Garanzini (La Stampa): "Buon rodaggio aspettando la Champions"

11.02.2019 10:30 di Alessandra Stefanelli   Vedi letture
Garanzini (La Stampa): "Buon rodaggio aspettando la Champions"

Gigi Garanzini, firma de La Stampa, commenta sul quotidiano il successo dei bianconeri contro il Sassuolo: “A dieci giorni da Madrid la Juve s’è data una rassettata. All’eleganza penserà poi, ieri sera a Sassuolo maniche rimboccate e via andare dopo quella partenza da brividi che era sembrata la prosecuzione naturale del finale col Parma: l’erroraccio di Rugani, il salvataggio ad altissimo rischio di Szczesny, e da lì per qualche minuto il pallone che scottava, e non solo sui piedi meno nobili. Poi il gol di Khedira, un’altra robusta fesseria stavolta del portiere, e alla fine un risultato persino troppo rotondo che al morale comunque male non fa mai. Basterà per l’Atletico? Ah, saperlo. La quantità più o meno c’è, ed è evidente quanto sia destinata a crescere con il rientro della coppia centrale difensiva. Sulla qualità si può discutere, ed è quello il vero punto interrogativo. Perché il calcio dei colchoneros è modesto, e la miglior Juve non dovrebbe fare nemmeno troppo fatica a metterlo sotto. Ma se non è la miglior Juve, se la doppia sfida si gioca sul loro terreno preferito, dei duelli rusticani, del cuore oltre l’ostacolo, il risveglio potrebbe essere brusco. Della Juve di Sassuolo sono piaciuti innanzitutto i centrocampisti, dopo l’avvio infelice di Pjanic. A cominciare da Khedira, non solo per il gol che ha sbloccato la partita e quell’altro sfiorato che l’avrebbe chiusa prima del tempo. Buon segno perché è a quelle latitudini che l’Atletico dà in genere il meglio di sé. Non è dispiaciuta la difesa, dopo le sbandate iniziali, sempre tenendo presente che Rugani e Caceres dovrebbero al massimo subentrare in corso d’opera. E han fatto buone cose davanti: Ronaldo ha propiziato il primo gol, segnato il secondo e servito a Emre Can l’assist del terzo, mentre Mandzukic non ha mai rallentato le cadenze del suo moto perpetuo, sino a salvare un pallone sulla propria linea di fondo quando alla fine mancava davvero poco e i gol di vantaggio erano tre. Del portiere parliamo un’altra volta. Perché un regalo così a Griezmann e non solo, non sarebbe la stessa cosa che a Berardi”.