Moggi: “Lippi diede le dimissioni quando capì che la squadra non lo seguiva più. Spalletti non è un capo e i giocatori…”

Moggi: “Lippi diede le dimissioni quando capì che la squadra non lo seguiva più. Spalletti non è un capo e i giocatori…”TuttoJuve.com
Oggi alle 18:40Altre notizie
di Benedetta Demichelis
Luciano Moggi ricorda le dimissioni di Lippi alla Juve e critica la rosa attuale: squadra disarmonica e tecnico poco autorevole, incapace di farsi seguire

Luciano Moggi, intervenuto a Radio Radio, ha ricordato quando Marcello Lippi diede le dimissioni da tecnico della Juventus perché la squadra non lo seguiva più. 

Le parole di Moggi 

Moggi ha parlato così del momento attuale della Juventus raccontando anche alcuni aneddoti del passato: “Io avevo un allenatore che si chiamava Marcello Lippi. Dopo un Parma-Juventus, anzi un Juventus-Parma, perso 4-1 a Torino, ha alzato la mano.

I giocatori non mi seguono, arrivederci e grazie. Ha dato le dimissioni. Poi è venuto Ancelotti, ricordate tutto il tempo che è intercorso tra tenere Ancelotti e riprendere Lippi.

Quindi ci vuole anche un allenatore che riesce a dire che non mi seguono. Non mi seguono perché mercoledì hanno dimostrato di non seguire l'allenatore. O l'hanno fatto perché non sono capaci a seguirlo, o perché lui quando parla è difficile anche capirlo. Ci vuole praticamente il vocabolario. 

Però il problema di fondo sono le caratteristiche. Le caratteristiche della Juventus non legano da squadra, questa è la verità. Non legano da squadra e non sono giocatori ideali per dire che la Juventus possa essere competitiva. Io queste cose le ho dette prima che cominciasse il campionato. Adesso puntualmente si verificano.

Ma non è un caso, io non sono un indovino. Conosco piuttosto i giocatori. Conosco i giocatori perché quando c'è un centrocampista che invece di essere un centrocampista, come viene denominato, è un esterno offensivo e cioè di questi ruoli in cui ce ne sono più di uno, bisogna accettare quel poco che ti dà la squadra.

E sono convinto che con questa squadra nessun allenatore potrebbe far meglio. Perché io non è che addosso a Spalletti la responsabilità, addosso a Spalletti le responsabilità che ha, quelle di non essere un capo. Perché quando tu praticamente... Camoranesi, quando ha ritardato tre ore a un raduno della squadra, ha pagato 300.000 euro. Queste sono le cose che uno bisogna che faccia. Non è che dobbiamo battere il pugno sempre sul tavolo, ma quando occorre sì.

Altrimenti non diamo esempi tipici che possono poi fomentare un gruppo e possono anche far dire al gruppo attenzione che qui praticamente non è il caso di scherzare. E qui invece si sta scherzando, mi sembra di essere a giochi senza frontiere”.