Giandonato e la scuola Juve: "Per un brutto voto venivi escluso dagli allenamenti"
Intervistato da Tuttosport, l'ex centrocampista della Juventus Manuel Giandonato, che è cresciuto nelle giovanili della Juventus e dal 2009 al 2011 ha collezionato tre presenze con la prima squadra, ha parlato della sua formazione in bianconero.
"Nelle giovanili della Juve la scuola veniva prima del campo"
Singolare è il primo aspetto che Giandonato ricorda dei suoi anni nelle giovanili del club: "Se riportavamo un'insufficienza a scuola per una settimana non potevamo allenarci, il comportamento era importantissimo e ad esempio per un ritardo a scuola ti toccava fare il cameriere in convitto. Il calcio era importante, ma a quell'età forse non era la cosa più importante per il club, che lavorava molto sul carattere dei ragazzi. Si respirava l'ambiente Juventus per tutto il giorno e di conseguenza anche quando andavi in campo eri portato a comportarti in un certo modo, e questo è un aspetto che secondo me faceva la differenza. A livello caratteriale i giovani che uscivano da quella scuola erano superiori agli altri proprio perchè formati in un certo modo, spesso i ragazzi della Primavera della juve finivano in prestito in Serie B non perché erano tecnicamente superiori, ma perché lo erano caratterialmente".
"Bisogna tornare a quel tipo di insegnamento"
Oggi le cose nel calcio sono cambiate e secondo Giandonato questo è un errore: "Mi sento dire che i ragazzi sono cambiati, il mondo è cambiato, questo è vero, ma credo che quel metodo di insegnamento sarebbe utilissimo ancora oggi, farebbe davvero bene a tanti. Tutto nasce dal fatto che noi genitori per primi siamo diventati più lassisti, credo che certe regole benchè ferree andrebbero reintrodotte, si entra al centro sportivo e si dice 'Buongiorno' e 'Buonasera', 'Ciao' non esiste. Io sono cresciuto così".
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