La ricetta di Malagò: "Perso milioni di giovani. La vera sfida è ricreare appeal"
Nlla sua intervista a DAZN, il neo presidente FIGC Giovanni Malagò ha spiegato nuovamente le difficoltà del calcio italiano: "Abbiamo perso quasi sei milioni di persone nella fascia d’età tra i 18 e i 35 anni, quella che rappresenta il principale bacino potenziale per una Nazionale. Questo è dovuto sia al calo demografico sia al fatto che sempre più giovani scelgono di praticare altri sport. Nonostante ciò, il numero dei tesserati non solo è rimasto stabile, ma è addirittura cresciuto grazie all’ingresso del calcio a 5, del calcio femminile e del beach soccer".
Ma ha anche sottolineato un altro fattore: "La vera sfida è ricreare appeal, alimentando quel fenomeno emulativo che spinge i ragazzi ad avvicinarsi a uno sport. Se c’è un Sinner che vince, è più probabile che un giovane dica: ‘Voglio giocare a tennis’. Allo stesso modo, se alle Olimpiadi di Milano Cortina arrivano risultati straordinari, è naturale che gli sport invernali diventino più interessanti".
Malagò: "Stare al passo con i tempi"
"Tutto quello che serve a creare maggiore spettacolarizzazione, senza tradire quella che è la filosofia, quasi la religione dello sport, è giusto prenderlo in considerazione - ha aggiunto il presidente federale -. Però occhio a non andare troppo oltre. Chi, secondo me, ha fatto un ottimo lavoro è la pallavolo: ha creato qualcosa di spettacolare. Se ci pensi, quando è stato introdotto il rally point, con il punto assegnato a ogni azione invece del vecchio cambio palla, sembrava una rivoluzione epocale. Eppure, oggi nessuno lo metterebbe più in discussione. Per questo non sono così contrario alle novità che stanno emergendo".
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