Mutti a RBN: "Non ho mai capito perché Marotta abbia lasciato la Juve. Un consiglio a Pirlo? Non ascolti i vecchi"

13.08.2020 18:20 di  Alessandra Stefanelli   vedi letture
Mutti a RBN: "Non ho mai capito perché Marotta abbia lasciato la Juve. Un consiglio a Pirlo? Non ascolti i vecchi"
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© foto di Federico Gaetano

Ai microfoni di Radio Bianconera, nel corso di ’Stile Juventus’, è intervenuto l’allenatore Bortolo Mutti: “Il ribaltone in casa Juventus? Inatteso no, era una situazione che si percepiva, si sentiva che non c’era soddisfazione e che c’era malessere. Poi sicuramente l’eliminazione in coppa ha dato il colpo finale. L’esonero di Sarri non ha sorpreso, è stato accettato un po’ da tutti. Adesso c’è questo nuovo indirizzo con Pirlo, una figura importante sotto l’aspetto tecnico, ma quello dell’allenatore è un ruolo che devi cucirti addosso. È difficile calarti un questa realtà anche se sei stato un grande campione. Io glielo auguro, lo aspetta un grande lavoro perché per me la Juventus è una squadra un po’ da rivoluzionare e riplasmare. Ci sono tante voci e chiacchiere, vediamo cosa succederà”.

Su CR7 e Dybala: “Io non venderei nessuno dei due. Dybala ce l’ho nel cuore, lo stimo tantissimo, è duttile anche più di Ronaldo. Il portoghese ha una sua espressione definita, una grande figura atletica, Dybala è più dentro nel gioco. Ma sono due giocatori molto pesanti, averli nella tua squadra vuol dire avere personalità e un alto tasso tecnico”.

Su Marotta: “Se è mancato alla Juventus? Sicuramente ha fatto un grande lavoro all’Inter portandola a ridosso della Juve in modo serio e competitivo, portando l’allenatore che aveva preso già a Torino e costruendo una squadra che è pronta ad essere l’anti-Juve vera. È chiaro che Marotta alla Juve ha fatto un lavoro eccezionale, poi non ho mai capito i motivi per cui sia andato via. Mantenere un dirigente di questo livello in squadra secondo me era importante, sono dirigenti che riescono sempre a portare a casa l’obiettivo”.

Un consiglio a Pirlo: “Gli direi di non ascoltare i vecchi e di lavorare con la sua testa. Adesso entra in uno spogliatoio, ma deve entrarci da allenatore vero, non da amico. Deve lavorare con la sua testa in modo deciso, la credibilità puoi costruirtela soltanto da solo”.

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