Deiola: "Ranieri come un padre"

28.02.2024 18:40 di Redazione TuttoJuve Twitter:    vedi letture
Deiola: "Ranieri come un padre"
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Il centrocampista del Cagliari, Alessandro Deiola è intervenuto a Radio TV Serie A con RDS.

COME PROCEDE LA STAGIONE
"Abbiamo recuperato dalla scorsa partita e siamo pronti allo scontro diretto che ci vedrà impegnati domenica prossima contro l'Empoli. Con il Napoli abbiamo dato una risposta importante; venivamo da un periodo non semplice e riuscire a superare questi momenti è sempre difficile, ma la forza del gruppo è questa. Non è la prima volta che pareggiamo nei minuti finali e questo è sintomo del fatto che siamo una squadra che non molla mai e non smetta mai di crederci"

I CAMBI NEL CALCIO
"Ad oggi i tempi morti vengono recuperati e tutti hanno la possibilità di crederci fino alla fine, di credere in ogni secondo. I 5 cambi danno maggior aiuto alla squadra e all'allenatore, a partita in corso i subentranti possono avere una marcia in più e questo è successo diverse volte in questa stagione come nello scorso anno, nella partita più importante con il Bari: l'ingresso in campo di Pavoletti ha portato al gol e alla promozione al 94'; quella partita è l'esempio di come i recuperi per le perdite di tempo e i cambi siano fondamentali nel calcio di oggi. Era il 90' e con il pareggio sapevamo che saremmo rimasti in B quindi cercavamo, con molti lanci lunghi, di portare il pallone in area. Questo modo di giocare il mister lo odiava e lo odia tuttora, ma è stato fondamentale in quel match: l'azione precedente si era sviluppata con un mio lancio lungo proprio sulla testa di Pavoletti che però non era andato a segno. L'azione successiva si è sviluppata quasi allo stesso modo ed è arrivato un gol pesantissimo".

I GOL
"A me piace fare gol, ma come ad ogni calciatore, indistintamente dal ruolo. La sensazione che si prova durante un gol è unica. A prescindere da questo, mi metto sempre a disposizione del gruppo per raggiungere gli obiettivi stagionali sia dentro che fuori dal campo. Essere cresciuto qua è qualcosa di troppo significativo e non voglio e posso permettermi di avere cali quindi, in campo, cerco sempre di dare il massimo. Se fa gol un altro sono felice allo stesso modo perché l'obiettivo è quello comune della squadra"

CLAUDIO RANIERI
"Quando è arrivato, lo scorso anno, non ha avuto bisogno di dirci molto, la sua figura parlava da sola. Lui ci ha dato uno spiraglio di serenità e spensieratezza che in quel momento mancava, è riuscito a ricompattare un gruppo unito creando qualcosa di unico tra lui e noi. Noi lo abbiamo seguito e lo seguiamo perché sappiamo che sa portarci al raggiungimento degli obiettivi. È come se fosse un padre, noi con lui e lui con noi. Uniti verso un unico obiettivo"



LA SALVEZZA
"Il discorso sull'ipotetico abbandono del mister ci ha dato una scossa. Non era il momento di allontanarci, ma al contrario di riunirci ancora di più e di sentirci uniti come una famiglia, dove ognuno è disposto a dare tutto per l'altro. La salvezza è un obiettivo importante e la nostra stagione l'abbiamo archiviata da Udine. Da lì ci siamo detti che dovevamo ripartire e così abbiamo fatto. Penso si sia visto il cambio di marcia che questo gruppo ha deciso di fare e dobbiamo continuare così. Ci aspetta un mese di scontri diretti dove ci giochiamo la vita, è tutto lì. Dobbiamo essere ancor più forti per crederci".

LA SARDEGNA
"Mi vengono i brividi a parlare della mia terra. Essere capitano e rappresentare la mia isola è qualcosa di unico, mi sento tre volte più responsabile rispetto a qualsiasi altro calciatore che veste questa maglia perché so di incarnare i valori di una terra, di un popolo e della gente che è legatissima a questi colori. La nostra gente sta bene o male in base a come gioca il Cagliari, possiamo influenzare il loro quotidiano. Io cerco di far capire ai miei compagni, nei momenti più importanti, cosa voglia dire indossare questa maglia e cosa rappresentiamo. È una maglia che ho cucita sulla pelle, la sognavo da bambino e sono riuscito a coronare questo obiettivo e mi piacerebbe chiudere il mio sogno qui. Io non voglio pensare né fare scelte che mi portino lontano da Cagliari. È una cosa troppo profonda da riuscire a raccontare"

I MISTER AVUTI IN CARRIERA
"L'esperienza a Tuttocuoio è stata fondamentale, la prima da professionista. Arrivavo dalla Primavera, uscire di casa a 18 anni è stato molto difficile, ma nonostante questo è stata l'esperienza più utile fatta perchè mi ha reso il giocatore che sono ora. Ogni allenatore che ho avuto mi ha lasciato qualcosa; sono riuscito a giocare con ognuno di loro e ciò significa che sì, ho acquisito tanto, ma che anche io sono riuscito a lasciar qualcosa".

DEIOLA IN CAMPO
"Il mio ruolo preferito è la mezzala perché mi piace inserirmi e attaccare l'area, però non disdegno nemmeno gli altri ruoli. L'anno scorso ho fatto il centrale, cerco di adattarmi a quello che è la richiesta dell'allenatore e l'esigenza della squadra. Metto a disposizione le mie capacità dove servono"

L'ESEMPIO A CUI FA RIFERIMENTO
"La Serie A è un bacino enorme di fuoriclasse. C'è sempre da imparare da chiunque. Posso farti molti nomi di giocatori da cui prendo spunto, ma la verità è che io cerco di guardare me e di migliorare tutti i giorni. Ogni giocatore ha caratteristiche diverse: Kvaratskhelia, Dybala, Nainggolan, Barella, Pinilla, Acquafresca, sono solo alcuni dei giocatori incontrati come avversari o avuti come compagni che per me sono esempi"