Italia, dopo la disfatta si apre il rebus Figc: idee e candidati per il dopo Gravina
Presente e futuro del calcio italiano finiscono al centro del dibattito dopo la disfatta della Nazionale, con il tema delle possibili dimissioni di Gabriele Gravina e delle soluzioni per rifondare il sistema che anima il confronto tra opinionisti, tecnici e dirigenti intervenuti a Tmw Radio. Stefano Impallomeni ha spiegato di ritenere probabile un commissariamento della federazione, sottolineando come la scelta del successore si preannunci complessa e articolata. Ha aggiunto che tra i profili più interessanti ci sarebbe Giovanni Malagò, apprezzato per la capacità di dialogo politico, per il pragmatismo e per i risultati ottenuti nel suo percorso dirigenziale. "Malagò ha un fattore c straordinario e dove va lui fioccano vittorie", ha precisato l'opinionista. Fabio Ravezzani ha evidenziato come, nella situazione attuale, qualsiasi alternativa rappresenterebbe un miglioramento rispetto alla gestione in corso, ma ha anche sottolineato che la scelta ideale dovrebbe ricadere su una figura di altissimo livello. In quest’ottica ha indicato in Giuseppe Marotta il profilo più affidabile, soprattutto per competenze organizzative e visione strategica. "Marotta sarebbe l'unico che ti darebbe garanzie", ha sottolineato il direttore.
RIFORMA STRUTTURALE – Franco Ordine ha rimarcato che un semplice cambio al vertice non sarebbe sufficiente senza una riforma strutturale del sistema elettorale federale, ritenuto il vero nodo da sciogliere. Secondo la sua analisi, solo un commissario con pieni poteri potrebbe intervenire in modo efficace, azzerando gli equilibri attuali e avviando un percorso di rinnovamento concreto. "Si deve passare per il commissario", ha ribadito il giornalista. Mario Mattioli ha infine proposto una riflessione più ampia sulla riorganizzazione del calcio italiano, indicando possibili figure come Demetrio Albertini per la ricostruzione e ricordando i limiti operativi che in passato hanno frenato anche altri protagonisti come Roberto Baggio. Ha suggerito inoltre riforme tecniche, come la riduzione delle squadre e una nuova regolamentazione sugli stranieri, aprendo anche ad altri nomi di esperienza per un eventuale commissariamento, pur ritenendo necessario un presidente più giovane per il futuro. "Ridurre le squadre e limitare gli stranieri in campo sarebbe già un primo passo concreto", ha concluso il giornalista.
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