Caso Palestra, botta e risposta Marotta-Lucci: dibattito aperto
Botta e risposta a distanza tra Beppe Marotta e Alessandro Lucci, procuratore di Marco Palestra. Al centro del dibattito di Tmw Radio l'affare sfumato con l'Inter per il giocatore. Secondo Luciano Marangon, gli accordi verbali nel calcio "oggi valgono come il due a briscola. E se una società vuole veramente un giocatore dovrebbe fare come ha fatto il Como per Nico Paz, ossia mettere sul piatto i soldi e chiudere definitivamente la trattativa" ha detto il tecnico alla trasmissione Maracanà.
La versione dei fatti
Secondo Marco Amelia, ognuno ha dato la sua versione. "L'Atalanta ha fatto bene ad accettare l'offerta, ben più ricca, e anche Palestra. La differenza era grande", ha precisato l'ex portiere. "Il compito di un procuratore non è quello di trovare la miglior soluzione per il suo assistito?", si chiede il giornalista Mimmo Cugini. "Questa operazione mancata dell'Inter è un nervo scoperto per Marotta e l'Inter, perché è diversa da quella di Lookman ma è una ripetizione di quella vissuta lo scorso anno" ha aggiunto. L'agente Beppe Galli: "L'Inter ha fatto bene a non spendere 50 milioni per Palestra. Avrebbero buttato via soldi. Se spendiamo certe cifre, lo dobbiamo fare per campioni" ha precisato il procuratore, che ha aggiunto "il procuratore fa il suo lavoro, fa il meglio per il giocatore. Palestra ha fatto un solo campionato di livello".
Sassolini di Marotta
Infine, il giornalista Michele Borrelli ha precisato: "Sull'argomento, Marotta si è fatto serio in conferenza. Si è voluto togliere dei sassolini perché è stato attaccato lui su questa operazione. Lui ieri dice che non è stupido: se fa una trattativa per limare il prezzo con il club è perché ha l'accordo con il giocatore. Poi, ovvio, arriva il Chelsea che offre di più e lui si rimangia la parola".
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