Open Var analizza il tocco di mano di Ricci nel derby: "Braccio in sagoma, decisione corretta"

Open Var analizza il tocco di mano di Ricci nel derby: "Braccio in sagoma, decisione corretta"TuttoJuve.com
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di Alessandra Stefanelli

Il tocco di mano di <strong>Samuele Ricci</strong> nei minuti di recupero del derby vinto dal AC Milan sull’Inter Milan è stato il principale episodio analizzato nella nuova puntata di Open Var su DAZN, con l’intervento di Mauro Tonolini, componente della Associazione Italiana Arbitri e della CAN A e B. In campo dirigeva Daniele Doveri, mentre in sala VAR erano presenti Rosario Abisso e Marco Di Bello.

Negli audio trasmessi dalla trasmissione si sente chiaramente Doveri spiegare la propria valutazione dell’episodio: “Petto, niente, niente, tutto naturale”. Il controllo al VAR è stato estremamente rapido — circa dieci secondi — e l’arbitro ha subito comunicato la decisione ai giocatori in campo, rispondendo alle proteste di Francesco Pio Esposito con parole nette: “Ma dove, ma sta così, sta giocando a calcio”.

Secondo l’AIA la valutazione è stata corretta. Tonolini ha infatti chiarito: “Ci ha un po’ sorpreso quello che abbiamo letto, noi non abbiamo dubbi. È un braccio che rimane in sagoma, c’è un movimento a togliere di Ricci e, se avesse tolto il braccio, il pallone sarebbe sbattuto comunque sul suo petto. Questi episodi vanno valutati in dinamica, al rallentatore si rischia di creare dubbi che non sono opportuni”.

Tonolini ha poi replicato anche alle dichiarazioni post-gara di Federico Dimarco, che aveva suggerito la necessità di una on field review: “Assolutamente no, non c’era alcuna esigenza. La linea è sempre stata coerente? Sì, lo è sicuramente. Ricordiamo il caso di Napoli-Inter dell’anno scorso, con il tocco di mani di Denzel Dumfries. Anche in quel caso c’è un tocco non punibile, perché il braccio rimane in sagoma. Senza il suo tocco il pallone sarebbe finito sul petto”.

Infine è stato citato anche l’episodio del tocco di Yann Aurel Bisseck in Inter Milan-SS Lazio nel finale dello scorso campionato, che portò al rigore del 2-2 segnato da Pedro Rodríguez. Tonolini ha spiegato la differenza: “Lì in realtà Bisseck andò a incrementare il proprio volume corporeo. Senza il suo intervento il pallone sarebbe passato. Si parla di braccio in sagoma o non in sagoma. Nel caso di Ricci il movimento è congruo, naturale, e non c’è alcun tentativo di aumentare lo spazio corporeo”.