Leggo - I segreti vincenti del traghettatore

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© foto di Federico De Luca
mercoledì 10 marzo 2010, 08:10Altre notizie
di Redazione TuttoJuve
fonte di Mario Pautasso per "Leggo"

Quaranta giorni ed otto partite (quattro successi, tre pareggi e una sconfitta, 11 gol segnati e 8 subiti) hanno permesso a Zaccheroni di guadagnare consensi all’interno della Juve, al di là della scelta dei dirigenti, orientati verso un nome nuovo per avviare un ciclo vincente. Da Prandelli ad Allegri, da Mazzarri a Benitez, tutto sembra possibile. Con o senza Lippi sul ponte di comando dopo l’avventura in Sudafrica.
Ma Zac, che sa quanto sia improbabile la sua conferma per le prossime stagioni, si è rivelato un professionista affidabile: ha cercato i risultati, spiegando che il quarto posto è l’obiettivo minimo per un gruppo che considera inferiore per risorse soltanto all’Inter. Ma soprattutto ha dimostrato nei fatti un’indipendenza assoluta, quella che ha portato Legrottaglie, uno della vecchia guardia, ad esprimere il desiderio che il tecnico possa «restare qui a vita». Nell’allestimento delle formazioni, nel preferire i giocatori, nel decidere le sostituzioni, si fa guidare dalle convinzioni e dalle condizioni di forma, non dalle gerarchie: la squadra l’ha capito subito. Così come ha capito che Zaccheroni è un grande appassionato, motiva le decisioni in maniera convicente, evita i proclami inutili ed ha il coraggio di rischiare, con l’idea fissa di segnare sempre almeno un gol più degli avversari.

Vuole che tutti restino a pranzo a Vinovo, anche se non c’è la doppia seduta di allenamento.
«Non ho mai avuto un procuratore perché voglio essere libero nel lavoro, non tollero che un giocatore pensi di non giocare perché magari non ha il mio stesso agente», le parole quando raccolse l’eredità di Ferrara. Una botta indiretta anche a Lippi, il cui figlio Davide fa il procuratore dopo aver operato per anni nella Gea di Moggi junior (con l’appoggio esterno di Moggi senior), prima dell’esplosione della scandalo Calciopoli. Anche se il ct è tuttora venerato in corso Ferraris, Zac non ha esitato ad escludere gli azzurri da lui suggeriti a Blanc, da Cannavaro a Grosso. L’autonomia non ha prezzo. Poi, a giugno, amici come prima.