Euro 2032, Uva: “Italia in linea e non solo con Torino. Milano a rischio senza un nuovo stadio"

Euro 2032, Uva: “Italia in linea e non solo con Torino. Milano a rischio senza un nuovo stadio"TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Ieri alle 22:30Altre notizie
di Marta Salmoiraghi

Michele Uva, nominato di recente Executive Director di EURO 2032 Italia, ha spiegato la struttura organizzativa del torneo, sottolineando come «l’Italia è perfettamente in linea, non ci sono allarmismi» e che «al momento ci sono otto stadi che sono in linea con la tempistica della candidatura».

Sulla scelta degli impianti, Uva ha chiarito che «la FIGC a fine luglio sceglierà fra questi e altri due stadi che molto probabilmente saranno candidabili per quel tempo». E sull’assegnazione condivisa con la Turchia ha aggiunto: «Non so se fosse possibile un Europeo da soli: se Gravina ha detto che serviva uno condiviso avrà avuto le sue ragioni». Ricordando anche il peso economico dell’evento: «Si parla comunque di un evento che fattura 3,5 miliardi di euro e che ha un indotto di 10 miliardi diviso per le dieci città che lo ospitano».

Il passaggio più netto riguarda Milano e la questione stadi: «Non possiamo perdere l’Europeo e non lo perderemo. Ma vi posso dire che ci può essere un Europeo senza Milano, se questa non fa quello che deve fare. San Siro non è fra i candidati: abbiamo depositato tutto al Comune perché San Siro non ha i criteri per ospitare una partita degli Europei». L’unica alternativa resta la costruzione di un nuovo impianto: «L’unica possibilità per Milano è che il nuovo stadio venga alla luce». Nonostante un recente incontro con la UEFA, ha avvertito: «Oggi, secondo quanto si legge, il tutto può rallentare. Se non si avranno le condizioni Milano non ci sarà, lo stesso vale per Napoli».

In chiusura, Uva ha voluto ribadire la solidità della candidatura italiana: «L’Italia avrà l’Europeo del 2032 perché oggi sono otto gli stadi eleggibili, quindi togliamo anche questo dubbio. Ogni dubbio sul fatto che ci sia solo Torino non è vero». Infine, uno sguardo ai prossimi passaggi: «Da otto stadi bisognerà scegliere le città, ma questa è una scelta della federazione a cui l’UEFA darà sicuramente una mano. È un’occasione da non perdere: è importante che si stabilisca il dialogo tra istituzioni sportive e politiche, perché non c’è solo uno stadio, ma anche trasporti e altri parametri da considerare».