Gentile: "Maradona? In Spagna mi insultò per 90'. E che delusione a fine gara"

26.11.2020 10:50 di Alessandra Stefanelli   Vedi letture
Gentile: "Maradona? In Spagna mi insultò per 90'. E che delusione a fine gara"
TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Claudio Gentile, ex difensore della Juventus e della Nazionale, ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport per ricordare Diego Armando Maradona: "Bearzot venne in camera e mi disse: “Te la sentiresti di marcare Maradona?”. Pensavo scherzasse, ero sicuro che avrei seguito Kempes come quattro anni prima a Baires. Così risposi subito: “Certo, qual è il problema?”. Allora il mister replicò: “Bene, studiatelo”. Rimasi di sasso. Ripensandoci, mi resi conto che sarebbe stata dura, ma non mi sarei certo tirato indietro...".

L'ex calciatre prosegue: "Diego il più grande? Sì. Il più grande è stato lui. Umanamente non l’ho apprezzato, ma da giocatore non posso che inchinarmi alla sua grandezza. Gli ho fatto anche gli auguri per i sessant’anni. Nessuno l’ha mai eguagliato. Neanche Messi. Lui s’è avvicinato a Diego ma non ha vinto un Mondiale, cosa che Diego ha fatto praticamente da solo nell’86. Aveva più personalità, era il capitano, prendeva la squadra sulle spalle e la portava avanti. Un leader. I compagni loadoravano".

L’attaccante più difficile mai incontrato. "Sicuro. Quasi immarcabile. Avevo capito che, se si fosse girato, con la sua velocità non avrei avuto scampo. Era così rapido che non l’avrei preso più. Dovevo stargli appiccicato, non farlo girare e tagliare le linee di passaggio dei compagni. Meno palloni riceveva, meglio era per me. Non la prese bene? Per niente. Mi ha sofferto tutta la partita. Mi insultava, mi diceva hijo de puta, la concha que… Cercava di provocarmi, sperava che perdessi la testa e mi facessi ammonire. Ma io lo ignoravo e non lo ascoltavo. S’arrabbiava sempre più con il trascorrere di minuti perché doveva essere il suo Mondiale e invece se lo sentiva sfuggire".

Nessun rapporto con Diego dopo quella partita. "Zero. Quel giorno si rifiutò anche di darmi la maglia. Una cosa che mi fa male anche ora a pensarci. Alla fine ci si dà sempre la mano, è un gesto sportivo. Quando abbiamo sconfitto il Brasile tutti i giocatori sono venuti a complimentarsi con noi. In quell’occasione Diego mi ha deluso, non è riuscito ad accettare la sconfitta".