LIVE TJ - Premio Golden Boy - Presente Ferrero. Cherubini: “La Juve è tornata a vincere con 6 giocatori del settore giovanile”

LIVE TJ - Premio Golden Boy - Presente Ferrero. Cherubini: “La Juve è tornata a vincere con 6 giocatori del settore giovanile”
mercoledì 5 giugno 2024, 17:19Altre notizie
di Camillo Demichelis
fonte Dall’inviato a Solomeo

17:20 - Parla Federico Cherubini: 

“C’è un ranking delle federazioni che misura la salute del movimento federale ed è dipeso dai risultati della nazionali. Questo dipende anche dal lavoro dei club. Nei cinque principale paesi europei per capire. Guardando i dati della Francia viene fuori un paragone quasi imbarazzante per l’Italia. In questo momento Spalletti può costruire la sua nazionale su 200 giocatori che giocano in Italia e soltanto 18 nei cinque campionati europei e solo 4 hanno superato gli 800 minuti. In Spagna il 21% dei giocatori sono formati dal settore giovanile. Noi siamo ultimi in tutto Europa ed è paradossale quando cerchi la sostenibilità. Avere il 20% dei giocatori formati dal settore giovanile ti permette di rendere il tuo club sostenibile”.

Da cosa dipende tutto questo? Troppi stranieri?
“C’è una riflessione da fare. Noi in Italia facciamo il settore giovanile un po’ perché la Federazione ci impone questo. I primi 20 club italiani hanno prodotto giocatori per 6,3 miliardi, il Barcellona da solo 3,4. Guardando anche solo le tre migliori squadre portoghesi hanno prodotto più dei 20 club Italiani. Bisogna iniziare a guardare il settore giovanile come un patrimonio”.

Quanto si investe nel settore giovanile?
“In Italia noi investiamo nel settore giovanile, ma forse in modo sbagliato. Noi spendiamo di più rispetto alla Spagna. Questo ci fa capire che in Spagna sono straordinari. Negli ultimi cinque anni in Italia si è investito molto di più rispetto agli altri Stati a livello di centri sportivi. Il modello di riferimento per noi è quello sportivo”.

Cosa succede ai talenti italiani?
“Una delle differenze per noi sta nel percorso. Ogni anno una classe di età finisce il percorso del settore giovanile e mediamente sono 400 in tutta Italia. Molti arrivano all’Under 19 poi il 96% finisce in un limbo tra prestiti o rimanere nel club come fuori quota. Su 400 giocatori solo 3% riesce ad andare in prima squadra. La differenza è nel percorso e va gestito questo limbo e in Juventus abbiamo deciso di creare un’area prestito nel 2012. Non c’è alternativa al prestito in Italia e abbiamo creato una squadra che fosse dedicata ai nostri giocatori in prestito per assisterli in tutto. Poi nel 2014 abbiamo deciso di mandarli in prestito all’estero, però anche a livello economico era difficile e i dati erano sconfortanti perché i giocatori erano utilizzati meno del 40%. A questo punto abbiamo creato la Juventus Next Gen. Solo in Italia non c’è un sistema di seconde squadre in Europa. Quando abbiamo iniziato a parlarne in Italia ci hanno detto che non andava bene, perché veniva definita un parcheggio dei giocatori meno bravi. Guardando alla Spagna abbiamo visto campioni come Xavi, Pedro, Puyol e Victor Valdes sono passati dalle seconde squadre. La seconda squadra è un passaggio formativo per i grandi campioni. Abbiamo preso come modello quello spagnolo per parlarne in federazione".

Un confronto tra il percorso italiano e quello spagnolo…
“Esempio di due giocatori che abbiamo vissuto in Juventus come Spinazzola e Morata. Spinazzola, nei primi tre anni post Primavera, ha cambiato 5 squadre giocando 16 partite da titolare, quindi un percorso molto lento. Morata, nello stesso periodo, ha giocato 85 partite nel Castilla segnando 44 gol e contemporaneamente giocava anche la Champions con il Real. Due percorsi molto diversi che spiega la difficoltà ad uscire dai settori giovanili italiani”.

