Lotti a TMW Radio: "Serie A, slittare di un anno la gara per i diritti tv. Ci auguriamo una ripartenza"

07.04.2020 15:10 di Rosa Doro Twitter:    Vedi letture
Lotti a TMW Radio: "Serie A, slittare di un anno la gara per i diritti tv. Ci auguriamo una ripartenza"

L'ex Ministro dello Sport ed esponente del Partito Democratico Luca Lotti è intervenuto a Maracanà, nel pomeriggio di TMW Radio. Ecco le sue parole:

Quanto è realistico lo scenario di una ripresa del campionato?
"Sono due le situazioni. Da una parte c'è il fatto di poter ricominciare, che va legato alla situazione sanitaria nazionale. Noi ci auguriamo una ripartenza già dal 14 aprile, ma dobbiamo affidarci ai dati e a chi ha esperienza in questi casi, per ricominciare in tutti i settori. E in questo c'è il calcio, che è la terza impresa del Paese come fatturato. E poi c'è la situazione economica, perché è in dobbiamo garantire la ripartenza ma soprattutto la sopravvivenza di tanti club, di A, di B, di C, ma anche dei dilettanti, che svolgono un lavoro sociale con i nostri ragazzi. Dobbiamo tenere in piedi un sistema che garantisca la sopravvivenza delle squadre".

Errori più dello sport e delle Istituzioni nei ritardi?
"Se si sono fatti, si potranno valutare solo a fine emergenza. Certo, aver discusso dello stop e poi trovarsi le squadre in campo, sinceramente forse serviva più attenzione. Ma la situazione era molto emergenziale e non ha consentito di prendere decisioni semplici e immediate. La gestione del calcio è difficile, soprattutto in Serie A, dove 20 presidenti non remano spesso nella stessa direzione e non capiscono che sono nella stessa barca. Mi è dispiaciuto leggere le polemiche dei presidenti sul giocare o meno. Il calcio di vertice deve avere lo stesso obiettivo, ossia tutelare un bene comune, per tutelare le proprie società. Le polemiche ci hanno fatto male e hanno fatto male in generale a tutto il mondo del calcio".

Uno dei mali del calcio è la quota che arriva dai diritti tv: sarebbe auspicabile ad una disciplina, affinché non incidessero in maniera così importante?
"E' auspicabile. Se andiamo avanti così, il monte ingaggi aumenterà sempre e magari diminuiranno i ricavi dei diritti tv. Questo porta gravi sbilanci nelle società e porterà un grosso disavanzo. Quindi si deve cogliere l'occasione di questa tragedia, proviamo a riequilibrare le cose nel mondo del calcio e proviamo a far sì che la redistribuzione non dipenda soprattutto dai diritti tv. Le proposte possono essere diverse per evitare che le società dipendendo esclusivamente dai diritti tv. Ad esempio favorire la costruzione di impianti di proprietà. E propongo: perché non estendiamo di un anno la gara dei diritti tv, derogando alla legge Melandri?".

Ci sono tante società che stanno progettando ma si trovano davanti tanti ostacoli:
"La norma 2017 aiuta molto le società. Se le società sono pronte, la norma che gli consente una conferenza dei servizi rapidi c'è. Poi ci sono casi speciali, come a Firenze dove lo stadio ha dei vincoli e lì bisognerebbe ampliare la norma ma non è semplicissimo".

Cosa farebbe con alcune sponsorizzazioni legate al gioco?
"Le sponsorizzazioni devono essere considerate tutte allo stesso modo. Tutto ciò che è legato alla ludopatia va trattato in un certo modo, ma non mi sento di condannare certi tipi di sponsorizzazioni. Regolamenterei anche questo tipo di sponsorizzazioni".

Cosa si può fare concretamente per aiutare le realtà minori?
"Si devono considerare le società di B e di Lega Pro come imprese che sono state inserte nell'ultimo decreto. Se ci sono delle risorse, sarei molto più cauto a considerare il calcio privilegiato rispetto ad altri settori. Noi dobbiamo far ripartire il Paese, tutto il sistema economico, tanti settori che sono in ginocchio. Quindi credito d'imposta, agevolazioni fiscali, che permettano degli aiuti tra le Leghe. Per questo dico di slittare la gara dei diritti tv e provare a capire come redistribuire i proventi che ne deriveranno".

Un augurio al Governo?
"Mi auguro che Spadafora porti al tavolo del Consiglio dei Ministri tutte le esigenze e che nel prossimo decreto ci sia spazio per lo sport, per le singole federazioni e le società".