Malagò: "Le nazionali hanno fatto cose importanti. Viglione al posto di Brunelli? Qualcosa andrà fatta"

Malagò: "Le nazionali hanno fatto cose importanti. Viglione al posto di Brunelli? Qualcosa andrà fatta"TuttoJuve.com
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di Giuseppe Giannone
Giovanni Malagò, attuale commissario della FIGC, analizza diversi temi, partendo dagli ultimi risultati delle nazionali azzurre.

Intervenuto a "Radio Anch'io lo Sport, Giovanni Malagò, attuale commissario della FIGC, analizza diversi temi, partendo dagli ultimi risultati delle nazionali azzurre: "Sono state fatte cose molto importanti. La Nazionale maggiore non ha iniziato bene con il Belgio, ma dalla seconda parte di quella gara ne abbiamo giocate tre facendo vedere qualcosa di inaspettato o sorprendente. L’Under 21 si è qualificata agli Europei, ora l’obiettivo è andare a fare un risultato da podio, perché credo ci siano le condizioni, e poi qualificarci alle Olimpiadi 2028. Ci sono dei talenti, anche pronti in tempi brevi per la Nazionale maggiore: c’è un travaso che è quello che volevamo, che ho chiesto, che sta facendo Claudio Ranieri con il supporto di Gianfranco Zola. Domani sarò poi a Firenze per il ritorno delle ragazze: andare ai Mondiali sarebbe tanta roba”.

Malagò candidato unico per le prossime elezioni o si aspetta sorprese?

“Anzitutto, io ho accelerato il più possibile per evitare che questi tempi commissariali si allunghino. Ricordo che il calcio è l’unico sport, tra tutte le federazioni, che ha una regola molto precisa, che è stata poi l’oggetto del contendere: tu puoi candidarti solo se hai una componente che ti accrediti. Sono l’ultimo a cui chiedere di altre candidature, andrebbe chiesto ai presidenti delle componenti”.

Viglione prenderà il posto di Brunelli come segretario generale?

“Io sono partito subito dopo il commissariamento, all’alba, per Berlino, per il forum UEFA in cui sono stati affrontati tanti argomenti, compreso Euro 2032. Non sono più tornato in ufficio: sicuramente qualcosa si dovrà fare, perché la delibera è molto circostanziata. Trovo sbagliato sostenere una tesi, ma delle cose vanno fatte”.

L’obiettivo è anche aiutare i giovani arbitri?

“È una domanda che avrei voluto ricevere, ma scomoda. Il problema c’è, ed è stato anche sottolineato dal nuovo presidente Massini, a cui faccio i complimenti perché ha vinto una competizione elettorale al fotofinish. È stata una dimostrazione quasi imbarazzante di democrazia, fermo restando che l’altro lato della medaglia è che il mondo dell’AIA è profondamente spaccato. Questo tema dei giovani è pesante. Peraltro, con l’occasione voglio ricordare che già ci sono stati degli episodi purtroppo particolarmente tristi, non edificanti, di aggressioni fisiche a giovani arbitri: non è un incentivo per chi vuole intraprendere questo tipo di carriera. C’è un problema di budget: io sono arrivato di fatto a fine giugno con il budget del 2026 già impostato, non straordinario. Sto arrampicandomi da tutte le parti, cercando di trovare coperture e fondi”.

La soluzione al caso commissariamento è giusta ma grottesca. Le resta addosso un danno da tutta la vicenda?

“È innegabile, sarebbe poco serio ignorare tutto questo. Poi ci sta, soprattutto per le persone che sono meno addentro agli aspetti tecnici: oggettivamente è complicata da raccontare e da spiegare. D’altronde, chi ha, nel senso buono della parola, provocato il problema ha chiaramente raccontato che io non c’entravo assolutamente nulla. Di conseguenza, qualsiasi tipo di provvedimento, che doveva passare da un voto dato da dirigenti sportivi e non da un giudice, sarebbe stato discutibile. So, per averlo vissuto dall’altra parte, che la FIGC ha questo triste record di commissariamenti. Questo è un caso completamente diverso, tra 50 anni verrà studiato all’Università: sono il primo a dire che non è una bella cosa. Però una cosa mi sento di dirla: non è vero che il calcio non sta attraversando un bel momento. Ci sono dei dati: il campionato di Serie A, per quanto all’inizio, è interessante e divertente. Sulla carta le squadre italiane possono fare più che mai bene, perché abbiamo, secondo me, molto per arrivare in fondo a tutte le competizioni. La Nazionale, nel giro di pochi mesi, ha riacquistato fiducia ed entusiasmo: lo vedo anche dalle persone. Le aziende e gli sponsor sono tornati a investire. Gli stadi sono pieni non solo in Serie A, ma anche in B e C. Ci sono dati impressionanti sull’audience dell’Italia. Siamo all’inizio, per carità, però oggi le nostre azioni sono salite”.