Poi è nata la seconda squadra della Juventus…
“Sono stati molto importante Uva e Costacurta. 7/8 squadre erano molto Interessate ma c’era solo un posto e siamo partiti noi. Possiamo utilizzare solo 7 stranieri e con un sistema di regole molto complesso che ha reso tutto difficile. Abbiamo iniziato male con 5/6 sconfitte e in tutti gli stadi non ci volevano. L’idea è che le seconde squadre stanno usurpando un posto ad altre. È stata dura. Abbiamo investito diversi soldi e non riuscivamo a creare un percorso diretto tra seconda e prima squadra, esordivano solo in alcune situazioni per qualche infortunio. All’inizio hanno esordito soltanto 24 giocatori. A Marzo del 2022 dovevamo evolvere e creare un processo più ampio passando dalla Juventus U23 alla Juventus Next Gen. Abbiamo deciso che dovevano partecipare almeno 3 giocatori della NG nella rosa della Juventus. Ci sono state delle stagioni in Juve, dove abbiamo dovuto togliere dei giocatori dalle liste Champions perché non ne avevamo quelli settore giovanile. Nella stagione di Sarri abbiamo escluso: Mandzukic, Khedira ed Emre Can. Così successivamente abbiamo deciso di creare valore e abbassare i costi. Adesso siamo alla fine del primo biennio NG e siamo abbastanza soddisfatti perché abbiamo 6 giocatori della Next Gen con più di 200 presenza. Poi abbiamo calciatori importanti come Soulè, Barrenechea, Huijsen e Barbieri che speriamo di poter far rientrare. Abbiamo ridotto i costi del 24%. Il progetto Next Gen rimarrà per tanti anni nel futuro".

Adesso altri vogliono creare la seconda squadra…
"Si, però per entrare il Milan deve fallire l’Ancona. Come può un sistema virtuoso sperare in questo? Serve sedersi intorno al tavolo e vedere se si possono cambiare le norme. Questo porterebbe grandi benefici al calcio italiano”.

La vittoria della Coppa Italia con 6 giocatori del settore giovanile… 
“La Juve è tornata a vincere con 6 giocatori del settore giovanile. Tutte storie diverse, perché 3 hanno fatto tutto il percorso formativo (Miretti, Kean, Nicolussi Caviglia), uno arrivato da noi con uno scambio come Fagioli e poi Iling e Yildiz che hanno fatto sia Primavera e che Next Gen. La vittoria con 6 giocatori del settore giovanile fa capire l’importanza di questo progetto. Abbiamo vinto pochi campionati nel settore giovanile, ma abbiamo pensato alla valorizzazione e alla crescita per il futuro dei ragazzi”.

16:50 - È presente anche il presidente della Juventus, Gianluca Ferrero.

16:32 - Bojan Krkic (coordinatore della Masia)

Nella classica dei 100 giocatori del Golden Boy ci sono 4 giocatori della Masia. Il vostro segreto?
“Il Barcellona come club e come storia e una delle caratteristiche più importante è dare fiducia ai giovani calciatori. È molto importante, perché i ragazzi sanno che quando vengono da noi poi potranno esordire in prima squadra. Ovviamente non tutti, ma noi ci proviamo. Abbiamo portato grandi stelle dalla Masia, questa è la nostra base”.

Quali sono i valori della Masia?
“Abbiamo una forma di vivere il calcio particolare, perché noi ci divertiamo con la palla. Noi educhiamo i nostri ragazzi cercando di dare i nostri valori come: educazione, rispetto, la scuola. Questi valori si rivedono in campo ed è fondamentale per noi”.

Quanto è importante per i ragazzi allenarsi con i vostri campioni?
“Ovviamente si. Il fatto di vivere i giocatori della prima squadra è importante. Per esempio Yamal fa parte della prima squadra, ma vive la realtà della Masia, perché vive lì e va a scuola con gli altri ragazzi. I ragazzi vedono che possono arrivare in alto. Noi come squadra facciamo debuttare i ragazzi giovani, anche troppi giovani, però per noi sono pronti”.

Chi ti ha ispirato?
“Patrick Kluivert, Puyol, Xavi, Iniesta. Giocatori che dopo qualche anno sono diventati i miei compagni”. 

Per voi è importante anche lo studio…
“Studiare è sempre molto
Importante. Giocatori come Yamal, Cubarsì, Fort sono nella prima squadra, ma vanno a scuola e danno gli esami. Questo è fondamentale per la loro crescita ed il Barcellona li aiuta tanto anche nel loro percorso scolastico”.

