da parte mia, e anche quella… No, ma anche sul ruolo, sul centenario e su quale ruolo, è stata una cosa che da oltre un mese io vengo qui a fare le conferenze e voi mi chiedete di Totti. Dopodiché c’era questo discorso della cena, ho detto: "ma facciamo la sta cena" e penso che, senza voler mettere in difficoltà nessuno, mi sembra proprio una cena normalissima dove abbiamo parlato di calcio, basta, perché di questo dobbiamo parlare. Devo dire, a me piace anche molto come parla di calcio, uno molto diretto, che ha, come tutti i grandi campioni, delle misure e delle angolazioni molto, molto dirette e anche molto alte quando si parla di giocatori, di squadra, così. Sicuramente piacevole per me che sono sempre molto incuriosito da chi ha delle capacità particolari".
Malen è ancor più fondamentale adesso, cosa si aspetta da Robinio Vaz? Ce lo possiamo aspettare maggiormente impiegato nelle prossime partite?
"Non si possono fare previsioni sulle partite. Adesso entriamo in una fase di partite tutte determinanti, tutte importanti, dove si gioca in modo ravvicinato, dove è importante il campionato, sarà decisiva l'Europa League e in una settimana ci giochiamo l'opportunità almeno di andare avanti in Europa League, che è una competizione importantissima. Quindi dobbiamo affrontare mentalmente questi due prossimi turni e lì giochiamo mezzo campionato che sta diventando decisivo in partite e in partite. Quindi, studiamo prima non solo con la linea, perché poi quando giochi la partita ti ritrovi durante la gara, oltretutto dobbiamo, tendiamo a vedere cosa fare, oltretutto abbiamo degli infortunati, speriamo non ci tocchino più altri infortuni o anche piccoli infortuni che poi fanno saltare qualche partita. Veramente bisogna guardare tutto quello che c'è di volta in volta e quelle reazioni come reazione, partita, che sono successive ad altre partite, nelle scorse settimane, si sono rimessi giocatori che recuperano, stanno molto bene, dei giocatori che magari possono giocare di più e poi sono magari hanno necessità di fare determinazione, bisogna utilizzare tutta quanta la rosa che, questo è in questo momento l'alternativa di Malen, e abbiamo già parlato, ma sai che questo ragazzo ha un'occasione in ogni situazione e poi so che, giocando così, la crescita, bisogna metterli via nitidamente, quanti, quindi però, come, quando, dove, lo vediamo giocando".
A che punto è la Roma rispetto alle rivali nella lotta Champions? Angelino quando può tornare a disposizione?
"Sicuramente sta meglio, sicuramente si sta allenando, sta acquisendo sempre più capacità, però poi la capacità di prestazione non lo so, negli ultimi tempi è sicuramente migliorato, ma ha avuto un periodo che era fuori completamente, fermo completamente, quindi lo vediamo. Sulle altre cose siamo lì a giocare con tutti, infortuni importanti li hanno avuti un po’ tutte, un po’ tante squadre. È imprevedibile questo. Il tipo di infortuni che abbiamo avuto noi poi sono stati particolari, nel senso che io ho avuto 14-15 giocatori, forse anche 16, degli highlander che hanno avuto pochissimo e soprattutto, rispetto ad altri anni, anche di natura muscolare, che sono quelli più frequenti nel calcio, sono stati veramente pochi e sempre molto brevi. Purtroppo ci sono stati alcuni, Bailey da fuori cinque mesi che è doppio da fuori, che si sommano, cioè abbiamo avuto diversi giocatori che sono stati fuori tanti mesi. Di solito magari stanno il numero lo stesso, però distribuito in pochi giocatori. Però, io continuo a guardare avanti, continuo a guardare alla partita contro il Genoa. Ci sarà il Genoa, ci sarà il Bologna, ci sarà il Como, ci sarà il Bologna, e arriviamo alla sosta con Lecce. Sono già due settimane belle, non decisive, non decisive, io continuo a ripetervi che la decisione adesso è di stare dentro, poi ad aprile e di continuare a stare dentro poi a maggio. E le cose decisive saranno a maggio, sperando di poter giocare per l’Europa e di stare dentro, l’obiettivo adesso è stare dentro".
Cosa si aspetta dalla gara di domani? Quanto influenzerà Marassi?
"Domani giochiamo a Genova. Conosco bene quello stadio pieno. Una squadra che in casa va forte, trascinata da e spinta dal pubblico. Non c'avevamo niente da fare, dobbiamo organizzare, pensare alla squadra, alla prestazione. Loro hanno 27 punti, noi ne abbiamo 51. Probabilmente vuol dire che abbiamo fatto bene, però ci sono anche delle condizioni particolari dove se arrivi con tutti questi mal di testa, con tutti questi problemi psicologici, corri il rischio che diventino ancora più alti. Dobbiamo andare a giocare una gara, dove dobbiamo arrivare forti, gara difficile come tutte quelle del nostro campionato. Guardare i loro 11, guardare i nostri, vedere cosa può succedere e cosa possiamo fare di buono, siccome ne ho fatto tante trasferte quest'anno. È una partita che vale tre punti".
La squadra ha subito più gol, ma ha anche segnato di più. Hermoso come sta?
"Oh, finalmente. Attacchiamoci a queste cose qua e quindi vuol dire che abbiamo un buon trend. Beh, sicuramente Male pesa, pesa molto bene. Però, insomma, non è che prima di Male andassero malissimo le cose, adesso sicuramente, con lui, abbiamo più potenzialità offensive in questo efficace. E quindi su questo. Ecco, questo. E l'altro mezzo bicchiere che cominciamo a cominciare a vedere. Hermoso domani no, vediamo la prossima settimana".
Tornando al 3-3 con la Juve, si è dato una spiegazione alla rimonta subita?
"Basta... Non subito tantissimo, anche dopo il 3-2, anche negli ultimi minuti finali, dopo la nostra superiorità numerica. Anche se c'è stato tutto quello, abbiamo avuto occasioni anche noi, poi c'è stato un calcio d'angolo, e poi c'è stata un'opportunità tirata due minuti alla fine dentro l'area che è finita con la cosa lì, come ne ho viste tante in questo campionato. Se poi su quello si vuole giudicare tutta quanta la partita, è normale. Basta, tutto. Cioè, non riesco a ragionare in quell'ottica. Faccio veramente fatica, però lo accetto".
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