Locatelli a Mediaset: “Sogno di vincere il campionato con la Juventus. Ma adesso l’obiettivo è la Champions. Su Spalletti…”

Locatelli a Mediaset: “Sogno di vincere il campionato con la Juventus. Ma adesso l’obiettivo è la Champions. Su Spalletti…”TuttoJuve.com
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di Benedetta Demichelis

Manuel Locatelli ha parlato ai microfoni di Sportmediaset dopo il rinnovo con la Juventus. Ecco le sue parole riprese da TuttoJuve.com:

Difficile raccontare le emozioni che provi...

"Credo che alla fine la cosa bella sia credere in noi stessi, perché poi alla fine quando tu credi di poter raggiungere una cosa e  fai di tutto per ottenerla. Io ci ho creduto e ho realizzato questo sogno fondamentale per me, che chiaramente mi coinvolge con ancora più responsabilità, perché sono consapevole bene di dove sono della mia posizione e quindi deve essere uno stimolo in più, chiaramente è l'ennesimo punto di partenza con tutti i miei compagni, con la società con l'allenatore ed è una cosa una cosa bellissima, però credo che al bambino che ero gli direi anche di credere in lui, perché sono fiero di quello che sono diventato".

Hai fatto la gavetta e ti sei guadagnato quello che hai adesso? 

"Sì, sì hai detto bene adesso mi piace guardare il percorso, ma quando vivevo quei momenti un po' meno. Però dentro di me sapevo che dovevo dare di più ed ero il primo a pensarlo, il primo a chiedermelo. Delle volte uno deve trovare delle chiavi dentro di sé che che ti fanno scattare qualcosa e io credo che questa chiave l'ho trovata. E sono riuscito a reagire a questi momenti e poi alla fine penso che do tutto per per questa maglia ogni giorno. Il segreto è veramente quello e non lo dico a caso, non sono frasi fatte ma tutti i giorni che vado al campo, cerco di essere la migliore persona possibile e il mioglior giocatore possibile, cerco di migliorarmi tutti i giorni e cerco di essere un esempio buono per tutti". 

Il pubblico a volte ti ha fischiato, ma adesso sono tutti dalla tua parte, lo sono stati anche dopo il rigore sbagliato contro il Sassuolo...

"Io essendo stato ed essendo un tifoso della Juve, so quelli che sono gli standard e quello che si aspettano. Sicuramente la gente si aspettava più da me. Poi dopo la gente critica ed è normale che sia così e la cosa bella è che adesso mi è stato riconosciuto tanto. Per me giocare qui ogni volta è un sogno, sentirli cantare, entrare dentro, vedere le persone che ci sono, è una cosa bellissima ed è una cosa che che mi tengo stretta, perché poi come ho già detto, viviamo tanto di emozioni e giocare in questo stadio mi emoziona tanto".
 

Qual è il tuo rapporto con Spalletti? 

"Io mi sono messo subito a sua disposizione, perché è l'allenatore, perché è un allenatore forte ed è in allenatore credibile. Io seguo quello che mi dice, è chiaro che mi ha dato tante letture anche in campo e me la continua a dare, però la cosa bella è che abbiamo parlato subito quando è arrivato. Subito mi ha detto quello che pensava di me, che bisognava conoscersi bene, che vedeva in me delle qualità e mi ha dato fiducia e questo alla fine è una cosa importante. Credo che io debba fare di tutto per ripagarla".

C'è un allenatore particolare che ti ha dato qualcosa in più, eccetto Spalletti, è un giocatore che ti ha fatto da mentore?

"Ma ho avuto la fortuna di avere tantissimi allenatori bravi e in tanti momenti diversi della mia vita. Perché De Vecchi quando ero al Milan da bambino mi ha mi ha aiutato e mi diceva che mi dovevo sporcare molto di più di quello che facessi. Perché mi specchiavo un po' troppo, ma poi posso fare tantissimi nomi perché anche Brocchi è stato importante per la mia crescita e poi quando sono arrivato a Sassuolo De Zerbi, mi ha cambiato da un punto di vista tecnico-tattico. Sui giocatori fare un nome è difficile perché ho vissuto e ho visto tante persone che mi volevano bene e mi ricordo l'esempio di quando non giocavo a Sassuolo, che loro mi dicevano le cose per il mio bene. Quella non è una cosa scontata, perché alla fine io ero arrivato dal Milan con un atteggiamento sbagliato, perché pensavo che tutto fosse facile, tutto fosse dovuto e loro me l'hanno fatto capire con calma e con i modi da Matri, a Peluso a Magnelli e Consigli. Loro mi hanno preso sotto la loro ala e mi hanno guidato verso una una reazione che dovevo avere e poi ho avuto la reazione anche lì e sono diventato un altro giocatore".

Il sogno è vincere il campionato con la Juventus? 

"Si chiaramente si, alzare un trofeo con con questa maglia, da capitanom sarebbe l'ennesima cosa indescrivibile per me, però adesso bisogna far le cose con calma, non mi piace sognare troppo. Ora non c'è un sogno ma un obiettivo che è quello di arrivare in Champions League. Poi sognare è bellissimo e sogno questo ma adesso il mio focus è andare in Champions League".
 

Segui il tennis, senti qualche tennista italiano?
"Sì, sì, il tennis lo seguo soprattutto negli ultimi anni, perché mi sono appassionato con tutti i campioni italiani che abbiamo. Chiaramente Sinner è il numero uno, perché è un esempio, ma ci sono tutti gli altri. Avevo sentito Musetti perché so che è tifoso della Juve, quindi qualche volta ci siamo sentiti. È un movimento bellissimo e la cosa più bella, secondo me, è che vedo che tutti i ragazzi italiani, per quello che li conosco, che sono tutti i ragazzi puri genuini che tra di loro non ci sono invidia e questa è la cosa bella". (© Tuttojuve.com - Trascrizione a cura della nostra redazione. Riproduzione del virgolettato consentita solo previa citazione della fonte Tuttojuve.com)