Avete un metodo di scelta particolare dei giocatori?
“Noi abbiamo un reparto scouting con due persone principali. Per noi è importante il talento. Oggi vediamo che nel mondo del calcio troppe decisioni vengono prese attraverso i dati. Io penso, invece, che un giocatore vada valutato sul proprio talento e su quello che può fare un giocatore con le proprie potenzialità. I dati aiutano, ma a me piacciono i giocatori di talento. A me piace osservarli e divertirmi attraverso il loro talento. Nel mondo del calcio abbiamo professionisti che hanno dedicato la loro vita alla scoperta dei talenti. Dobbiamo ritrovare questi tipo di persone che hanno scoperto Buffon o Messi”.

15:32 - Gigi Buffon sta parlando dal palco dell'evento di presentazione dei 100 nomi candidati al Goldena Boy:

Il ricordo di Buffon di Gigi Riva

 “Me lo ricordo, perché mi aveva emozionato molto. Alcune esperienze le senti ancora più forte se da bambino qualcuno ti spiega le cose. Sono cresciuto con il mito di Riva, grazie a mio padre. Mi ha raccontato delle scelte, delle carriera di Gigi, che sono stata scomode. Oltre al suo campione ha trasmesso la convinzione di fare quelle cose che per lui erano giuste. Quando l’ho visto a Coverciano e mi ha abbracciato sono rimasto pietrificato, perché per me è stato come essere abbracciato da una divinità”.

L’importanza di Riva nel mondiale del 2006

“Gigi è stato uomo contraddittorio, un ossimoro. Lui era burbero, ma delicato. Portava dentro una solennità, portava questa luce che emanava dal suo carisma. Lui era diventato per noi ragazzi un punto di riferimento. Era un amico e sapevi di poter contare su di lui, sul suo silenzio. Noi in Germania siamo partiti con delle vicissitudini come Calciopoli e trovammo in lui un pilastro. Senza di lui non so se avremmo vinto il Mondiale. Lui era una certezza se tutto ballava sapevi di poterti aggrappare a lui. Un episodio particolare? Lui mi aveva preso a cuore, perché quando mi ha conosciuto a 18 anni ha visto che ne combinavo di tutti i colori, questo gli piaceva. Abbiamo creato un rapporto splendido e io potevo deriderlo anche davanti a tutti. Il mio aneddoto? Durante le partite lui prendeva tutte le pastiglie degli ansiolitici. Questo siamo riusciti a ridere su questo. Alla fine del Mondiale ci ha detto: avrò un sacco di debiti per tutte le pastiglie che mi avete fatto prendere”.

Ricopri il ruolo di Gigi Riva e Gianluca Vialli…
“I miei due predecessori sono state due delle quattro o cinque persone che ho più stimato nel calcio. Sono tra quelle poche persone nel calcio che ho sempre continuato a sentire perché sapevo che potevano darmi tanto. Questo ruolo mi rende orgoglioso e mi ha stimolato tanto. La mia non è una corsa su di loro, perché il loro spessore umano, nel calcio e in azzurro è stato così forte che non mi sento alla loro altezza. Io riconosco questo. Circordarsi dai migliori ti può solo migliorare. Io voglio dare il meglio di me stesso, perché ho avuto la fortuna di conoscerli e di provare a portare i loro valori. Mi sto divertendo tanto perché il Ct mi coinvolge tanto e i ragazzi mi cercano spesso. Qualcuno ti prende in giro? Mi faccio prendere in giro, perché voglio farmi vedere come uno di loro. Non voglio fare il vecchio che ti insegna la vita che non mi sono mai piaciuti”.

Come arriviamo a questo Europeo?
In questi eventi tutti ci sentiamo fratelli. La nazionale ha questo potere. Questa è la maglia della nazionale di calcio. Alcuni momenti della nostra vita sono legati alle grandi notti della Nazionale. In nessun altro avvenimento accade questo. Siamo un’ottima squadra, probabilmente sottovalutata. Questa è una buona cosa. Abbiamo 3/4 individualità di grande livello. Poi abbiamo il valore aggiunto che è il mister ed il suo staff che ha trasmesso tanta responsabilità. Sono convinto che non falliremo, sono sicuro di questo”.

15:27 - Sul palco sono saliti Gigi Buffon, Dory Ghezzi e Brunello Cuccinelli. 

15:01 - A Solomeo si sta tenendo la conferenza stampa in cui verranno rivelato i 100 nomi candidati al Golden Boy. Sono presenti Gigi Buffon, Bojan Krkic e Giovanni Branchini.

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